GLI OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
E I CONTENUTI

Il paragrafo 5.1. contiene tre punti. Il primo esplicita i criteri utilizzati per
la redazione di questo capitolo: la distinzione tra obiettivi e contenuti e il
loro rapporto con le finalità, la distinzione tra contenuti fondamentali e
contenuti complementari, la pluralità di forme nella organizzazione dei
contenuti. Il secondo precisa alcuni aspetti procedurali o applicativi: il
rapporto tra prescrittività e indicatività. l'esigenza di assicurare un buon
grado di sistematicità rispetto allo sviluppo dei contenuti. la trasformazione
dei programmi in programmazione e la conseguente necessità di rendere
pubbliche, da parte dei docenti, le scelte fatte. Il terzo punto richiama
il problema della verifica dei programmi, in particolare della fattibilità
concreta nella scuola e della 'sopportabilità' da parte degli studenti. Nel
paragrafo 5.2. sono indicati gli obiettivi di apprendimento e i contenuti di
ciascuna disciplina.

ASPETTI GENERALI

5.1.1. CRITERI REDAZIONALI
1. La distinzione obiettivi-contenuti. I tradizionali elenchi di
contenuti sono qui preceduti da elenchi di obiettivi. La distinzione
sembra utile per due ragioni. Prima di tutto perché la formulazione
di un obiettivo dice qualcosa di più della indicazione di un contenuto,
nel senso che ne precisaanche il livello di apprendimento,
cioè il tipo di prestazione richiesta allo studente su quel contenuto
(o su quella classe di contenuti). In secondo luogo perché gli
obiettivi svolgono un ruolo di mediazione tra i contenuti e le finalità,
nel senso che indicano prestazioni manifeste (osservabili e,
a volte, misurabili) su certi contenuti a partire dalle quali si può
esprimere un giudizio sulla presenza assenza delle qualità non
immediatamente manifeste che, come è stato detto a pag. 98,
rappresentano i risultati educativi attesi negli studenti.
Naturalmente gli obiettivi elencati sono soltanto parziali esemplificazioni
delle finalità, le quali esprimono traguardi più complessi,
più ricchi di significati, più interiori, più duraturi nel tempo.
Sono tuttavia importanti,non solo perché guidano l'azione
didattica del docente, ma anche perché possono costituire il riferimento
ufficiale per un controllo di qualità sulla produttività scolastica.
2. La distinzione fondamentale-complementare. Ai gruppi di
lavoro è stato suggerito di prendere in considerazione la possibilità
di indicare in modo esplicito una distinzione tra argomenti che
i docenti sono comunque tenuti a svolgere (fondamentali) e argomenti
tra i quali i docenti possono scegliere (complementari) in
relazione alle capacità e agli interessi degli studenti e alle identità
degli indirizzi di studio, i gruppi hanno risposto con modalità
diverse a questo suggerimento: o facendo una distinzione esplici-
ta (Elementi di Psicologia, Sociologia e Statistica, Economia aziendale),
o proponendo criteri di scelta (es., Storia, Geografia, Latino,
Arte), o dichiarando che gli argomenti elencati sono tutti fondamentali
(es., Biologia, Laboratorio trattamento testi), o elaborando
due programmi (Matematica). La diversità delle soluzioni conferma
che il problema è stato affrontato da tutti i gruppi. Su questo
aspetto, tuttavia, bisognerà probabilmente trovare una soluzione
più omogenea. Sembra infatti necessa rio che un programma nazionale
dichiari in forma esplicita se i contenuti elencati sono da
considerare tutti fondamentali (quindi obbligatori), tutti liberi
(quindi scelti con decisione soggettiva del docente), oppure in
parte obbligatori e in parte liberi.
3. La pluralità di forme nella organizzazione dei contenuti,
Non essendo possibile assumere per ciascuna disciplina una identica
forma di organizzazione dei contenuti - per evidenti ragioni
di specificità strutturale e funzionale -, ai gruppi di lavoro è stata
lasciata libertà di scelta della forma riten uta più idonea. La pluralità
di proposte è risultata abbastanza ampia e va dalla tradizionale
successione di argomenti (es., Diritto ed Economia), alla divisione
in gruppi di argomenti (es., Biologia), alla distinzione di nuclei e
temi significativi (es., Geografia), alla presentazione per temi (es.,
Matematica), alla suddivisione per punti-sottopunti e temi (es.,
Storia) o, infine, per settori (es., Italiano). La questione è molto
delicata e deve essere approfondita perché la forma di organizzazione
dei contenuti non è del tutto neutra rispetto al problema
della prescrittività cui si è fatto cenno al numero 2.
5.1.2. CRITERI PROCEDURALI
Nella fase di applicazione di questi programmi è opportuno
tener conto dei seguenti criteri.
1. Il passaggio dal programma alla programmazione. Il testo
dei programmi nazionali non indica di per sé un percorso didattico
già definito. Per definirlo bisogna fare una serie di operazioni
che sono comunemente indicate con il termine programmazione.
1Mentre il programma dice 'che cosa' bisogna raggiungere, la programmazione
definisce 'come' raggiungerlo, cioè stabilisce le procedure.
Tra queste procedure, fondamentale è la trasformazione
degli elenchi di obiettivi in sequenze o in mappe opportunamente
strutturate.
2. Il rapporto prescrittività-indicatività. Nella programmazione
bisogna anche tener conto che agli obiettivi va riconosciuto un
prevalente carattere di prescrittività ce quindi non possono essere
arbitrariamente trascurati), mentre ai contenuti, secondo quanto
detto a pagina precedente, può vantaggiosamente essere attribuito
un certo grado di indicatività (nel senso che si possono fare
delle scelte).
3. L'eplicitazione delle scelte. Poiché l'insegnamento svolto
nella scuola non è un fatto privato, è necessario che i docenti
rendano pubbliche le ragioni delle scelte fatte sui contenuti del
programma.
5.1.3. CRITERI DI VERIFICA
In vista di una migliore sistemazione complessiva dell'intero
progetto. i programmi predisposti hanno bisogno di essere 'provati'
nelle scuole. Si tratta in sostanza di una verifica di adeguatezza
e di fattibilità.
1. Adeguatezza. E' necessario in particolare verificare se gli
obiettivi di apprendimento di ciascuna disciplina sono commisurati
alle effettive possibilità degli studenti di 14-16 anni, tenuto conto
del numero di lezioni assegnate, del contesto formativo nel quale
la disciplina si colloca e del carico complessivo del piano di studi.
2. Fattibilità. L'ampiezza e la ricchezza dei contenuti proposti
richiede la verifica di quanto è realmente possibile fare nelle condizioni
medie di capacità, di tempi e di contesti. Non va dimenticato
che una maggiore essenzialità dei programmi può favorire
apprendimenti più sicuri e più stabili.

OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO E CONTENUTI DELLE SINGOLE DISCIPLINE

1. Si richiama l'attenzione sulla opportunità di leggere, per
ciascuna disciplina, anche quanto è contenuto nei capitoli sulle
Finalità e sulle Indicazioni didattiche. I rimandi alle pagine corrispondenti
sono riportati sotto il nome della disciplina.
2. Gli elenchi di obiettivi sono preceduti da una proposizione
nella quale si dice che lo studente al termine del biennio deve
dimostrare di aver raggiunto certi risultati. L'espressione deve dimostrare
sta ad indicare, ovviamente, che egli verrà sottoposto a
verifiche degli apprendimenti. Tuttavia queste verifiche sono continue
e la precisazione 'al termine del biennio' non sta ad indicare
che dovrà esserci una qualche forma di esame, quanto piuttosto
che il hiennio è il periodo di tempo entro il quale i risultati vanno
raggiunti.
3. Ad eccezione di Storia. in nessun caso i contenuti sono
suddivisi per anno. L'articolazione nel tempo è lasciata alla programmazione
dei docenti.

ITALIANO

disciplina comune a indirizzi
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Gli obiettivi, indicati secondo i settori istituzionali della disciplina,
si riferiscono a capacità che lo studente deve aver
acquisito al termine del biennio.
Abilità linguistiche
Comunicazione orale
Ricezione (ascolto).
Lo studente, superando il livello della comprensione globale
e generica dei discorsi altrui, deve saper:
1. individuare nel discorso altrui i nuclei concettuali l'organizzazione
testuale, specialmente nelle esposizioni
te;
2. evincere con chiarezza il punto di vista e le finalità dell'emittente.
b) Produzione (parlato).
Lo studente, superando il livello dell'esposizione
1te sequenziale e indifferenziata, deve saper:
pianificare e organizzare il proprio discorso, tenendo conto
delle caratteristiche del destinatario, delle diverse situazioni
comunicative, delle diverse finalità del messaggio e del tempo
disponibile;
regolare con consapevolezza il registro linguistico (usi formali
e informali), i tratti prosodici (intonazione, volume di
voce, ritmo) e gli elementi che conferiscono efficacia al discorso.
Gli obiettivi indicati riguardano anche la comunicazione a
distanza attraverso mezzi fonici e fonico-visivi. nella quale
l'uso orale ha assunto aspetti particolari e svolge funzioni
Culturali e sociali nuove,
Lettura
Nella pratica della lettura tenuto conto delle diverse modalità
e funzioni che caratterizzano la lettura silenziosa e quella a
voce, si segnalano separatamente due ordini di obiettivi.
Nella lettura silenziosa lo studente deve saper:
compiere letture diversificate, nel metodo e nei tempi, in
rapporto a scopi diversi, quali la ricerca di dati e informazioni,
la sommaria esplorazione, la comprensione globale, la
comprensione approfondita. l'uso del testo per le attività di
studio;
condurre l'analisi e l'interpretazione dei testi, sapendo:
6.1. individuare le strutture e le convenzioni proprie dei diversi
tipi di testo.
6.2. usare le proprie conoscenze per compiere inferenze,
6.3. integrare le informazioni del testo con quelle fornite da
altre fonti.
Nella lettura a voce lo studente deve saper:
rendere l'esecuzione funzionale alla situazione, regolando gli
aspetti fonici, prosodici e di direzione comunicativa.
Scrittura
Nella pratica della scrittura lo studente deve raggiungere:
una adeguata consapevolezza e capacità di controllo delle
differenze tra formulazione orale e formulazione scritta del
pensiero con particolare riferimento ai rapporti tra fatti
prosodici e punteggiatura, tra sintassi ellittica e sintassi esplicita
tra lessico comune e lessico preciso o tecnico:
la capacità di realizzare forme di scrittura diverse in rapporto
all'uso. alle funzioni e alle situazioni comunicative, distinguendo
tra scritture più strumentali e di uso personale e
scritture di più ampia diffusione e di diversa funzione, che
richiedono più attenta pianificazione;
la consapevolezza della flessibilità del progetto di scrittura e
la conseguente capacità di modificarlo quando occorra;
la capacità di utilizzare intelligentemente e correttamente informazioni,
stimoli e modelli di scrittura, ricavati da altri testi.
Gli obiettivi della riflessione sulla lingua si rapportano a finalità
sia applicative, sia cognitive. Lo studente deve saper:
analizzare con metodi di adeguato rigore scientifico la lingua,
sapendo collegare i feomeni dei vari livelli del sistema
e istituendo confronti tra alcuni elementi fondamentali della
lingua italiana e quelli di altre lingue studiate o note, compresi
i dialetti:
riconoscere la diversa utilizzazione che hanno le stesse strutture
linguistiche in diversi tipi di testo;
cogliere l'interrelazione tra i contenuti del pensiero e le forme
linguistiche:
istituire rapporti tra l'ambito delle lingue verbali, i linguaggi
formalizzati, quali quelli della matematica, della logica e delle
tecnologie dell'informazione e le realizzazioni nei linguaggi
visivi;
cogliere il rapporto tra le tradizioni linguistiche, le tradizioni
Lo studente deve saper:
riconoscere gli aspetti formali del testo letterario nelle sue
varie realizzazioni. rilevando la funzione che in esso assumono
l'ordine interno di costruzione, le scelte linguistiche e, in
particolare nella poesia, i tratti ritmici e prosodici e la stessa
configurazione grafica;
cogliere in termini essenziali. attraverso elementi del linguaggio
e riferimenti di contenuto, il rapporto tra l'opera letteraria
e il contesto culturale e storico generale in cui essa si situa;
fornire, sulla base degli elementi testuali e contestuali rilevati,
un'interpretazione complessiva e metodologicamente fondata
del testo;
formulare giudizi motivati che esplicitino il rapporto tra il
messaggio dell'opera e l'esperienza culturale e la sensibilità
estetica del lettore.
Abilit à linguistiche
Lo sviluppo delle abilità linguistiche trova i suoi contenuti nelle
specifiche attività che lo studente deve svolgere sulla base di motivazioni
e spunti concreti.
- rilevamenti e registrazioni della produzione, di altri e degli studenti
stessi in situazioni extrascolastiche, anche attraverso i mezzi
radiofonici e televisivi;
- l'utilizzazione consapevole delle caratteristiche strutturali e testuali
del parlato, che lo rendono funzionale alla particolare modalità
comunicativa e lo differenziano dall'uso scritto.
Per la i contenuti fanno riferimento sia all'ulteriore necessario
sviluppo dell'abilità specifica, sia al soddisfacimento dei
bisogni di cultura e di partecipazione alla vita sociale presenti nello
studente. Le attività di analisi e comprensione dei testi devono:
- riguardare un'ampia varietà di testi, riferibili a tipologie e tematiche
diverse: da testi espositivi e informativi a testi argomentativi, da
testi scientifici e tecnici a testi letterari:
-portare a individuare i caratteri specifici della 'testualità' e il loro
vario manifestarsi nelle diverse forme di testo;
- realizzarsi anche in letture strumentali, eseguite in situazioni di
uso concreto (a fini di studio, per preparare dibattiti, relazioni ecc.).
Per la scelta e le attività riguardanti i testi propriamente letterari
si rinvia a quanto è detto nel paragrafo sull'educazione letteraria.
