IL PROGETTO BROCCA

1. 1. FUNZIONE EDUCATIVA E CULTURALE 'SUPERIORE'

1.1 .l. Il fine generale delle scuole di ogni grado e ordine è la formazione dell'uomo e del cittadino. Anche la scuola secondaria superiore, quindi, ha il compito di rispondere ai bisogni educativi individuali e alle nuove esigenze di formazione poste dallo sviluppo culturale, sociale ed economico. Deve però rispondere in modo specifico e proporzionato alla fascia di età cui si rivolge, cioè all'adolescenza.
1.1.2. In una situazione socio-ambientale caratterizzata da forte complessità e da un accentuato pluralismo di modelli e di valori, l'adolescente manifesta il bisogno di esperienze culturali, relazionali e sociali significative per la propria crescita, di un orientamento che valorizzi e chiarifichi specifiche inclinazioni ed attitudini, di un'identità personale in grado di interagire criticamente con l'ambiente, di un aiuto per elaborare le proprie scelte valoriali e per proiettarle sul futuro, di una guida per appropriarsi di criteri di analisi e di strumenti di giudizio critico.
1.1.3. La scuola secondaria superiore risponde alle attese dell'adolescente per quanto riguarda lo sviluppo dei processi cognitivi, le relazioni con gli altri e l'impegno preparatorio alla vita sociale e produttiva con una più qualificata funzione educativa e culturale. Essa postula un innalzamento quantitativo e quailitativo del livello di formazione generale, sia come apertura a molteplici istanze culturali, sia come migliore organizzazione delle conoscenze acquisite.
1.1.4. Assegnare alla scuola secondaria superiore una funzione educativa e culturale più qualificata significa, in primo luogo, dare a tutti i piani di studio uno spessore tale da comprendervi l'insieme dei sistemi concettuali e simbolici con i quali l'uomo cerca di interpretare se stesso e la realtà dei sistemi di valore in base ai quali vengono giudicate le azioni e le situazioni, dei sistemi espressivi attraverso i quali prende forma l'esperienza vissuta e dei sistemi di azione che permettono di dominare e di organizzare l'ambiente sociale e produttivo.
1.1.5. In secondo luogo. la maggiore qualificazione della funzione educativa e culturale della scuola secondaria superiore sta nella esigenza che a ciascuna disciplina del piano di studi (indipendentemente da astratte o funzionali suddivisioni classificatorie del tipo: discipline comuni, discipline di indirizzo. discipline professionali ecc,) sia data una impostazione intenzionalmente culturale (cioè critica, riflessiva, consapevole). In tal modo, sul piano metodologico. si garantisce a tutti gli insegnamenti pari e alta qualità, indipendentemente dalla appartenenza a una certa classificazione o a un determinato percorso piuttosto che ad un altro.
1.1.6. La secondarietà superiore consiste essenzialmente proprio nel fatto che in ogni insegnamento si deve soddisfare l'esigenza di criticità, di riflessione e di consapevolezza, passando progressivamente da un'ottica analitica (prevalente nella scuola secondaria inferiore) a un'ottica sintetica (tipica della scuola secondaria detta appunto superiore). In altri termini è fondamentale, in ogni disciplina, il passaggio dal semplice 'imparare' al 'rendersi conto', cioè a prendere coscienza dei diversi tipi di 'perche' che si pongono a proposito delle varie cose che si imparano. Dal momento poi che questi distinti 'perche' tendono spesso a richiamarsi e a collegarsi reciprocamente, e necessario che lo studente sia avviato a raggiungere almeno una prima sintesi delle conoscenze. in modo che ogni particolare sia 'compreso' in un contesto più ampio e trovi il suo posto e la sua ragione.
1.1.7. La pedagogia e la didattica della scuola secondaria superiore sono dunque costitutivamente pedugogia e didattica della cultura. Una cultura da acquisire ed apprezzare per il suo intrinseco e gratuito valore non meno che per l'uso che se ne può fare.

