Il principio della unitarietà del sapere e del processo di educazione e formazione culturale, assunto nella proposta qui presentata, deve trovare una sua esplicita e specifica affermazione anche nella attuazione di un'"area di proget to" che conduca al coinvolgimento e alla concreta collabo razione interdisciplinare estesa ad alcune e/o a tutte le di scipline. Al di là di iniziative più limitate, realizzate nel corso del quinquennio da gruppi di docenti, occorre, pertanto, che nel corso del triennio sia attuato almeno un "progetto" di ricerca " iterdisciplinare " , di ampiezza e durata variabile, che affronti un tipico tema della conoscenza o un proble ma pratico rappresentativo di una classe di problemi di ri levante interesse. In ogni caso i progetti orientati ad un problema della conoscenza debbono parzialmente contenere un nucleo operativo e quelli orientati ad un problema pratico deb bono essere inseriti in un significativo contesto culturale.
Si tratta di una proposta la quale, per la convergenza
di conoscenze diverse che comporta, si presenta come una
innovazione che corona il suggerimento assunto nei vari
programmi di privilegiare una "didattica per problemi".
La realizzazione di tale area si attua normalmente in al
cune fasi che si possonocosì distinguere:
analisi della " situazione" che il progetto intende af
frontare;
eventuale ricerca di schemi o modelli interpretativi;
individuazione delle discipline e/o delle tecnologie
da coinvolgere;
soluzione del problema con l'aiuto di particolari
strategie euristiche, ivi compresa la produzione, a seconda
dei casi, di strumenti di indagine e di sperimentazione o di
prototipi tecnici e, in ogni caso, di materiali di documenta.
zione.
I problemi possono essere di natura e ordine del tutto
diversi: conoscitivo, applicativo, tecnologico, informatico,
economico, di ricerca operativa, di programmazione linea
re, di organizzazione e catalogazione, di valutazione com
parata dei vari linguaggi (storiconaturali, formali, artifi
ciali, . ..).
Un simile itinerario offre l'occasione per dar vita ad
un'analisi strutturale ed epistemologica comparata delle di
scipline coinvolte e ad una valutazione delle varie forme
in cui si può presentare la loro "interazione" .
Si consideri, tuttavia, che sul piano didattico, gli stu
denti dovrebbero essere messi in grado di ripercorrere l'iti
nerario tipico della ricerca, senza accontentarsi di utilizzare
passivamente le indicazioni dei manuali e dei trattati.
Non solo, ma awerrà anche che le situazioni prese in
considerazione potranno, specie negli indirizzi non tecno
logici, essere affrontate con metodologie e strumenti non
necessariamente identificabili con quelli più avanzati
della ricerca scientifica e tecnologica.
Si tratta in definitiva di: dar vita ad una "ricercaazio
ne" che muova dall'interno delle situazioni per individuare
i problemi, le procedure, i modelli, i linguaggi, le tecnolo
gie, le analisi che portano in itinere alla consapevolezza
epistemologica e al riconoscimento delle identità discipli
nari; nonché alla soluzione dei problemi.
Tutto questo concorre, a sua volta, a fare dell'inse
gnante. un autentico " ricercatore" ed a favorire la scoperta,
da parte degli alunni, della tendenziale convergenza fra
epistemologia e didattica disciplinare.
La ricerca " scientifica" si è sempre valsa di procedure e
strategie " euristiche " e queste devono perciò trovare corpo
nella prassi dell'insegnamento.
L'area di progetto per una ricerca interdisciplinare
vuole offrire, a tal fine, una occasione importante: la sua
finalità primaria è quella di offrire agli alunni un aiuto
più concreto e ravvicinato per riconoscere valori, metodi,
procedure, linguaggi, confini disciplinari e, soprattutto, il
sempre più importante ed essenziale ruolo delle tecnologie
nella cultura e nella realtà contemporanea.
Tutto ciò vale per mostrare la difficile costruzione della
" relativa oggettività " delle conoscenze, la sua dipendenza
dal livello teorico di riferimento, dall'interazione fra appa
rato conoscitivo del soggetto e situazioni empiriche,
dall'estensione della rete di interazioni cui partecipa l'"og
getto" considerato, dal tempo storico, sociale, culturale in
cui awiene l'indagine.