Per la scrittura le attività consistono nella produzione di vari tipi
di testo, allo scopo di accostarsi alle utilizzazioni e alle finalità che la
scrittura trova nella vita reale e che possono essere così indicate:
- dare, registrare e chiedere informazioni, in forme testuali quali
appunti di lezioni e di conferenze, verbali di discussione, annunci e
comunicazioni di carattere privato o pubblico, ecc.;
- dare istruzioni per eseguire operazioni o regolare attività;
- descrivere in termini oggettivi o soggettivi luoghi, oggetti, persone,
eventi;
- sviluppare argomentazioni tema dato, secondo istruzioni
compositive indicate;
- trasferire contenuti di testi in altra forma, mediante parafrasi,
riscritture, riassunti di varia dimensione e secondo prospettive
diverse;
- interpretare e commentare testi, redigendo recensioni di libri,
film, spettacoli, note esplicative e osservazioni valutative 'a margine'
di testi;
1- rielaborare in modo creativo esperienze personali, informazioni
oggettive ed elementi fantastici, in forma di diari, dialoghi, racconti,
sceneggiature ecc..
Sono altresì contenuto specifico della didattica della scrittura,
per ogni forma da praticare, tutti gli aspetti, le fasi e le tecniche del
processo di composizione. riguardanti l'ideazione, l'ordine di costruzione
e la. graduale definizione formale del testo (articolazione,
correttezza e registro della lingua, ampiezza, impostazione grafica)
in rapporto alla sua funzione e destinazione, nonché al tempo di
elaborazione.
Le varie forme di produzione scritta vanno il più possibile riferite
alle attività scolastiche, affinché tale pratica non abbia puro carattere
di esercizio fine a se stesso.
Riflessione sulla lingua
1 contenuti della riflessione sono dati dalla materia relativa ai
processi di comunicazione e al funzionamento del sistema della
lingua. Tale quadro, parzialmente già noto allo studente, deve ora
acquistare decisiva chiarezza e completezza e perciò deve ricomprendere
tutti i principali nuclei tematici. Diventano argomenti di
particolare o nuova trattazione:
-le caratteristiche fondamentali di un 'testo' (unità, completezza,
coerenza. coesione che ne realizzano l'informatività) e le sue possibili
articolazioni, sia nelle forme dell'oralità, sia in quelle della
scrittura;
- la varietà dei tipi di testo ('tipologia dei testi'), che conduce ad
esaminare il rapporto tra la forma del testo e il suo contenuto;
- gli aspetti retorici, legati particolarmente a valori semantici, nei
diversi usi della lingua;
- le implicazioni principali del rapporto tra semantica e sintassi
nella struttura della frase: legami tra i costituenti, reggenze, concordanze
modali, temporali e aspettuali dei verbi;
- punti fondamentali nella vicenda storica della lingua italiana,
dalle sue origini latine ad oggi, e dei suoi rapporti con i dialetti e con
altre lingue;
- le varietà sociali e funzionali della lingua (standard scritto, uso
1medio. usi regionali, linguaggi settoriali) anche in relazione alle
esperienze presenti negli studenti,
Educazione letteraria
L'educazione letteraria trova i suoi contenuti nella diretta lettura
ed analisi dei testi letterari- affiancata da una conoscenza essenziale
delle istituzioni (modelli tematici e formali. procedimenti retorici,
circuiti sociali e culturali) che ne regolano la produzione e da iniziali
esperienze di contestualizzazione dei testi. L'analisi di tali testi
permette di rilevare anche le inesauribili risorse della lingua e offre
occasione privilegiata per lo sviluppo di abilità linguistiche generali.
La scelta dei testi deve tener conto sia degli interessi e delle
motivazioni culturali degli studenti. sia di obiettivi più ampi e organici
dell'educazione letteraria dei quali si fa interprete il docente in
base alla programmazione. Mediante tale scelta si deve proporre un
orizzonte abbastanza largo di cultura. senza pregiudiziali restrizioni
di tempo. di spazio e di genere, e quindi tenendo conto dei seguenti
criteri:
-accanto ad opere di epoche relativamente recenti e più affini con
la cultura degli studenti? non devono mancare adeguati contatti con
testimonianze di altre epoche, anche antiche, per attingere a motivi
culturali profondi (memoria di miti e di figure, luoghi ed eventi
emblematici);
-la prevedibile maggiore presenza di opere letterarie italiane non
deve ridurre eccessivamente la presenza delle altre culture europee
ed extraeuropee. Per il panorama itliano non deve mancare l'interesse
per quanto è stato prodotto dalla nostra cultura anche in altre
lingue (latino, dialetti, altri idiomi) e a tal fine si possono utilizzare
buone traduzioni affiancate agli originali;
- occorre attingere alla varietà di forme e generi della produzione
letteraria, poiché questa si configura come un sistema dotato di
proprie istituzioni portatrici di significato: va dato il dovuto spazio
alla poesia nella quale anche la funzione creativa della lingua trova
la sua massima espressione.
Una lettura varia e articolata di testi letterari richiede anzitutto il
ricorso ad adeguate scelte antologiche, come terreno di esercitazione
intensiva delle competenze letterarie ed occasione e stimolo alla
scoperta di opere intere. La scelta dei testi deve essere organizzata
in modo significativo mediante raggruppamenti e percorsi, al fine di
far rilevare la persistenza e l'evolversi di temi, motivi e forme nel
tempo, nelle diverse culture e nei vari tipi di rappresentazione.
La lettura di opere intere costituisce scopo fondamentale dell'educazione
letteraria. Quanto alla loro dimensione, la scelta deve
essere tale da consentire per ogni anno, d'obbligo, sia la lettura collettiva
e guidata di almeno un'opera narrativa intera, sia la lettura più
rapida e individuale di altre opere. Circa i loro requisiti di qualità si
deve tenere responsabilmente conto dei seguenti criteri che sono
tra loro interconnessi:
- la riconosciuta dignità letteraria delle opere:
- la significatività tematica, in rapporto agli interessi presenti ed
educabili negli studenti:
- le caratteristiche formali e gli aspetti linguistico-espressivi. in
relazione alle possibilità di accesso iniziale e a quelle di crescita e di
affinamento della comprensione.
Si pone altresì l'esigenza di accostare lo studente anche alle
espressi oni letterarie di maggiore rilievo per valore artistico e per
il contributo dato al patrimonio di memorie e di figure simboliche
della collettività. In tale ambito. la lettura dei "Promessi Sposi" è
tradizionalmente presente in questa fascia scolastica per il ruolo
svolto dal romanzo nelle vicende della letteratura italiana moderna
e per ragioni di prima accessibilità della forma e di varietà e ricchezza
di temi. La lettura di questa, come di altre opere di particolare
ampiezza e complessità non va condotta né in modo estensivo e
globale (tanto meno per riassunti) per giungere ad un generico
inquadramento di contenuto, né perseguendo il disegno di una
piena contestualizzazione storico-cultrale, obiettivo proprio di
una fase più matura: tale lettura deve seguire opportunamente
itinerari selettivi che mettano in evidenza aspetti significativi dell'opera
e integrarsi nelle altre esperienze di lettura e di educazione
letteraria proprie del biennio.