1. 2.INTEGRALITÀ E UNITARIETÀ DEI PIANI DI STUDIO

ne. Ma il problema non sta solo in questo. La debolezza principale dipende dal fatto che nei piani di studio di entrambi i tipi di scuola sono assenti o sono scarsamente rappresentate componenti culturali ritenute oggi essenziali per la formazione dell'uomo e del cittadino. Al liceo mancano del tutto le componenti economiche, giuridiche e sociologiche, necessarie per comprendere la realtà presente; nel contesto dell'impianto storicistico poca importanza riesce ad avere la formazione scientifica, che è invece parte molto rilevante della cultura e della vita contemporanea. L'istituto tecnico risente soprattutto della prima debolezza del liceo, ma in parte anche della seconda, almeno là dove il tecnicismo prende il soprawento; debole, poi, è la presenza delle dimensioni letteraria e storica ed è assente quella filosofica.
1.2.4. Le considerazioni precedenti portano ragionevolmente a ritenere che l'inserimento nei piani di studio di tutte le componenti culturali ritenute oggi essenziali per la formazione degli adolescenti sia una scelta obbligata. Di conseguenza, nella progettazione dei piani di studio conviene sostituire al criterio della parzialità, utilizzato in passato, il criterio della integralità. Il termine integralità indica che le componenti essenziali ci sono tutte e nello stesso tempo non esclude la possibilità che ciascuna di esse sia presente in proporzioni diverse.
1.2.5. Il criterio della integralità è il fondamento sia della unitarietà della scuola secondaria superiore sia della sua differenziazione, perché permette di ridurre le diversità 'di natura' senza eliminare le diversità 'di funzione'. Riduce le prime, perché diminuisce la distanza tra due scuole - licei e istituti tecnici - pensate all'origine con 'nature' molto diverse; non elimina le seconde, perché lascia spazio a diverse combinazioni delle componenti culturali essenziali in rapporto alle diverse 'funzioni' degli indirizzi.
1.2.6. L'unitarietà, oltre che su quanto detto al punto 1.1.5., si fonda anche sulle discipline comuni. Nel biennio esse sono state scelte in modo da costituire il sistema disciplinare più adatto a soddisfare in misura sufficientemente completa (cioè integrale) le esigenze di formazione della personalità dell'adolescente.

1. 3.DIFFERENZIAZIONE E IDENTITÀ SPECIFICA DEGLI INDIRIZZI

1.3.1. Fatta salva l'unitarietà d'ispirazione che caratterizza la scuola secondaria superiore, le esigenze orientative e in senso lato professionalizzanti alle quali essa deve soddisfare impongono una differenziazione dei percorsi che, convenzionalmente, si può introdurre mediante la scansione in indirizzi. Ciò non contrasta con le idee esposte nei due paragrafi precedenti. Infatti, le caratteristiche di integralità e di unitarieta dei piani di studio e l'esigenza di una formazione generale ampia e qualitativamente migliore per tutti i giovani non implicano, o vviamente, che si debbano studiare le stesse cose o che le diversità debbano ridursi a un piccolo ventaglio di opzioni. La differenziazione di cui qui si parla è una differenziazione sostanziale, che si traduce nella definizione di curricoli distinti e ben identificati, di pari qualità culturale e formativa, quindi senza gerarchie predeterminate. La differenziazione proposta è inoltre graduale, nel senso che le diversità si accentuano lungo il percorso. Di conseguenza anche l'identità specifica di ciascun indirizzo si manifesta, normalmente, con gradualità, non solo attraverso la suddivisione in sub-indirizzi (come nel caso dei tecnologici) a partire dal terzo anno, ma anche mediante la distribuzione funzionale e ben proporzionata delle discipline e degli orari di insegnamento lungo il quinquennio.
1.3.2. Ad evitare che la scansione in indirizzi si trasformi in settorializzazione , provvede la presenza di un congruo numero di discipline comuni a tutti gli indirizzi o ad alcuni di essi. La presenza di queste discipline è particolarmente incisiva nel biennio, mentre il loro peso curricolare decresce nel triennio, per garantire lo spazio indispensabile alle discipline più caratterizzanti via via che si procede verso il compimento del ciclo degli studi secondari superiori. specifica dei singoli indirizzi non ovviamente presenza meno delle discipline di indirizzo. Essa determinata anche dalle discipline, di programmi di in ciascun piano di studi componenti il punto Queste componenti si possono secondo tripartizione: sociali. Ai gruppi di componenti si possono corrispondere gruppi di discipline. pio. primo gruppo si possono Lingua Musica; secondo. Storia. Filosofia. Diritto. Economia. Sociologia, al Matematica, Fisica, le Tecnologie, i ovviamente. soltanto Può i rapporti tra i In modo si in di fornire una prima di ciascun indirizzo. specifica di indirizzo non tuttavia questione si manifesta si soprattutto i di comuni di indirizzo, scopo di una ciascun curricolo. implica tutte discipline, quelle comuni. ricevano una in funzione loro inserimento sistemico nel contesto rimanenti. coloritura essere nei primi due anni, in questa le gli indirizzi sono limitate. nei trienni. in quel il numero