E però, durante tale processo, il fascio delle discipline
o delle tecniche coinvolte converge o diverge a seconda
del carattere sintetico o analitico delle distinte fasi della ri
cerca. Per questo si dovrà prevedere una collaborazione
progettuale che dia spazio sia a momenti di, lavoro semina
riale, sia a percorsi più analitici nei distinti ambiti discipli
nari o tecnologici.
La scienza, malgrado le crisi ricorrenti dei suoi ("para
digmi") e l'esasperazione dei suoi linguaggi specialistici pur
necessari, vive da tempo l'esigenza della ricomposizione
del reale e quindi della prassi interdisciplinare.
La " ricerca interdisciplinare " , lungi dal confondersi col
semplice apporto " multidisciplinare " , studia la natura di
tali apporti, le delicate interazioni e i raccordi fra le disci
pline, la riscoperta di analogie strutturali fra esse, la loro
genesi.
Alcuni esempi danno l'idea più concreta di questo pro
cesso. Si veda, ad esempio, la nascita di sempre nuove di
scipline, dette "composite" o di "confine" , quali chimicafisi
ca, fisicamatematica, psicolinguistica, psicopedagogia,
biochimica, bioetica, geochimica, geofisica e ai fitti col
legamenti tra discipline storiche (storicoarcheologiche,
storicoartistiche, ecc.) e discipline economiche e dell'am
biente.
La interdisciplinarità si può realizzare in vario modo. Tradizionalmente sono stati i modelli matematici ad offrirsi per descrivere in termini quantitativi o qualitativi un feno meno, un evento, uno stato: si pensi al ruolo del concetto di funzione, ai modelli matematici di proporzionalità per descrivere un'intera classe di fenomeni fisici, alla dialettica fra misura matematica e misura fisica, ai modelli che inter vengono per descrivere qualitativamente la "stabilità strut turale" e gli eventi "morfogenetici" . E, ancora, si consideri il ruolo di certe teorie matema tiche al servizio di discipline diverse, come ha cercato di illustrare la teoria dei "sistemi" , owero il concorso di disci pline diverse nella spiegazione (comprensione) di feno meni. Sarebbe tuttavia povero l'esito di una pratica interdi sciplinare se questa si limitasse a favorire un semplice scambio di conoscenze; essa deve offrire l'occasione per quel tipo di analisi che dianzi si è tentato di riassumere e ciò richiede una meditata riflessione sugli apporti che l'interdisciplinarità ha assunto sia dalle teorie " genetiche" , sia dalle conoscenze messe in luce dallo strutturalismo. Non solo, ma è proprio seguendo questa ispirazione meto dologica che si vedono di fatto scomparire pretese discri minazioni di qualità e di merito fra formazione umanistica e scientificotecnologica, secondo lo spirito di questo pro getto di riforma. Ciò va tenuto particolarmente presente nei progetti tec nologici nei quali l'interdisciplinarità sembra potersi realiz zare solo e soprattutto come interazione di tecniche diver se di tipo chimico, meccanico, elettromagnetico, elettroni co, e non anche attraverso il loro confronto con i valori dell'uomo e dell'umanità. Più complessa e interessante, anche se assai spesso tra scurata, diviene la scoperta del ruolo dei vari linguaggi storiconaturali, matematici, formali, artificiali nella descri zione, sistemazione, spiegazione scientifica, così come quello della pratica scientifica in concorso della formazio ne linguistica. Va ribadito che la pratica delle azioni concrete, la ricer ca e la individuazione della proprietà degli oggetti, la con siderazione delle interazioni che li coinvolgono, le defini zioni operative dei concetti, le osservazioni dei fenomeni, l'esercizio della descrizione e i tentativi di spiegazione dei fenomeni stessi, sono occasioni da non perdere nell'intero percorso dell'istruzione anche ai fini della formazione lin guistica. A tal fine infatti, la ricomposizione del processo cono scitivo, l'elaborazione dei primi schemi progettuali, la pra tica delle strategie euristiche, l'intervento delle tecniche e delle tecnologie specificate devono realizzare un processo convergente e costruttivo. Si pongono perciò su questo fronte tematiche generali che fanno riferimento sia alle "tipologie delle culture" , sia alla "simbolizzazione del pensiero " e alla "specializzazione dei linguaggi" .
1 temi della ricerca devono inevitabilmente avere carat
tere generale e quindi riguardare tipici "problemi della co
noscenza o tipiche " classi di problemi pratico tecnologici".