LINGUA STRANIERA

comune a tutti gli indirizzi
Al termine del biennio lo studente deve dimostrare di essere in grado di comprendere una varietà di messaggi orali di carattere generale finalizzatia scopi diversi e prodotti a velocità normale cogliendo la situazione, l'argomento e gli elementi del discorso; atteggiamenti, ruoli e intenzioni degli interlocutori, informazioni principali. specifiche e di supporto:
individuare il senso globale di brevi messaggi dei mass-media (radio, cinema, TV) su argomenti di interesse generale, spettacoli. notiziari ecc.: esprimersi su argomenti di carattere generale in modo efficace e appropriato, adeguato al contesto e alla situazione. pur se non sempre corretto dal punto di vista formale:
comprendere il senso e lo scopo di testi scritti per usi diversi;
inferire il significato di elementi non noti di un testo sulla
base delle informazioni ricavabili dalle caratteristiche degli
elementi stessi e dal contesto;
produrre semplici testi scritti di tipo funzionale e di carattere
personale e immaginativo, anche con errori e interferenze
dall'italiano, dal dialetto o da altre lingue, purché la comprensibilità
non ne venga compromessa:
identificare l'apporto dato alla comunicazione dagli elementi
paralinguistici (intonazione, ritmo, accento ecc.) ed extralinguistici
(gestualità, mimica, postura, prossemica ecc,);
individuare l'apporto culturale specifico implicito nella lingua
straniera e confrontarlo con quello della lingua italiana o
di altre lingue;
individuare e sistematizzare strutture e meccanismi linguistici
che operano ai diversi livelli: pragmatico, testuale, semanticolessicale,
morfo-sintattico e fonologico.
Comprensione e produzione orale
I testi orali per lo sviluppo dell'ascolto, monologhi e dialoghi
presentati a viva voce o registrati, devono:
- riguardare situazioni comunicative di vita quotidiana: comunicazione
personale (conversazioni, interviste ecc.) e comunicazione
di massa (notiziari radiofonici e televisivi, spot pubblicitari, cronache
sportive ecc. );
- essere espressi a velocità normale;
- presentare una varietà di pronuncie.
La produzione orale deve:
- riguardare situazioni quotidiane;
- riferirsi alle esperienze e agli interessi degli studenti;
- essere finalizzata inizialmente alla comunicazione di informazioni
e successivamente all'espressione, all'argomentazione e alla
giustificazione delle opinioni;
- tenere conto delle regole dell'interazione, anche in presenza di
più interlocutori.
Comprensione e produzione scritta
I testi per la lettura sono prevalentemente di tipo funzionale
(lettere, istruzioni, pubblicità, annunci, facili articoli ecc.) e devono
rappresentare via via una gamma sempre più ampia fino ad includere
testi di tipo immaginativo (brevi racconti* semplici poesie,
canzoni ecc.),
I testi scritti devono:
- riguardare argomenti di attualità relativi ai vari aspetti della vita
e della cultura dei paesi stranieri;
- offrire occasioni di confronto con la realtà italiana;
- essere possibilmente rappresentati da materiali autentici.
I testi prodotti dagli studenti devono:
- essere orientati alla comunicazione (lettere di vario tipo, resoconti
ecc.) e all'espressione (diari, brevi composizioni ecc.);
- rispettare le convenzioni determinate dal contesto comunicativo:
tipo di destinatario, scopo della comunicazione ecc.;
- riguardare argomenti precedentemente trattati in classe.
Riflessione sulla lingua
Nell'arco del biennio la riflessione sulla lingua deve essere condotta
in un'ottica interculturale e interlinguistica e riguardare:
- apporti dei linguaggi non verbali alla comunicazione;
- variabilità della lingua: registro formale/informale, varietà geografiche
e sociali ecc.;
- caratteristiche della lingua in relazione ai diversi mezzi: parlato,
scritto, forme multimediali;
- diversità di realizzazione linguistica di uno stesso atto comuni-
1cativo o di una stessa nozione:
- coesione e coerenza del testo e struttura dei diversi tipi testuali;
- lessico: formazione delle parole. significato degli affissi, rapporto
tra elementi lessicali appartenenti alla stessa area semantica ecc.;
- strutture morfosintattiche (caratteristiche fondamentali della
frase e dei suoi costituenti, costruzione del periodo. aspetti della
morfologia delle diverse categorie di parole);
- sistema fonologico.

