Il capitolo è diviso in due paragrafi. Nel primo si precisa il significato che, in questo testo, viene dato al termine 'finalità'. Si pone poi il problema della necessità di passare da semplici elenchi a insiemi strutturati di finalità. Si indica inoltre il criterio per costruire un sistema generale di finalità educative per i primi due anni della scuola secondria superiore. Nel secondo paragrafo sono elencate le finalità specifiche delle singole discipline. L'accostamento di tutte le finalità consente di cogliere al meglio il convergente apporto di ciascuna disciplina allo sviluppo equilibrato della personalità, dell'intelligenza e della cultura dello studente.
4.1.1. Le finalità di cui si parla in questo paragrafo sono dette
generali per due innanzitutto perché riguardano in qualche
misura tutte le discipline di studio; in secondo luogo perché
non riguardano soltanto le discipline di studio. La scuola, infatti,
persegue i propri fini con più mezzi. Certamente le discipline di
studio sono i mezzi tipici e necessari, ma non sono meno importanti
il modello organizzativo, il metodo di lavoro didattico, il
clima relazio nale, le regole di comportamento, il tipo di partecipazione.
Il richiamo al rapporto mezzo-fine, mentre da un lato riafferma
il primato del fine, dall'altro porta a precisare che a poco servirebbe
disporre di un ottimo elenco di buone finalità se poi non si
fosse in grado di individuare e di utilizzare in modo corretto e
completo i mezzi adatti per raggiungerle effettivamente.
4.1.2. Le sono di solito espresse nella forma
di compiti assegnati alla scuola o, per essa, ai docenti. Si dice, ad
esempio, che la scuola secondaria superiore, nei primi due anni,
ha la responsabilità di contribuire a sollecitare e orientare il pieno
sviluppo della personalità di ciascun studente. di potenziare ed
estendere il possesso motivato delle conoscenze nelle discipline
proposte dai piani di studio, di sviluppare le capacità di analisi, di
valutazione e di rielaborazione del sapere, di promuovere la capacità
critica necessaria per orientarsi nella realtà ecc.. Espressioni
di questo tipo sono certamente degne di considerazione e facilmente
accettabili, ma sono anche talmente generiche e indeterminate
da risultare di scarsa utilità pratica per l'azione educativa e
didattica. Per renderle utilizzabili è necessario innanzitutto precisare
che cosa significa, per uno studente di 14-16 anni, pieno
sviluppo della personalità, motivato possesso delle conoscenze,
capacità di rielaborazione del sapere ecc.. In secondo luogo è
conveniente cambiare il soggetto delle proposizioni perché iI
problema delle finalità è meglio trattabile a partire da una descrizione
dei risultati attesi nello studente piuttosto che da un elenco
dei compiti della scuola. Mentre questi riguardano ciò che il docente
deve fare durante il corso (orientare, sollecitare, potenziare,
sviluppare, contribuire a . . . . promuovere ecc.), i risultati attesi
prefigurano ciò che uno studente dovrebbe essere capace di fare
alla fine del corso.
4.1.3. I risultati attesi nello studente sono classificabili in vario
modo: conoscenze, capacita abilità comportamenti, attegiamenti.
In misura diversa tutte queste denominazioni hanno in comune
l'idea che si tratti di risultati organizzati e acquisiti in forma stabile,
cioè di qualità permanenti del soggetto, e non di prestazioni
isolate e occasionalmente riuscite. Sono perciò qualità che concorrono
a formare la struttura della personalità dell'adolescente.
Questa comprende sia stati d'essere (ad esempio, Ie conoscenze
acquisite) sia disposizioni o capacita di essere e di operare. Poiché
il termine 'disposizione' è più generale del termine 'stato' (nel
senso che lo include) e possiede una connotazione più dinamica,
esso può essere utilmente scelto per indicare l'insieme delle classificazioni
sopra indicate.