1. 4.TERMINALITÀ E PROFESSIONALITÀ

La voce richiama della conclusione, del compimento, clel risultato. effetti qui per indicare il grado di o di compiutezza attribuito 'per legge' ai diversi itinerari di studio. La questione risulta immediatamente chiara se si considera come è nato storicamente l'attuale ordinamento. Il sistema secondario di cento in forma dicotomica: un lato l'istruzione classica (cioè i licei, scuole chiamate a dare " una conveniente cultura letteraria e filosofica " per accedere agli studi universitari), dall'altro l'istruzione tecnica (cioè gli istituti, scuole chiamate a dare " la conveniente cultura generale e speciale, per accedere a determinate professioni). L'istruzione classica venne dunque istituita 'per legge' come percorso aperto, cioè non conclusivo (nel linguaggio utilizzato in questo testo si direbbe a terminalità molto debole). L'istituto tecnico venne invece istituito come percorso chiuso, cioè compiuto (quindi a terminalità molto forte). La spaccatura tra i due ordini di scuola fu criticata aspramente fin dall'inizio. ma rimase nell'ordinamento, anche perché era parzialmente giustificata, almeno di fatto. dall'ordine delle cose, ossia dalla realtà sociale e dalla corrspondente stratificazione dei livelli professionali. Nel tempo questo 'ordine delle cose' è cambiato. E' cambiata invero anche la scuola, almeno nei fatti se non ancora nelle leggi. e la del cambiamento riduzione della dicotomia.
1.4.3. Va detto in primo luogo che la riduzione della dicotomia non equiparazione del grado di degli indirizzi. La reatà sociale e professionale non è cambiata in modo così radicale. Ma certamente è necessario scartare i valori di estremità vale a dire i gradi molto deboli e molto forti di conclusività quelli molto deboli perché ogni itinerario formativo non può mancare di una certa valenza professionalizzante utilizzabile in una attività lavorativa già dopo il quinquennio di secondaria; quelli molto forti perché la scuola non li può più raggiungere senza rinunciare ad una solida formazione culturale generale. Eliminate le punte estreme. rimane una gamma di valori intermedi entro i quali far variare le terminalità (i gradi di conclusività) dei diversi indirizzi di studio. In questo modo tutti i percorsi restano potenzialmente aperti ed anche parzialmente conclusi.
1.4.4. L'espressione professionalità di base' può riassumere bene il tipo di terminalita che la Commissione propone per la secondaria superiore. Il 'di base' indica che si tratta di una formazione con caratteristiche di generalità e di ampiezza, così come è richiesto dalle moderne professioni. D'altra parte il richiamo alla professionalità indica che non si tratta di una formazione generica e indifferenziata. Ciò che viene escluso dall'orizzonte della secondaria superiore, perché quasi totalmente illusoria nel quadro attuale del mondo del lavoro e delle professioni, è la specializzazione di livello superiore, che dovrà awenire dopo il compimento degli studi strettamente 'scolastici'. Non contrasta più di tanto con questa ipotesi neppure l'eventuale esistenza (o mantenimento) di istituti a ordinamento speciale, tradizionalmente con carattere più specialistico, perché è possibile, all'interno della gamma di valori di cui si è detto sopra. collocarli nella parte più alta senza che essi debordino.
1.4.5. La professionalità di base, descritta sopra in termini strutturali, ha un significato preciso sul versante curricolare e didattico. In particolare per l'istruzione tecnica, il confronto tra i piani di studio attuali e quelli proposti dalla Commissione mostra che i nuovi impianti curricolari (meno settoriali e più integrali, aperti a molteplici forme del sapere e nello stesso tempo specificamente orientati) rafforzano la formazione di base, generale e teorica. Questo tipo di formazione costituisce il fondamento della 'conoscenza dei perché'. da una preparazione polivalente e flessibile e assicura maggiori capacità di specializzazione successiva,