STORIA

disciplina comune a tutti gli indirizzi
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Alla fine del biennio lo studente deve dimostrare di sapere:
1. esporre in forma chiara e coerente fatti e problemi relativi
agli eventi storici studiati;
2. usare con proprietà alcuni fondamentali termini e concetti
propri del linguaggio storiografico (ad esempio, cambiamento,
cesura, ciclo, congiuntura continuità, decadenza, progresso,
restaurazione, rivoluzione, sottosviluppo, sviluppo);
3. distinguere i molteplici aspetti di un evento e l'incidenza in
esso dei diversi soggetti storici (individui, gruppi sociali ecc.);
4. interpretare e valutare, in casi semplici, le testimonianze utilizzate,
distinguere in esse fatti, ragioni, opinioni e pregiudizi.
individuare inconsistenze e incoerenze ecc.;
5. confrontare, in casi semplici, le differenti interpretazioni che
gli storici danno di un medesimo fatto o fenomeno, in riferimento
anche alle fonti usate;
16. ricostruire le connessioni sincroniche e gli sviluppi diacronici
riferiti ad un determinato problema storico studiato.
STORIA ANTICA E ALTOMEDIEVALE
1. CULTURE DELLA PREISTORIA E CIVILTÀ PROTOSTORICHE
b) Le grandi civiltà del vicino Oriente: il delinearsi del fenomeno
urbano e l'invenzione della scrittura.
2. ORIENTE E OCCIDENTE: MIGRAZIONI INDOEUROPEE E
CONTATTI MEDITERRANEI
a) Migrazioni indoeuropee.
b) Le civiltà dell'Egeo. Frequentazioni precoloniali e colonizzazioni
nel Medite ranneo.
c) Popoli dall'Italia antica e loro culture.
3. CITTÀ E POPOLI DELLA GRECIA E DELL'ITALIA
a) Legislazioni, tirannidi, la società delle 'città stato' (poleis),
'popoli' (ethne) e 'leghe' (koinà) nel mondo greco.
b) Miti, culti, santuari nella vita greca.
c) Origini di Roma e periodo della monarchia. Rapporti col
mondo etrusco e con gli altri popoli d'Italia.
d) Colonie della Magna Grecia.
14. LA GRECIA CLASSICA: DALL'AFFERMAZIONE ALLA CRISI
DELLA POLIS
a) Asia e impero persiano nel confronto col mondo greco: le
guerre persiane.
b) Guerra del Peloponneso,
c) Ricerche di equilibri e 'paci comuni',
d) Conquista macedone.
5. LA 'RES PUBLICA' ROMANA DAL VI AL IV SECOLO A.C.
a) Passaggio dalla monarchia alla repubblica. Conflitto tra patrizi
e plebei. Le XII Tavole.
b) Organizzazione sociale e politica di Roma dall'età regia
all'età repubblicana (ordinamento centuriato, magistrature,
ordini ceti, clientele).
c) La religione romana arcaica.
6. ROMA VERSO L'EGEMONIA IN ITALIA
a) Affermazione di Roma fra le diverse culture e realtà politiche
d'Italia. Evoluzione del concetto di Italia.
b) Progressiva conquista dell'egemonia nella penisola fino al
conflitto con Cartagine.
c) Dinamiche socio-politiche collegate.
7. ETÀ ELLENISTICA
a) Il 'dopo Alessandro' dall'oriente mediterraneo all'Asia centrale.
I grandi stati ellenistici.
b) Cultura unificante e cosmopolitica dell'ellenismo.
8. ESPANSIONISMO ROMANO NEL MEDITERRANEO
a) Roma e il mondo ellenistico. Espansione romana in Occi-
1dente e in Oriente (differenze di intenti e di modi).
b) Il cammino verso l'unificazione politica mediterranea sotto il
dominio di Roma. Il problema dell'imperialismo romano,
c) Evoluzione del sistema produttivo.
9. CRISI DELLA REPUBBLICA ROMANA
a) Crisi dell'Italia e delle istituzioni repubblicane (strutture militari,
agrarie, sociali istituzionali).
b) Età dei Gracchi, Mario e la riforma dell'esercito.
c) La guerra sociale.
d) Lotte civili fra capi-parte.
e) Ottaviano Augusto e il passaggio dalla repubblica al principato.
Secondo anno
1. ORGANIZZAZIONE DELL'IMPERO
Evoluzione istituzionale e amministrativa del principato.
Nuovi ceti emergenti nell'impero mediterraneo.
Il diritto romano.
Organizzazione delle province. Processi di integrazione e
limiti della romanizzazione: le culture diversificate delle
grandi aree provinciali.
e) Ruolo della vita cittadina.
2. RELIGIONI DELL'IMPERO
a) Religioni dell'impero e fattori di trasformazione: religioni
pagane della salvezza.
b) Il giudaismo. Il cristianesimo, la sua prima diffusione, le
persecuzioni.
13.CRISI DEL SECOLO III E CULTURE DEI POPOLI ESTERNI
a) Problemi militari, demografici, economici; dinamiche sociali
e colonato.
b) Culture dei popoli esterni nei loro rapporti col mondo
romano.
c)Contatti con le grandi civiltà dell'Estremo Oriente (India, Cina
degli Han) e con l'Africa non romanizzata,
4. MONDO TARDOANTICO
a) Dal principato alla tetrarchia.
b) Svolta costantiniana e società tardoantica: burocratizzazione,
tendenze dirigistiche, forze centrifughe, nuovi gruppi
dominanti e nuovi centri di potere (capitali decentrate).
c) La Chiesa e l'impero universale cristiano; emarginazione del
paganesimo e del giudaismo. Resistenze e persistenze pagane,
Anacoresi e monachesimo.
5. OCCIDENTE E ORIENTE NEI SECOLI V E VI
a) Regni romano germanici.
b) Giustiniano e la formazione della civiltà bizantina.
c) Invasione longobarda in Italia. Ruralizzazione dell'economia
e della società.
d) Il papato e gli altri patriarcati; i vescovadi; l'evangelizzazione
delle campagne; monachesimi d'oriente e d'occidente.
Il latino della Chiesa. Culto dei santi.
6. ESPANSIONE DELL'ISLAM E MONDO LATINO GERMANICO
a) Arabi e Maometto. I primi quattro califfi e le divisioni
dell'Islam. La grande espansione e la crisi del califfato.
Civiltà arabo musulmana.
b) Gli Slavi nei Balcani.
c) Longobardi, bizantini e papato.
1d) I Franchi dai Merovingi ai Carolingi; sviluppo delle clientele
armate.
e) Egemonia culturale del clero; monachesimo celtico e anglosassone:
conversione dei Germani d'oltre Reno.
7. EUROPA CAROLINGIA
a) Carlomagno: conquiste militari e res taurazion e dell'impero,
b) Rapporti vassallatico-beneficiali.
c) Riforma monetaria: rinascita degli studi grammaticali; unificazione
liturgica; riforma monastica.
d) Economia curtense e signoria fondiaria.
e) Regno carolingio d'Italia. L'Italia non carolingia.
f) Dissoluzione dell'impero carolingio.
8. PARTICOLARISMO DEL SECOLO X
a) Nuove invasioni: Normanni, Ungari, Saraceni.
b) Crisi dell'ordinamento pubblico carolingio e nascita di nuovi
poteri locali: l'incastellamento.
c) Impero sassone e radicarsi dei rapporti feudali.
d) Due nuovi stati cristiani: Polonia e Ungheria,
e) Spagna dei califfi Omayyadi e gli inizi della riconquista.
f) Sintomi di ripresa demografica.
g) Crisi del papato e riforma cluniacense.
h) Leggenda dell'Anno Mille.
9.RINASCITA DELLA VITA CITTADINA E RIFORMA DELLA
CHIESA
a) Dalla signoria fondiaria alla signoria di hanno.
b) Vita cittadina in Italia e oltralpe.
c) Città marinare e incipiente egemonia di Venezia.
