Il Rapporto Citta' - Campagna

Nel passato la città e la campagna hanno sempre rappresentato due diversi tipi di economia e di organizzazione dello spazio, e quindi due diversi paesaggi e due differenti civiltà. Oggi le caratteristiche urbane si vanno diffondendo, e non sempre è facile distinguere gli elementi rurali dagli elementi urbani.
L'idea della continuità che oggi esiste fra i due paesaggi è espressa da un nuovo termine usato dai geografi: rurbano (dal latino rus = campagna + urbem = città).
Non mancano comunque gli elementi di distinzione fra i due paesaggi e i due modi di vivere: per esempio, i paesaggi rurali sono più stabile di quelli urbani, mostrando una maggior resistenza alle trasformazioni.
Il rapporto città - campagna , che per secoli era stato equilibrato, in seguito all'industrializzazione si è spezzato in favore della città. La campagna ha cessato di essere autosufficiente ed è divenuta solo il luogo di produzione delle merci destinate al consumo urbano: la campagna ha assunto cioè il ruolo di area economica dominata, la città di area dominante.
La campagna produce per gli abitanti della città ed è il luogo di svago e di residenza secondaria per la popolazione urbana: molte case di campagna sono state restaurate e sono divenute seconde case per la villeggiatura dei "cittadini".
Si sono però avuti due effetti negativi: quello di far "esplodere" le città, dove sono giunte masse di persone che hanno lasciato i campi; e quello di sottrarre vaste estensioni di territorio alla produzione agricola a favore della speculazione edilizia.
Si è verificato quello che è stato definito il "divorzio" tra l'uomo e il suo ambiente in varie parti d'Italia: anzitutto nelle aree interne, nelle zone di montagna e di collina, dove molti centri abitati sono rimasti disabitati. Anche in questo campo c'è una differenza fra l'Italia del Nord e l'Italia del Sud. Nell'Italia padana il ruolo delle città è stato sempre "energico": le città hanno assunto la funzione di organizzare i paesaggi rurali, attraverso l'investimento di capitali e una trasformazione radicale del territorio, portando a frutto il lavoro di secoli. In Toscana, in Umbria, nelle Marche, il contratto a mezzadria* stabilì un rapporto di collaborazione tra il proprietario cittadino e i contadini, nell'interesse comune: si sviluppò il paesaggio il paesaggio dei poderi ben curati, con casa colonica e agricoltura promiscua.

* è un contratto agrario che prevede la suddivisione dei prodotti e degli utili di un fondo tra il proprietario e il contadino.


In funzione di questi rapporti a livello locale o a livello di città, nell'ambito di economie e culture chiuse, i paesaggi hanno mantenuto nel tempo determinate strutture: un certo tipo di casa, un certo genere di insediamento e di intervento nelle campagne. Oggi, al posto di mille paesaggi originali sempre vari, va imponendosi un uso del territorio legato essenzialmente al maggiore profitto. Da qui la tendenza all'uniformità dei paesaggi e alla perdita di legame degli abitanti con il paesaggio stesso. Era il legame intimo della casa contadina con il podere e lo spazio agricolo, del centro urbano con l'ambiente circostante.