Se allora si chiamano finalità i risultati attesi e se questi sono
interpretati come disposizioni del soggetto, le finalità educative
si possono definire come il sistema di disposizioni (qualità rilevanti,
positive epermanenti) che, in quanto realizzazione del proprio
dover essere, ogni studente è personalmente impegnato a
costruire. La scuola e i docenti hanno il compito di creare le
condizioni ottimali e di utilizzare al meglio i mezzi disponibili
perché ciò sia reso possibile.
4.1.4. Le finalità specifiche delle singole discipline riportate in
questo capitolo definiscono solo una parte del sistema generale
di disposizioni, Forse è meglio dire che, per ora, sono soltanto
elenchi di disposizioni, comprendenti in varie proporzioni conoscenze,
capacità, abilità, comportamenti, atteggiamenti. Ci sono
anche ripetizioni e sovrapposizioni. Alcune espressioni, probabil-
mente, non sono ben calibrate sulle possibilit à reali degli studenti.
Nonostante ciò è molto importante aver elaborato anche solo
degli elenchi, perché questo è il primo passo per costruire il
sistema generale delle disposizioni e i sottosistemi disciplinari. I
passi successivi dovrebbero essere il completamento dell'elenco
con le disposizioni non strettamente disciplinari e l'individuazione
delle connessioni più o meno dirette tra le varie disposizioni.
4.1.5. Per costruire il sistema generale delle disposizioni bisogna
partire dalle fondamentali esigenze di sviluppo della personalità
dell'adolescente tra i 14 e i 16 anni. Esse riguardano tre aspetti
particolarmente importanti: uno biologico (la pubertà), che assume
una rilevanza sociale e psicologica elevata; uno di tipo cognitivo
(l'acquisizione del pensiero formale), che incide sul modo di porsi
di fronte alfa realtà naturale e sociale; uno caratterizzato in
senso socio-psicologico (l'evoluzione del sistema di sé), che compendia
gli effetti di tutti i cambiamenti connessi con la crescita in
questa età. Tenendo conto di questi tre aspetti, le fondamentali
esigenze di sviluppo della personalità dell'adolescente (alle quali
corrispondono finalità-disposizioni da definire con accuratezza) si
possono elencare sinteticamente in questo modo: la crescita armonica
della propria corporeità, le capacità di comunicazione e
di autoespressione, la conoscenza e la comprensione della natura
e della società, lo sviluppo dell'autoconsapevolezza e dello spirito
critico, la capacità di orientamento e di conferimento di senso
alla propria esistenza e alla realtà, l'iniziale ricerca di una identit
à
professionale e sociale, la strutturazione delle relazioni interpersonali.
la formazione di valori.
4.1.6,. A molte delle esigenze danno 'copertura' le finalità specifiche
delle discipline. Ad altre risponde l'ambiente che si crea
nella scuola (organizzazione, metodi di lavoro, clima relazionale,
comportamenti ecc.). Esso è educativo se da valore ad alcune essenziali
qualità (disposizioni): il rispetto per tutti, l'atteggiamento
collaborativo, il senso di responsabilità, l'impegno serio e costante,
la ricerca di valori comuni. In esso l'adolescente cresce bene
solo se prova senzazioni di benessere e di coinvolgimento, non di
indifferenza, di diffidenza e di delusione.
Indicazioni didattiche
Finalità specifiche del biennio sono:
a) nel settore delle abilità linguistiche
l'aquisizione della capacità di usare la lingua nella ricezione e
nella produzione orali e scritte, in maniera sufficientemente
articolata. in relazione agli scopi e alle situazioni comunicative,
e secondo una dimensione propriamente 'testuale';
l'acquisizione, in particolare, dell'abitudine alla lettura, come
mezzo insostituibile per accedere a più vasti campi del sapere,
per soddisfare nuove personali esigenze di cultura, per la
maturazione delle capaciti di riflessione e per la maggiore
partecipazione alla realtà sociale:
* Le finalità (come pure gli obiettivi e i contenuti presentati nel capitolo
quinto al punto 5.2.1.) vengono presentate distinguendo i tre settori
istituzionzali delle abilità linguistiche della riflessione sulla lingua
e dell'educazione
letteraria. Tale partizione e l'ordine che ne consegue non
costituiscono indicazione di priorità intrinseca o di sequenza nella
prassi
didattica, la quale deve invece attuare una forte circolarità e una chiara
interconnessione fra le attività di ciascun settore.