d) Impero germanico e regni particolari.
e) I Normanni creatori di stati: regni d'Inghilterra e di Sicilia,
la Russia di Kiev.
1f) Verso la riforma della Chiesa: spinte riformatrici dall'alto e
movimenti di religiosità popolare. Gregorio VII e i 'dictatus
papae'. Lotta per le investiture e sue conseguenze sulla
natura dell'impero e della Chiesa.
Note generali
1. Il programma di storia antica e altomedievale è per il biennio
degli indirizzi di durata quinquennale e consiste nelle due
prime annualità dell'unico ininterrotto programma che dovrà
esau rire, appunto in cinque anni, l'intero corso della sto ria
universale, dalla preistoria ai nostri giorni.
2. Gli obiettivi di apprendimento sono stati individuati e calibrati
avendo presente l'esigenza di assicurare una prima ed elementare,
ma autosufficiente e completa, informazione circa
la natura della conoscenza storica, le difficoltà che presenta,
il linguaggio attraverso cui si esprime, l'utilità che riveste per
l'uomo d'oggi. Una serie di obiettivi, questa, al cui perseguimento
lo studio della storia antica e altomedievale risulta, alla
prova dei fatti, perfettamente adeguato.
3. I contenuti sono ripartiti in punti numerati progressivamente,
nei quali sono indicati, in successione cronologica, i momenti
fondamentali dello sviluppo storico dalla preistoria fino alla
conclusione della lotta per le investiture. All'interno di ciascuno
di questi punti sono indicati con lettere dell'alfabeto alcuni
dei possibili temi particolari in cui è stata articolata la trattazione
di essi.
4. La scelta del tema o dei temi più adatti a caratterizzare la
fisionomia di un determinato momento rispetto a quello che
precede e a quello che segue è affidata al docente. In una
prima fas e è opportuno privilegiare gli sviluppi politico sociali
e in seguito, sulla rete della cronologia già tracciata, è possibile
strutturare una trattazione per temi sulle realtà storiche di
più lenta trasformazione (per esempio, le trasformazioni nell'economia,
nella cultura, nella religione, nelle istituzioni).
STORIA CONTEMPORANEA
1. L'EREDITÀ DEL SECOLO XVIII E DELLE RIVOLUZIONI
a) Modificazioni nelle strutture demografiche e produttive.
b) Impatto delle rivoluzioni industriale inglese, americana e
francese sulle relazioni fra gli stati e sul rapporto cittadiniistituzioni.
2. 1815-182.1. DINAMICHE POLITICHE INTERNAZIONALI
a) L'assetto politico internazionale statbilito a Vienna e le sue
crisi in rapporto alle vicende di politica interna e alle
dinamiche economiche dei singoli stati.
b) Trasformazioni della carta geopolitica europea ed extraeuropea:
affermazione dei liberali in Francia e in Inghilterra
e crisi della Santa Alleanza. Indipendenza dell'America
Latina. La formazione degli stati nazionali, con particolare
riguardo all'Italia e alla Germani, nelle dinamiche dei
rapporti internazionali. Gli imperi coloniali britannico,
francese e russo in Africa e in Asia. Gli Stati Uniti: la frontiera
e la conquista dell'ovest.
2.2. DINAMICHE POLITICHE INTERNE
a) Modelli di stato, trasformazioni istituzionali e amministrative,
partecipazione politica, forme di rappresentanza.
b) Correnti ideali e movimenti politici.
1c) Istruzione, stampa e opinione pubblica.
d) Correnti politico culturali in Italia dagli inizi del Risorgimento
al governo della Destra Storica. I problemi dello
stato unitario: rapporto Stato-Chiesa, le scelte costituzionali,
amministrative, economiche e le loro conseguenze,
2.3. DINAMICHE ECONOMICHE
a) L'industrializzazione: consolidamento in Inghilterra e sua
diffusione in alcuni paesi occidentali. Nuovi mezzi di trasporto
e nuove rotte. Graduale unificazione del mercato
mondiale e centraIita inglese.
b) Conseguenze socio-economiche e ambientali della prima
rivoluzione industriale: sviluppo e sottosviluppo come problemi
interni agli stati e come elemento di differenziazione
fra stati diversi. Questione sociale. Urbanesimo e trasformazioni
dell'organizzazione del territorio.
c) Conseguenze socio-politiche della prima rivoluzione industriale:
i nuovi soggetti storici (imprenditori e proletariato
industriale). Il movimento operaio.
3. 1870-193.1. DINAMICHE POLITICHE INTERNAZIONALI
a) Il concetto di imperialismo e le sue interpretazioni.
b) Gli imperi coloniali e le nuove modificazioni della carta geopolitica
mondiale. Origine del Commonwealth britannico.
Crisi dell'impero ottomano.
c) Conseguenze dell'imperialismo nelle relazioni internazionali
delle grandi potenze europee: l'affermarsi dei nazionalismi.
Alleanze e loro modificazioni in conseguenza dell'acuirsi
delle tensioni politiche internazionali.
d) Reazioni all'egemonia europea nei paesi extraeuropei, in
particolare in Cina e in Giappone.
e) L'Italia: la politica estera; la politica coloniale.
13.2. DINAMICHE ECONOMICHE
a) La 'Grande depressione'; la seconda rivoluzione industriale;
le modificazioni nell'agricoltura.
b) Le conseguenze socio-economiche; il protezionismo; la
conquista dei nuovi mercati e l'imperialismo: l'incremento
demografico: le grandi migrazioni internazionali; sviluppo
e sottosviluppo nell'età della II rivoluzione industriale.
c) Interazioni tra economia e fenomeni socio-culturali: scienza
e tecnica; istruzione e sviluppo.
d) L'industrializzazione in Italia e le sue conseguenze: la questione
meridionale; la crisi agraria; l'emigrazione.
3.3. DINAMICHE POLITICHE INTERNE
a) Nuove forme di pressione e rivendicazione dei diritti sociali:
sviluppo dei sindacati e di altri movimenti (per es., il
femminismo); nascita dei partiti di massa; intervento delle
chiese nella vita sociale e politica.
b) Conseguente modifica del rapporto stato-cittadini nei vari
stati europei: l'allargamento) del suffragio; l'intervento in
campo socio-assistenziale.
c) Movimenti di opinione e affermazione di nuove ideologie
politiche: l'internazionalismo) socialista; il nuovo nazionalismo;
origini del razzismo. Modificazioni nella mentalità e
nella cultura: affermazione e crisi dell'idea di progresso'.
d) Movimenti. correnti politico-culturali, forme di pressione e
istituzioni in Italia fra il governo della Sinistra storica e la
prima guerra mondiale
4. 1914-1918: LA PRIMA GUERRA MONDIALE
a) Cause remote e prossime. Gli schieramenti di potenza.
b) Fasi essenziali del conflitto. La svolta provocata dall'intervento
degli Stati Uniti e dalla rivoluzione russa. Esito
della guerra.
1Secondo anno
1. 1918-191 .1. DINAMICHE POLITICHE INTERNAZIONALI
Crisi del dopoguerra: incidenza del modello sovietico sui
