11 febbraio 2026: Perugia ci accoglie con una pioggia sottile ma incessante che le conferisce un fascino nordico e anglosassone, e che rende piacevole accomodarsi nell’ampia Aula Magna del Rettorato dell’Università, calda, accogliente e gremita di studenti. Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata delle Donne e delle Ragazze nella Scienza e, con molta emozione, anche noi partecipiamo a una mattinata densa di appuntamenti.
Si comincia con una rappresentazione teatrale sulla vita di Lise Meitner, fisica che contribuì alla scoperta della fissione nucleare. Ci commuove vedere quanto fosse difficile per una donna avere accesso agli studi scientifici e successo in questo ambito del sapere, considerando con grande soddisfazione quanto oggi la situazione sia cambiata. Poi, ascoltiamo in collegamento dal Politecnico di Milano, l’ingegnere aerospaziale Amalia Ercoli-Finzi, consulente della NASA, ASI ed ESA. “Io sono una fisica femminista” afferma l’ingegnera, che con grande capacità e passione riesce ad avvicinare un pubblico di studentesse e studenti a una materia così complessa come l’astrofisica.
Infine, arriva il momento più atteso, la premiazione del concorso “Ursula Grohmann”, organizzato dall’Università degli Studi di Perugia e bandito in memoria di Ursula Grohmann, ricercatrice di fama internazionale nel campo dei tumori e delle malattie autoimmuni, Professoressa ordinaria di Farmacologia presso il Dipartimento di Medicina e Chirurgia e Direttore del Centro Universitario di Microscopia Elettronica, prematuramente scomparsa. Questo riconoscimento è frutto non solo dell’impegno dei singoli, ma di una ricerca condivisa e di uno scopo raggiunto insieme: un gruppo-classe che, grazie a questo progetto, ha consolidato la propria coesione.
Guidati dalla professoressa Chiara Grasselli, abbiamo ottenuto il primo premio presentando il nostro lavoro dal titolo "Una scienziata da scoprire e raccontare: Clara Immerwahr". Prima donna dottoranda in Chimica, moglie di Fritz Haber, le cui ricerche contribuirono allo sviluppo dei gas bellici. Clara morì suicida, tormentata dalle conseguenze che quelle scoperte avrebbero avuto. La riflessione che ci ha accompagnato nel corso dei lavori è stata questa: la scienza dovrebbe essere neutrale, volta solo alla pura conoscenza, oppure deve portare al progresso anche se esso può causare conseguenze contrarie ai principi etici?
Noi ragazze in particolare siamo rimaste colpite da come queste scienziate, nonostante le difficoltà, abbiano vissuto sostenute dal loro amore per la scienza, divenendo per noi un esempio e una fonte di ispirazione. È stato un grande orgoglio partecipare attivamente a questa importante giornata e ricevere a nome della nostra scuola il primo premio, con i complimenti della giuria. Ma c’è un motivo in più per cui siamo particolarmente orgogliosi: questo è il quinto anno consecutivo in cui la nostra scuola ottiene il primo posto nel concorso.
L’emozione più grande non è stata il premio in sé, ma l’esperienza unica vissuta pienamente insieme, che ci lascerà sicuramente un bellissimo ricordo del nostro cammino scolastico.


















