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Antibes2526 8Siamo arrivati ad Antibes il 2 marzo 2026 alle 19 e ci siamo messi davanti al Porto di Antibes ad aspettare le famiglie. Io e Viola siamo state le prime ad essere portate a casa da una signora bionda e bassa, Agnès. La casa era piccola ma accogliente, proprio come Agnès. Siamo andate subito nella nostra camera a sistemarci e, poco dopo, la cena era pronta.

Antibes2526 1Agnès ci ha chiesto di noi, delle nostre abitudini, della nostra famiglia, ma soprattutto, ci ha chiesto cosa ci piaceva mangiare, così che ci potesse preparare i nostri piatti preferiti. Cucinava veramente bene! Le abbiamo spiegato cosa avremmo fatto in quei giorni in Francia: le escursioni durante il pomeriggio e le lezioni con docenti madrelingua a scuola durante la mattinata. Le sere successive, invece, la sera le raccontavamo delle nostre impressioni sulle città che avevamo visitato, cioè Nizza, Cap Ferrat con la villa Ephrussi de Rothschild, Cannes, Grasse con la profumeria Fragonard e Montecarlo.

Antibes2526 2Anche lei ci ha raccontato della sua famiglia, dei suoi figli e del suo lavoro. Moglie e madre, ormai sol,a si dedica all’accoglienza dei ragazzi stranieri già da molti anni. Agnes ci racconta che per lei questa è una missione, come per molte altre donne che appartengono al gruppo che ospita gli studenti stranieri. Agnès si è mostrata molto comprensiva nei nostri confronti. La sera conversavamo fin quando non dovevamo andare a prepararci per dormire. Ci piaceva parlare con lei, anche se non capivamo proprio tutte le cose che ci diceva. Comunque sia, siamo riuscite a comunicare senza troppi problemi.

La mattina, Viola ed io andavamo a scuola, al centro della “vieille ville”. Prendevamo l’autobus per fare il primo tragitto di strada e poi continuavamo a piedi. Abbiamo scoperto Antibes giorno per giorno: il Antibes2526 3castello Grimaldi, le mura sul mare e Port Vauban. Agnès è stata molto premurosa con noi: il primo giorno, infatti, ci ha accompagnato a scuola in macchina e ci ha mostrato a quali fermate dell'autobus scendere e salire, così al termine delle attività tornavano a casa da sole facendo la stessa strada.

La nostra insegnante, Corinne, parlava francese in modo che noi potessimo capire bene cosa dicesse e ci Antibes2526 5faceva fare molti esercizi di comprensione. Il corso era esclusivamente per gli studenti degli stages e, infatti, abbiamo incontrato altri ragazzi che non frequentano il Majorana-Maitani. L’ultimo giorno di scuola, Corinne ha portato la mia classe al mercato e abbiamo fatto un'attività che prevedeva lo svolgimento di un sondaggio tra i venditori del mercato, le cui risposte dovevamo poi riferire alla prof. L'attività è stata davvero divertente.

Antibes2526 4Alla fine dell’ultima lezione, ci hanno consegnato un attestato che certifica il nostro livello di francese e il livello di impegno durante il corso. Siamo ripartiti alla volta dell'Italia il 7 marzo. Sia io che Viola eravamo tristissime perché avevamo instaurato con Agnès un legame affettivo, tanto che la sera prima le abbiamo scritto una lettera per ringraziarla di tutto quello che ha fatto per noi. La mattina, prima di partire da casa per raggiungere il porto, che era il punto di ritrovo dell’autobus, abbiamo fatto una foto ricordo con lei.

Antibes2526 6Questo stage ci ha permesso di conoscere altre persone, tra cui Agnès, che non dimenticheremo, e fare amicizia, di vedere luoghi nuovi, di sviluppare la lingua e di scoprire le abitudini e le tradizioni francesi, ma soprattutto ci ha aiutato ad accrescere la nostra autonomia.

 

Vittoria e Viola, classe 1L1 EsaBac

 

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