movimenti operai nei vari paesi; tensioni sociali. tentativi
rivoluzionari e loro sconfitta. L'emergere di ideologie e
movimenti controrivoluzionari.
Crisi del dopoguerra in Italia: movimenti sociali, partiti politici:
crisi dello stato liberale. Il fascismo da movimento a
partito, a regime.
Sistemi democratici e sistemi totalitari. La Germania dalla
repubblica di Weimar al nazismo. La Russia dalla NEP allo
stalinismo.
L'organizzaione del consenso nella società di massa
L'atteggiamento verso il dissenso: i mass-media; tolleranza,
discriminazione, persecuzione delle opposizioni e del-
le minoranze etniche; i campi di concentramento sovietici;
i lager nazisti.
1.3. DINAMICHE ECONOMICHE
Nuove forme di interdipendenza economica: crisi e ripresa
post-bellica, Crisi del 1929 e sua diffusione internazionale.
Alcune 'risposte' alla crisi. Il New Deal americano. Le socialdemocrazie
scandinave.
La Russia post rivoluzionaria: dal Comunismo di guerra' ai
piani quinquennali: collettivizzazione dell'agricoltura e sviluppo
dell'industria pesante.
L'economia italiana.
2. 1939-1945: LA SECONDA GUERRA MONDIALE
Cause remote e prossime.
Gli schieramenti iniziali e le loro modificazioni, fatti essenziali
ed esito finale. Costo umano ed economico della guerra.
Carattere di novità della II guerra mondiale: estensione
mondiale della guerra. Il coinvolgimento delle popolazioni
civili. Le ideologie in conflitto, Esasperazione dell'ideologia
razzista: l'olocausto. La resistenza come fenomeno internazionale.
Uso bellico dell'energia nucleare.
Modificazioni nella politica interna degli stati: aumento del
potere dell'esecutivo anche nei paesi democratici. La censura;
l'uso della propaganda e dei mass-media.
Espansione dell'intervento pubblico sull'economia per lo
sforzo bellico.
I rapporti fra i paesi alleati durante il conflitto. I progetti per
il dopoguerra: la Carta Atlantica; la nascita dell'ONU; le conferenze
di Yalta e di Postdam.
L'Italia in guerra. L'antifascismo e la crisi del fascismo. La
resistenza. Le vicende italiane fra il 1943 e la fine del
conflitto.
13. 1945 -193.1. DINAMICHE POLITICHE INTERNAZIONALI
a) La nuova carta geopolitica d'Europa. La decolonizzazione.
b) Conseguenze politiche dell'energia atomica. Il nuovo assetto
della politica internazionale. Il bipolarismo e l'equilibrio
del terrore.
c) Crisi regionali e loro riflessi nei rapporti fra le grandi
potenze: la nascita dello stato di Israele e la questione
palestinese, la Corea; il Vietnam; l'Afganistan.
d) Nuovi poli di aggregazione internazionale: il processo dell'unificazione
europea; il movimento dei paesi non allineati;
la lega araba.
e) La svolta del 1989 e la fine del bipolarismo.
3.2. DINAMICHE ECONOMICHE
a) Le grandi trasformazioni nell'agricoltura, nell'industria e
nel settore terziario. Scienza e nuove tecnologie. Le conquiste
spaziali. Interdipendenza planetaria delle economie
nazionali.
b) Modelli di economia: economie di mercato, pianificate e
miste.
c) Ripresa economica europea: la ricostruzione e il piano
Marshall; le fasi di espansione prima e dopo la crisi petrolifera.
d) Fasi e caratteristiche dello sviluppo italiano.
e) Lo sviluppo del Giappone e di altri paesi dell'Asia orientale.
f) Organizzazioni economiche internazionali e sovranazionali
di iniziativa governativa (CEE, OPEC, COMECON) e
privata (le multinazionali).
g) Sviluppo e sottosviluppo: neocapitalismo e neocolonialismo,
terzo e quarto mondo, nuove grandi migrazioni
internazionali.
h) Il problema della gestione delle risorse mondiali: questione
ambientale, esplosione demografica e limiti dello sviluppo.
13.3. DINAMICHE POLITICHE INTERNE
a) I grandi modelli politico ideologici (Stati Uniti, Gran
Bretagna, Russia. Cina ) con particolare riferimento alle
forme di rappresentanza e di organizzazione del consenso,
alla politica socio-assistenziale e alle forme di integrazione
etnica.
b) Azione dei grandi modelli sulle vicende di almeno un paese
appartenente alle diverse aree di influenza: democrazie
occidentali, democrazie popolari, repubbliche latino-americane,
nuovi stati del terzo mondo.
c) Le religioni di fronte ai processi di modernizzazione: il
Concilio Vaticano II: il risveglio islamico. I fondamentalismi
religiosi,
d) Società di massa, nuovi consumi, mass media. I nuovi
soggetti storico sociali: ecologisti, pacificisti, federalisti,
donne, giovani.
e) L'Italia nel II dopoguerra: la Repubblica; la nuova Costituzione;
correnti politiche e d'opinione , movimenti e governi.
Note generali
1. Il programma di storia contemporanea, predisposto per i corsi
non quinquennali, individua le radici che alcuni dei massimi
problemi del mondo attuale hanno nella stori a degli ultimi
due secoli . Gli argomenti riguardano diversi ambiti spaziali
(nazionali, so vranazionuli, planet ari), nella ricerca di un
equilibrio fra l'esigenza di sottol ineare il carattere di cresc ente
planetarizzazione proprio della storia contemporanea e l'esigenza
di salvaguardare un'informazione appropriata soprattutto
sulla storia italiana, con particolare riguardo agli aspetti
politico-istituzionali.
2. Il programma è suddiviso in punti, sottopunti e temi
3. Il primo punto del primo anno recupera ilquadro informa-
tivo sulle grandi trasformazioni che concludono la storia moderna
e aprono la contemporanea. I punti successivi, corrispondenti
ai periodi mi quali si suole suddividere la storia
contemporanea (1815-1870; 1870-1914; 1918-1939; 1945-
1989) sono articolati in sottopunti che rispecchiano tre aspetti
fondamentali dello sviluppo storico complessivo (dinamiche di
politica internazionale, dinamiche di politica interna, dinamiche
economiche). Entrambi gli anni prevedono un punto.
relativo a ciascuna delle due guerre mondiali, nel quale invece
i tre aspetti sono affrontati contestualmente. Ciò consente di
vedere in essi l'esito di processi precedenti ad un tempo economici,
politici, sociali e culturali e la svolta che produce conseguenze
di non breve durata in tutti i campi suaccennati.
All'interno dei diversi punti sono elencati, con lettere dell'alfabeto,
i temi ritenuti essenziali alla loro illustrazione, che ovviamente
possono essere svolti a livelli di approfondimento molto
vario.
4. Spetta al docente scegliere i temi da presentare a titolo di
semplice informazione e i temi da approfondire. Si può privilegiare
uno dei tre aspetti senza tuttavia trascurare gli altri,
oppure intrecciare i sottopunti relativi ad un periodo più limitato
secondo il modello proposto per le due guerre mondiali.