1. 5.CONTINUITÀ E ORIENTAMENTO

1. 5.1. Il tema della continuità interessa esplicitamente e primariamente i primi due anni della secondaria superiore, Continuità è il termine qui utilizzato per richiamare l'attenzione su alcuni aspetti importanti del passaggio dalla secondaria inferiore a quella superiore, senza con ciò negare che in questo passaggio, come già è stato detto al punto 1.1.6., siano da considerare anche elementi di discontinuità.
1.5.2. Il rinnovamento della secondaria inferiore ha proposto traguardi formativi che dovrebbero costituire, in linea di principio, i punti di partenza della secondaria superiore. Il forte numero di fallimenti e di abbandoni, che si verificano soprattutto nel primo anno della secondaria superiore, rivela chiaramente l'esistenza di difficoltà di vario tipo che rendono l'affermazione precedente, in molti casi, solo parzialmente confermata in linea di faftto, Una risposta concreta a queste difficoltà deve partire da un accertamento degli effettivi risultati conseguiti dagli studenti nella scuola media, per progettare gli opportuni e graduali interventi atti a far sì che le differenze di partenza non compromettano il conseguimento dei traguardi di arrivo. La continuità non esiste. del resto, senza una gradualità,
l.5.3. La realizzazione di una dimensione orientativa della scuola secondaria superiore è importante perché è specialmente in questa Fascia di età e di scolarità che il processo orientativo. lungo e continuo, raggiunge un punto culminante. Essa presuppone l'assunzione dell'orientamento come una modalità educativa intrinseca della scuola in quanto tale, cosicche tutte le attività curricolari che vengono svolte e tutte le relazioni interpersonali che si costituiscono divengano esplicitamente orientative. Ciò naturalmente non esclude. anzi richiede, l'apporto informativo pro- veniente dall'esterno, perché questo serve a fondare su dati realistici il progetto educativo elaborato nella scuola.
1.5.4. Le finalità generali dell'orientamento nella secondaria superiore sono sinteticamente riconducibili alle seguenti: la maturazione della identità personale e sociale e della capacità decisionale; la chiarificazione e la pianificazione del futuro professionale alla luce di un personale progetto di vita,
1.5.5. La scuola realizza le proprie finalità, anche quelle orientative. principalmente attraverso le discipline di insegnamento . Esse vanno utilizzate per rilevare e sviluppare le attitudini. Le capacità, gli stili cognitivi, le preferenze e gli interessi degli studenti, Ma la loro potenzialità orientaitiva sta anche nel fatto che le conoscenze. le abilità, le mappe concettuali e gli schemi procedurali appresi e sviluppati nel corso degli studi sono. sia pure in condizioni diverse, gli stessi richiesti dal mondo del lavoro e dalla società in generale, ché, in ultima analisi, i piani di studio altro non sono se non una potente formalizzazione e pedagogizzazione della cultura della vita e del lavoro, Questa complessa mediazione affidata alle discipline non ha solo il risultato di sostenere la motivazione all'apprendimento ( che è già di per sé un ottimo risultato ai fini dell'orientamento perché determina il successo scolastico e quindi l'autostima, ma ha anche quello di portare al cosolidamento o al cambiamento della scelta fatta al momento dell'iscrizione al primo anno.
1.5.6. Un secondo e non meno importante mezzo di cui si serve la scuola per raggiungerc le finalità orientative è il tipo di relazioni instaurate tra i soggetti che condividono l'esperienza educativa. Accanto alle componenti cognitive hanno infatti rilevanza le dinamiche emotive relazionali, che devono essere basate sulla reciproca fiducia e stima, Da questo punto di vista sono da favorire tutte le forme efficaci di coinvolgimento diretto degli studenti nella programmazione, nella conduzione e nella valutazione delle attività didattiche, La capacità di auto-orientamento non nasce alll'improvviso: è frutto di esercizio. di prove e anche di errori. che l'educatore deve saper guidare o correggere.

