Una scuola per amare

In viaggio con lo psicologo della strada

Progetto coordinato da Stefano Pieri

Il periodo che va dalla prima giovinezza alla maggiore età è spesso contrassegnato da una serie di fattori problematici che, se irrisolti, hanno in sé la forza di alterare l'equilibrato sviluppo della nostra sfera emotivo-affettiva e, quindi, della nostra personalità. Durante questo periodo, l'adolescente fa spesso registrare una sorta di regressione e di introflessione a favore di pensieri personali ed atteggiamenti che, non di rado, tradiscono chiaramente un disagio; d'altronde il passaggio da una posizione affettiva di base, quella con i genitori, ad una autonoma non è certo agevole. L'impatto con stati e momenti ricorrenti in questa fase (cambiamenti somatici, primi innamoramenti, emozioni e pulsioni tipiche dell'età ecc.) può diventare turbolento fino a generare dubbi, incertezze ed inquietudini, dovute anche ad una sostanziale incomprensione da parte di genitori che stentano a cambiare quel comodissimo status quo grazie al quale venivano considerati dai figli l'autorità dotata di un sapere e di un potere indiscussi. Stretto in questa morsa, nella quale oggettivamente pochi sono gli spazi di manovra per poter vivere in modo adeguatamente armonico e con sano realismo tale transizione, l'adolescente incorpora queste problematicità in silenzio, dando vita semmai a forme di comportamento volutamente estemporanee e ad espressioni artistiche (poesia, pittura, musica, manufatti ecc.) dietro cui non è difficile cogliere dei messaggi fantasmagorici che, rimanendo avvinghiati alla propria soggettività, finiscono con l'essere illusori e tradire tutta l'impossibilità pratica di uscire allo scoperto per confrontarsi con una realtà che diventa così incapace di essere vissuta.
Il nostro intento è quello di cogliere questi elementi nascosti per portarli in superficie, intervenendo con due strumenti che riteniamo assolutamente congeniali, la pittura e la musica, per abbattere comprensibili forme di difesa a protezione di queste regressioni. Tutto ciò senza trascurare l'intervento di natura squisitamente psicologica che avrà i modi e i tempi dello "psicologo della strada", perché per capire la psiche si può anche uscire dai canoni classici della psicoterapia, cambiare vestito, andare verso e dentro un ambiente, ad es. quello della scuola, nel quale maggiore è la possibilità di estrapolare turbamenti e disagi tipici dell'età adolescenziale, grazie anche all'imprenscindibile aiuto che soltanto il corpo insegnante può dare in questo viaggio che può essere risolutivo perché conduce verso scelte autonome, mature e responsabili.
Partecipano: due classi seconde che, per l'età degli studenti, riteniamo le più adatte.
Gli operatori: la figura dello psicologo è supportata da quella di un insegnante di pittura, il cui compito è quello di aiutare gli studenti ad utilizzare le tecniche più consone al dispiegarsi della propria creatività.
I temi: l'attenzione si concentrerà su tre temi che al termine dell'iniziativa diventeranno altrettante unità didattiche implicanti un'azione di natura psicopedagogica: il distacco, il cambiamento, la crescita.

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