DIRITTO ED ECONOMIA

Alla fine del corso lo studente deve dimostrare di essere in
grado di:
riconoscere, spiegare e utilizzare il linguaggio economico e
il linguaggio giuridico necessari ad ogni cittadino:
interpretare il testo costituzionale identificando:
3.1. le radici storiche, le matrici culturali ed i valori ad esse
sottesi, la strutturazione formale ed il funzionamento
reale della Costituzione:
3.2.le istituzioni in cui si articola l'ordinamento giuridico dello
stato:
conoscere i settori di attività prevalenti sul territorio e i fondamentali
operatori del sistema economico:
descrivere il ruolo dello Stato nell'economia;
consultare in modo autonomo i testi e le fonti giuridiche ed
economiche;
confrontare soluzioni giuridiche e modelli economici con situazioni
reali;
distinguere tra il valore cogente della norma positiva e la
storicità delle soluzioni giuridiche, nonché tra le potenzialità
e i limiti degli schemi interpretativi dei sistemi economici.
CONTENUTI
DIRITTO
Origine e funzioni del diritto: istituzioni e norma nell'evoluzione
storica della società.
Giustizia e diritto.
Soggetti, oggetti e relazioni nell'esperienza giuridica.
L'affermarsi dei diritti umani. Uguaglianza formale, partecipazione
e uguaglianza sostanziale. Qualità della vita e diritto
all'ambiente.
Dallo Stato di diritto allo Stato sociale. Problemi e prospettive.
Caratteri e principi fondamentali della Costituzione italiana.
La Costituzione della Repubblica: sviluppo della persona tra
libertà e solidarietà; diritti e doveri del cittadino nei rapporti
civili, etico-sociali, economici e politici. Approfondimento dei
seguenti temi: famiglia, scuola, lavoro, ambiente.
18.L'ordinamento dello Stato italiano: organi costituzionali e loro
principali funzioni. Le autonomie locali con riferimento allo
Statuto della Regione di appartenenza.
9.Stato italiano e Organizzazioni internazionali.
ECONOMIA
1. Il problema economico. Rapporto tra società umana, ambiente
e risorse. Origine ed evoluzione dei sistemi economici
moderni.
2. Descrizione del sistema economico.
2.1. Famiglie: reddito, consumo, risparmio.
Imprese: produzione, scambio, investimenti.
Stato: servizi pubblici e tributi.
Resto del Mondo: importazioni ed esportazioni
2.2. Flussi reali e flussi monetari.
3.Produzione e mercati, Strutture, processi produttivi, tecnologie.
Il ruolo dell'innovazione. I prezzi, coordinamento dello
scambio e ripartizione del reddito.
4.Il reddito nazionale: nozione e componenti: indici quantitativi
e qualità della vita.
5. Processi di crescita e squilibri dello sviluppo. Occupazione e
disoccupazione. Evoluzione storica dell'intervento dello Stato
nell'economia.
6. Integrazione economica europea
7 Sviluppo e sottosviluppo. Interdipendenze internazionali.
Ambiente e sviluppo sostenibile.
8. Economia e giustizia . L'indirizzo costituzionale.

MATEMATICA ED INFORMATICA

disciplina comune a tutti gli indirizzi
vedi:
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO
Alla fine del biennio lo studente deve dimostrare di essere
in grado di:
1. individuare proprietà invarianti per trasformazioni elementari:
2.dimostrare proprietà di figure geometriche:
3. utilizzare consapevolmente le tecniche e le procedure di calcolo
studiate:
4.riconoscere e costruire relazioni e funzioni:
5.matematizzare semplici situazioni riferite alla comune esperienza
e a vari ambiti disciplinari;
6. comprendere e interpretare le strutture di semplici formalismi
matematici;
7. cogliere analogie strutturali e individuare strutture fondamentali;
Operazioni, ordinamento e loro proprietà negli insiemi dei
numeri naturali, interi, razionali,
Valori approssimati e loro uso nei calcoli elementari. Introduzione
intuitiva dei numeri reali.
Il linguaggio dell'algebra e il calcolo letterale: monomi, polinomi.
frazioni algebriche.
2.4. Equazioni, disequazioni e sistemi di primo grado.
tema 3
RELAZIONI E FUNZIONI
3.1. Insiemi ed operazioni su di essi.
3.2. Prodotto cartesiano. Relazioni binarie: relazioni d'ordine e di
equivalenza. Applicazioni (funzioni),
3.3. Funzioni x ax + b, x ax2, x a/x e loro grafici,
tema 4
ELEMENTI DI PROBABILITÀ E DI STATISTICA
4.1. Semplici spazi di probabilità: eventi aleatori, eventi disgiunti
e 'regola della somma',
4.2. Probabilità condizionata, probabilità composta. Eventi indipendenti
e 'regola del prodotto'.
4.3. Elementi di statistica descrittiva: rilevazione di dati, valori di
sintesi, indici di variabilità.
tema 5
ELEMENTI DI LOGICA E DI INFORMATICA
5.1. Logica delle proposizioni: proposizioni elementari e connettivi,
valore di verità di una proposizione composta.
Inferenza logica, principali regole di deduzione.
5.2. Variabili, predicati, quantificatori.
5.3. Analisi, organizzazione e rappresentazione di dati, costruzione
strutturata di algoritmi e loro rappresentazione.
5.4. Sintassi e semantica. Prima introduzione ai linguaggi formali.
LABORATORIO DI INFORMATICA
Utilizzazione di un linguaggio di programmazione, analisi di
problemi e loro soluzione sia con linguaggi di programmazione
sia con l'utilizzazione di un opportuno 'ambiente informatico'.

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