1. 6.BIENNIO E TRIENNIO

Caratteristica della scuola secondaria superiore quella di strutturarsi un arco quinquennale. all'interno del quale sono previsti un biennio iniziale e un successivo triennio. scansione in e triennio suggerita dalla di procedere gradualmente verso tenendo conto della di costringere gli studenti a scelte precoci nel periodo della prima adolescenza e della di rendere tali scelte sufficientemente reversibili qualora un più preciso orientamento personale, o altre circostanze, dovessero consigliarlo. Questa fondamentale esigenza deve d'altronde conciliarsi con l'esigenza non meno essenziale di assicurare una effettiva dei vari bienni rispetto ai trienni ai quali sono intrinsecamente orientati dentro i singoli indirizzi. piani di studio dei primi due anni comprendono discipline comuni a tutti gli indirizzi, discipline comuni ad alcuni indirizzi e discipline specifiche di singoli indirizzi. Per il dettaglio per gli orari si a pag. seguenti. Qui è sufficiente considerare le innovazioni, non senza aver prima fatto che la soltanto (serve a distinguere elementi strutturali di unitarietà e di differenziazione) e è gerarchica. In nessun modo infatti si può sostenere che le discipline comuni sono quelle importanti o più formative. Di per addirittura, si ragionevolmente ritenere che non ci siano discipline di altre, la formativa non è legata ai contenuti, quanto piuttosto al modo con cui i contenuti vengono proposti. Se i contenuti sono insegnati e appresi in modo critico, riflesso e consapevole, allora la formativa assicurata indipendentemente dall'essere una disciplina totalmente comune, parzialmente comune oppure di indirizzo. 1.6.3. Il criterio della integralità è applicato già nei primi due anni. L'insieme delle discipline ricopre in maniera abbastanza ampia i settori linguistico-letterario-artistico, storico-antropologico- sociale, matematico-scientifico-tecnologico (settori assunti convenzionalmente come rappresentativi di tutte le componenti culturali essenziali). Le proporzioni tra i ricoprimenti settoriali sono naturalmente diverse e questo corrisponde al fatto che è necessario assicurare una prima differenziazione tra gli indirizzi. La presenza di Educazione fisica e di Religione (per coloro che se ne avvalgano) completa il quadro disciplinare, che così diventa un sistema adeguato di risposta alle esigenze formative dell'adolescente. Proprio per coprire una lacuna della formazione di base del cittadino in quanto tale è stato inserito l'insegnamento di Diritto ed Economia, cui è anche parzialmente assegnato il compito di un'educazione civica che, per altri aspetti non strettamente cognitivi, riguarda trasversalmente tutte le discipline e anche le dinamiche relazionali. Altre importanti novità sono il potenziamento di insegnamenti artistici (Arte e Musica) in alcuni indirizzi e del Laboratorio di Fisica e di Chimica in altri.
1.6.4. Nei trienni gli equilibri fra i tre settori si differenziano in modo più netto perché più manifesta diventa l'identità specifica di ciascun indirizzo. L'integralità resta comunque assicurata. Se si tiene infatti conto che una disciplina può prestarsi a soddisfare più di una esigenza, è chiaro che le componenti essenziali possono essere sufficientemente rappresentate anche se a ciascuna di esse non corrisponde una disciplina specifica. L'opportunità di non far mancare a tutti gli studenti un supporto fondamentale alla riflessione critica e alla consapevolezza dei significati ha suggerito di introdurre in tutti i piani di studio un insegnamento di Filosofia, secondo modalità che verranno approfondite nel momento della stesura dei programmi.
1.6.5. Quanto agli insegnamenti scientifici si è scelta la soluzione di distribuirli nell'arco dell'intero quinquennio secondo una successione giustificata primariamente da criteri didattici, cioè in funzione di una sopportabile ripartizione dai carichi complessivi di apprendimento richiesti anno per anno agli studenti.

