Il periodo che va dalla prima giovinezza alla maggiore età è
spesso contrassegnato da una serie di fattori problematici che, se irrisolti,
hanno in sé la forza di alterare l'equilibrato sviluppo della nostra
sfera emotivo-affettiva e, quindi, della nostra personalità. Durante
questo periodo, l'adolescente fa spesso registrare una sorta di regressione
e di introflessione a favore di pensieri personali ed atteggiamenti che, non
di rado, tradiscono chiaramente un disagio; d'altronde il passaggio da una posizione
affettiva di base, quella con i genitori, ad una autonoma non è certo
agevole. L'impatto con stati e momenti ricorrenti in questa fase (cambiamenti
somatici, primi innamoramenti, emozioni e pulsioni tipiche dell'età ecc.)
può diventare turbolento fino a generare dubbi, incertezze ed inquietudini,
dovute anche ad una sostanziale incomprensione da parte di genitori che stentano
a cambiare quel comodissimo status quo grazie al quale venivano considerati
dai figli l'autorità dotata di un sapere e di un potere indiscussi. Stretto
in questa morsa, nella quale oggettivamente pochi sono gli spazi di manovra
per poter vivere in modo adeguatamente armonico e con sano realismo tale transizione,
l'adolescente incorpora queste problematicità in silenzio, dando vita
semmai a forme di comportamento volutamente estemporanee e ad espressioni artistiche
(poesia, pittura, musica, manufatti ecc.) dietro cui non è difficile
cogliere dei messaggi fantasmagorici che, rimanendo avvinghiati alla propria
soggettività, finiscono con l'essere illusori e tradire tutta l'impossibilità
pratica di uscire allo scoperto per confrontarsi con una realtà che diventa
così incapace di essere vissuta.
Il nostro intento è quello di cogliere questi elementi nascosti per portarli
in superficie, intervenendo con due strumenti che riteniamo assolutamente congeniali,
la pittura e la musica, per abbattere comprensibili forme di difesa a protezione
di queste regressioni. Tutto ciò senza trascurare l'intervento di natura
squisitamente psicologica che avrà i modi e i tempi dello "psicologo
della strada", perché per capire la psiche si può anche uscire
dai canoni classici della psicoterapia, cambiare vestito, andare verso e dentro
un ambiente, ad es. quello della scuola, nel quale maggiore è la possibilità
di estrapolare turbamenti e disagi tipici dell'età adolescenziale, grazie
anche all'imprenscindibile aiuto che soltanto il corpo insegnante può
dare in questo viaggio che può essere risolutivo perché conduce
verso scelte autonome, mature e responsabili.
Partecipano: due classi seconde che, per l'età degli studenti, riteniamo
le più adatte.
Gli operatori: la figura dello psicologo è supportata da quella di un
insegnante di pittura, il cui compito è quello di aiutare gli studenti
ad utilizzare le tecniche più consone al dispiegarsi della propria creatività.
I temi: l'attenzione si concentrerà su tre temi che al termine dell'iniziativa
diventeranno altrettante unità didattiche implicanti un'azione di natura
psicopedagogica: il distacco, il cambiamento, la crescita.