Sul primo versante, in concreto, gli studenti possono sco
prire e ricostruire " quando, dove e come" (attraverso quali
esperienze e con quali strumenti) siano state raggiunte de
terminate conoscenze e quali conseguenze ne siano deri
vate nei più diversi ambiti della vita umana,
A titolo puramente indicativo si propongono alcuni
esempi:
la varietà e l'evoluzione dei sistemi di numerazio
ne dell'antichità e dell'età contemporanea e i rapporti tra
linguaggio storiconaturale e linguaggi formali e delle mac
chine.
il rapporto tra le risorse naturali, la loro esauribi
lità, le modalità di utilizzazione e l'organizzazione delle so
cietà umane.
Sul secondo versante gli studenti sono messi in grado
di scoprire e ricostruire quale sia stata, e sia anche oggi,
la rilevanza culturale, sociale e tecnologica della classe di
problemi considerata e quali siano le possibili soluzioni
giungendo anche a proporre una personale ipotesi di so
luzione sviluppata, se possibile, fino alla sua realizza
zione.
Sempre a titolo puramente indicativo si propongono
quattro esempi:
la simulazione del traffico in ambiente urbano
come esempio di studio di un sistema complesso con mo
delli probabilistici;
il problema della produzione in serie ed automa
tizzata di oggetti;
il restauro di un manufatto ed il problema del re
cupero dei beni culturali;
l'automazione con mezzi informatici di un servizio
interno alla scuola ed il problema del rapporto fra tecnolo
gie ed attività umane.
La fase di avvio dell'area di progetto può essere collo cata al IV anno
fermo restando che la sua parte più signifi cativa si svilupperà
e si concluderà nel V anno. Il tempo complessivo da destinare a tale
ricerca non dovrà superare in linea di massima i quattro mesi salvo,
in alcuni casi di indirizzi tecnologici, e sarà ricavato dalla somma
del monte ore riservato alle singole discipline coinvolte.
1.4.5.1. Si può supporre che l'attività relativa a quest'area
inizi, nell'ambito della programmazione educativa e didattica, con una riunione
del Consiglio di Classe specifi camente dedicata alla definizione di un "
progettoprelimina re" sulla base delle proposte precedentemente espresse
dai vari docenti. Detto progetto preliminare deve passare suc cessivamente ad
una " analisi di fattibilità" che metta in luce la natura e
l'ampiezza delle varie risorse necessarie alla sua realizzazione, È importante
che tale fase preliminare si svi luppi con molto anticipo rispetto all'attuazione
in classe, in modo da garantire il reperimento delle risorse.
1.4.5.2. Tra le risorse dovranno essere definite: le com petenze necessarie
ad affrontare i molteplici aspetti della ricerca; i compiti da affidare agli
insegnanti ed eventual mente ad esperti esterni; le modalità e i
tempi necessari; i momenti da destinare all'analisi dello stato di avanzamento
della ricerca e le modalità di comunicazione dei suoi esiti; i criteri
di verifica.
1.4.5.3. L'attività deve tener conto della flessibilità del processo
che peraltro si può articolare in:
lavoro di gruppo per soli docenti in fase di proget tazione, discussione
e formulazione del progetto prelimi nare, controllo dell'andamento in itinere,
valutazione dei risultati finali;
lavoro di tipo seminariale con tutti gli allievi, in cui due o più
docenti con competenze diverse espongono i ri spettivi punti di vista sull'impostazione
della ricerca;
lavoro di gruppi di allievi, teorico o scientificospe rimentale
o tecnologico realizzativo da svolgersi su compiti sviluppati con la presenza
di uno solo dei docenti interes sati o da affrontare in tempi extrascolastici;
lavoro disciplinare, in cui ciascun docente nell'am bito dell'orario
di lezione sviluppa il proprio specifico ap porto per la risoluzione del
problema;
partecipazione a conferenzedibattito, visite guida te, effettuazione
di ricerche bibliografiche all'esterno della scuola sotto la guida dei singoli
docenti.
Il momento più significativo della ricerca sarà rappre sentato
dall'analisi epistemologica e strutturale comparata delle discipline coinvolte
e dalla valutazione critica delle varie forme con cui si è presentata
la loro interazione. Il lavoro dell'area di progetto entra a far parte della
va lutazione conclusiva ed è da tenersi presente anche ai fini del
giudizio di ammissione all'esame, e, quindi, anche della valutazione in sede
di esame di maturità.