1. 7.GLI INDIRIZZI

1.7.1. Gli indirizzi di scuola secondaria previsti dal progetto della Commissione sono, in ordine alfabetico, i seguenti: artistici. classico, economico, linguistico, professionali. scientifico, scientifico- tecnologico, socio-psico-pedagogico, tecnologici. Gli indirizzi artistici, professionali e tecnologici hanno ulteriori suddivisioni interne. Per i tecnologici la suddivisione piena comincia in realtà solo a partire dal terzo anno, Sugli indirizzi artistici e professionali si vedano le note a pag. 26. 'Alcune delle denominazioni possono essere considerate provvisorie (è il caso. ad esempio. dell'indirizzo scientifico-tecnologico oppure di quello socio-psico-pedagogico).
1.7.2. Va da sé che la denominazione degli indirizzi ha un valore eminentemente amministrativo, più che concettuale, dal momento che le intitolazioni proposte non intendono affatto suggerire l'idea che soltanto in essi venga promossa quella componente della cultura generale che corrisponde alla loro denominazione. Così, ad esempio, il fatto che si prevedano indirizzi artistici non significa che la presenza della dimensione artistica possa essere ignorata o trascurata negli altri indirizzi. Non diversamente, la dimensione umanistica, attribuita in modo specifico alle discipline tradizionalmente dette umanistico-letterarie e a quelle che oggi vengono chiamate scienze umane, in senso più generale deve permeare tutti gli indirizzi e tutti gli insegnamenti, Quanto alla scientificità, poi. essa è un tratto che accomuna non soltanto le matematiche e le scienze naturali, ma anche tutte le discipline coltivate con 'rigore scientifico'. dalla storiografia, alla linguistica. all'economia, al diritto, a tutte le tecnologie ed è ovvio che nessuna disciplina scolastica può essereser iamentc impostata senza includere anche il suo specifico aspetto di scientificità Anche per la tecnologia vale un discorso simile essa in generale riguarda la condotta efficace di processi nei più svariati ambiti. in vista dell'ottenimento di risultati sicuri e affidabili, ma allora è chiaro che non può limitarsi al settore dei processi industriali e produttivi: esistono teniche artistiche. giuridiche. economiche, filologiche. storiche. educative e via dicendo. Finalmente. quanto alla professionalità già si è detto che essa è onnicomprensiva, tanto che in ogni indirizzo il processo formativo deve poter condurre all'acquisizione di una corrispondente preparazione professionalizzante.
1.7.3. Gli indirizzi proposti. eccetto uno. sono conferme o modifiche di indirizzi tradizionali. Evidentemente, anche per i casi di conferma della denominazione. sono rinnovati i piani di studio. L'indirizzo socio-psico-pedagogico è la trasformazione dell'istituto magistrale, quello economico sostituisce i diversi tipi di istituti tecnici commerciali. l'indirizzo linguistico (presente finora nel1a scuola non statale e solo sperimentale in quella statale) copre una lacuna da tempo avvertita. Queste modifiche sono riconosciute necessarie. Non si è ritenuto utile. invece. riproporre le ibridazioni (si noti che il termine non ha nulla di negativo!) tra indirizzi che esistono nell'ordinamento attuale (ad esempio. tra economico e linguistico. nell'indirizzo per periti aziendali e corrispondenti in lingue estere) perché è sembrato che mal si accordassero con i criteri progettuali assunti per questa proposta. Non è escluso, tuttavia, che il problema possa essere riconsiderato in relazione ai trienni.
1.7.4. L'elemento più appariscente di novità è dato dalla proposta di un indirizzo per ora denominato scientifico-tecnologico. Esso è stato proposto per venire incontro alla esigenza di raccordare in modo più efficace il mondo 'umanistico' con quello 'scientifico' e soprattutto quest'ultimo con quello 'tecnologico'. In questa scelta si sono inseriti elementi affettivo-emotivi, in particolare speranze o timori, che solo la giustificazione fondata su ragioni meno soggettive può contribuire a dissipare, Certamente è necessario, nella successiva e finale fase dei lavori, approfondire le ragioni oggettive della proposta per trovare le modalità più opportune di tradurre nei Curricoli scolastici l'esigenza di un più efficace raccordo tra i mondi sopra indicati.

2. 1.INDIRIZZI E PIANI DI STUDIO DEI BIENNI

Gli attuali indirizzi della secondaria superiore sono ridotti a sette più il gruppo degli indirizzi artistici (per i quali si veda la nota 1) e il gruppo degli indirizzi professionali (per i quali si veda la nota 2). L'indir izzo socio-psico-pedagogico potrebbe essere in seguito denominato 'di scienze umane e sociali'. Per l'i ndirizzo scient ifico-tecnologico si rinvia a quanto detto alle pagine 19-20, 41 e 45. Gli indirizzi tecnologici sono suddivisi in tre settori: industriale, costruzioni e territorio, agroindustriale. Il piano di studi è identico, salvo qualche variazione di contenuto nell'insegnamento di Tecnologia e Disegno 2. Nelle due pagine seguenti vengono riportati i piani di studio per i primi due anni della scuola secondaria superiore.
Essi comprendono:
- discipline comuni a tutti gli indirizzi,
- discipline comuni ad alcuni indirizzi,
- discipline specifiche di singoli indirizzi.
Le discipline comuni a tutti gli indirizzi sono:
EF Educazione fisica,
R Religione, per coloro che se ne avvalgono,
IT Italiano,
LS1 Lingua straniera 1,
S Storia,
DE Diritto ed Economia,
M Matematica e Informatica,
ST Scienze della Terra, al primo anno,
B Biologia, al secondo anno.


Le discipline comuni ad alcuni indirizzi sono:
LS2 Lingua straniera 2, negli indirizzi linguistico ed economico.
LA Lati no, negli indirizzi classico, linguistico, socio-psico-pedagogico
e scientifico;
AM Arte e Musica, come Latino,
GE Geografia, negli indirizzi classico, linguistico, socio-psico-pedagogico,
scientifico, scientifico-tecnologico, tecnologici e artistici;
LFC Laboratorio di Fisica e di Chimica, negli indirizzi scientifico,
scientifico-tecnologico, tecnologici ed economico;
Le discipline specifiche di singoli indirizzi sono:
GR Greco, nell'indirizzo classico,
PSS Elementi di Psicologia, Sociologia e Statistica, nell'indirizzo
socio-psico-pedagogico,
TDl Tecnologia e Disegno 1, nell'indirizzo scientifico-tecnologico,
TD2 Tecnologia e Disegno 2, negli indirizzi tecnologici,
LTT Laboratorio Trattamento Testi, nell'indirizzo economico,
EA Economia aziendale, nell'indirizzo economico.
Note
1. Indirizzi artistici
La Commissione non presenta una proposta completa. Non rinuncia tuttavia ad affermare che anche questi indirizzi, per coerenza con l'impianto generale, dovrebbero essere strutturati in un biennio più un triennio e che nel biennio dovrebbero essere incluse nel piano di studi le discipline comuni a tutti gli indirizzi della secondaria più Geografia.
2. Indirizzi professionali
La Commissione propone solo le discipline comuni a tutti gli indirizzi. Giudica infatti vitale conservare o, meglio, restituire a questo tipo di scuola la flessibilità e la continua capacità adeguativa che è indispensabile attribuirgli.
3. L'ordine con il quale sono elencate le discipline è spiegato
nella premessa di pag. 93.

2. 2.IPOTESI PER IL QUADRO ORARIO DEI BIENNI

Il quadro orario è basato su una ipotesi di 34 lezioni settimanali per tutti gli indirizzi. In questo totale è computato anche l'insegnamento di Religione cattolica, disciplinato secondo la normativa vigente. La proposta si può ritenere ben definita. Tuttavia alcune piccole modifiche saranno possibili nel momento della valutazione finale del progetto in sede politica e amministrativa o anche sulla base dei risultati raccolti durante il periodo di sperimentazione. Il tempo assegnato alle discipline comuni copre circa i due terzi dell'orario complessivo. Gli indirizzi classico, linguistico, socio-psico-pedagogico e scientifico hanno in comune circa l'88% dell'orario. Più o meno la stessa percentuale di orario comune hanno tra loro anche l'indirizzo scientifico-tecnologico e gli indirizzi tecnologici. Le note che seguono riguardano in modo specifico alcuni insegnamenti.
1. Religione cattolica
I programmi di insegnamento sono quelli approvati con D.P.R. 21 luglio 1987. n. 339.
2. Storia
In tutti gli indirizzi a durata quinquennale è previsto il programma di storia antica e altomedievale. Negli indirizzi a durata triennale si svolge il programma di storia contemporanea.


3. Matematica e Informatica
Gli indirizzi classico, linguistico, socio-psico-pedagogico, quelli artistici e quelli professionali svolgono in quattro ore settimanali il programma A. Gli altri indirizzi - scientifico, scientifico-tecnologico, tecnologici ed economico - sviluppano il programma B con cinque ore settimanali.
4. Scienze della Terra e Biologia
E' previsto un docente unico. Ciò può favorire i collegamenti tra le due discipline.
5. Arte e Musica Le soluzioni possibili per questi due insegnamenti sembrano essere le seguenti:
- un'ora per Arte e una per Musica,
- un anno Arte e un altro anno Musica,
- opzionalità per una delle due discipline (lo studente potrebbe cambiare scelta al secondo anno o confermarla),
- dotazione di un organico di Arte e di Musica in ogni scuola, al quale affidare una programazione didattica specifica, anche nella forma organizzativa modulare.
6. Geografia
L'assenza di Geografia nell'indirizzo economico è motivata dal fatto che essa è presente nel triennio. Si veda, a questo proposito, il n.b. a pag. 79.
7. Laboratorio di Fisica e di Chimica
Le tre ore provvisoriamente assegnate a questo insegnamento nell'indirizzo scientifico sono insufficienti. Un loro potenziamento richiede tuttavia la riduzione di ore assegnate ad altre discipline o un aumento del carico orario settimanale. Ciascuna di queste due alternative incontra difficoltà serie. Per i tempi reali di lezione corrispondenti, in un anno, alle ore settimanali indicate, si ved a il riquadro a pag. 32.

2. 3.PIANI DI STUDIOE IPOTESI PER I QUADRI ORARIO DEI TRIENNI

Il lavoro sui piani di studio dei trienni è stato svolto da quattro gruppi di esperti. Il raggruppamento di indirizzi, fatto sulla base di affinità culturali e strutturali, è il seguente:
- indirizzi classico, linguistico, socio-psico-pedagogico;
- indirizzi scientifico e scientifico-tecnologico;
- indirizzi tecnologici;
- indirizzo economico.
Tra i diversi gruppi ci sono stati utili interscambi di opinioni e di presenze. Naturalmente in questo testo non vengono riportati tutti gli elementi emersi dalle discussioni, ma solo una sintesi essenziale per spiegare le scelte operate. I documenti prodotti contengono un esercizio di definizione dei trienni ampiamente concorde con le ipotesi di partenza spiegate nel capitolo primo. Si tratta, tuttavia, di un lavoro di prima approssimazione che può facilitare il ragionamento su eventuali ipotesi diverse o su singole varianti. Anche i limiti che le soluzioni proposte presentano costituiscono perciò un risultato positivo. In ogni caso, prima di scrivere i programmi dei trienni è necessario ricalibrare il progetto tenendo conto delle osservazioni già pervenute o che perverranno e, in particolare per gli indirizzi tecnologici ed economico, sentendo il parere qualificato del mondo professionale. Gli indirizzi previsti sono da considerare 'tipici'. Non si esclude che accanto ad essi continuino ad esserci indirizzi 'atipici' come è indicato al punto 7 di pag. 50.

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