1b) nel settore della riflessione sulla lingua:
3. l'acquisizione di una conoscenza riflessa più sicura e complessiva
dei processi comunicativi e della natura e del funzionamento
del sistema della lingua, allo scopo sia di rendere più
consapevole il proprio uso linguistico sia di cogliere i rapporti
tra la lingua, il pensiero e il comportamento umano sia di
riconoscere, nella lingua, le testimonianze delle vicende storiche
e culturali;
4. l'acquisizione di un metodo più rigoroso anche nell'analisi della
lingua, in analogia con le esperienze che si compiono in altri
campi disciplinari;
c) nel settore dell'educazione letteraria:
5. la maturazione, attraverso l'accostamento a testi di vario genere
e significato e l'esperienza di analisi dirette condotte su di
essi, di un interesse più specifico per le opere letterarie, che
porti alla 'scoperta' della letteratura come rappresentazione di
sentimenti e situazioni universali in cui ciascuno possa riconoscersi
e luogo in cui anche i gruppi sociali inscrivano e riconoscano
le loro esperienze, aspirazioni e concezioni.
generali
L'insegnamento si colloca nel quadro piu ampio
linguistica, la quale coinvolge tutti i linguaggi,
verbali e non e impegna tutte le La connessione
fra i diversi linguaggi e la varietà dei contenuti e delle situazioni
di a cui la dei linguaggi va collegata,
costituiscono punti di obbligati in ogni fuse del
formativo. In particolare la lingua primaria, come
mento fondamentale per l'elaborazione e l'espressione del pensiero
e per patrimonio personale di esperienze
e di cultura, si come terreno di intervento diretto per
insegnamenti.
1In tale contesto, l'insegnamento dell'italiano assume come
oggetto specifico dell'azione educativa e come campo di acquisizioni
culturali iprocessi diproduzione e comprensione in questa
lingua, facendosi speciale carico di farne emergere la varietà di
caratteri e di funzioni. In tale azione esso trova particolari attinenze
con gli altri insegnamenti linguistici.
Si segnala in particolare che la civiltà contemporanea ha
accresciuto il suo interesse per il linguaggio, del quale vengono
messi sempre più in evidenza le connessioni con i processi di
sviluppo cognitivo e con il formarsi di una coscienza etnica e
culturale e il nesso indissolubile con i contenuti del sapere. Il
linguaggio stesso, e in special modo la lingua primaria, diventano
perciò oggetto centrale di osse rvazione riflessa, anche in funzione
propedeutica nei riguardi di altre direzioni di studio, come
quelle della logica, della matematica, della filosofia.
L'osse rvazione della lingua si riconosce oggi percorso obbligato
anche per l'approccio ai testi letterari; nei quali il mezzo
linguistico esprime al massimo le sue potenzialità.
vedi: Obiettivi di apprendimento e contenuti a pag. 1Indicazioni didattiche
a pag. 2Le finalità dell'insegnamento di Lingua straniera sono le seguenti:
1. l'acquisizione di una competenza comunicativa che permetta
di servirsi della lingua in modo adeguato al contesto;
2. la formazione umana, sociale e culturale mediante il contatto
con altre realtà, in una educazione interculturale che porti a ridefinire
i propri atteggiamenti nei confronti del diverso da sè;
1l'educazione al cambiamento, derivante dal fatto che ogni lingua
recepisce e riflette le modificazioni culturali della comunità
che la usa;
il potenziamento della flessibilità delle strutture cognitive, attraverso
il confronto con i diversi modi di organizzare la realtà
che sono propri di altri sistemi linguistici;
l'ampliamento della riflessione sulla propria lingua e sulla propria
cultura, attraverso l'analisi comparativa con altre lingue e
culture;
lo sviluppo delle modalità generali del pensiero, attraverso la
riflessione sulla lingua.
vedi: Obiettivi di apprendimento e contenuti a pag, 1Indicazioni didattiche
a pag. 2L'insegnamento di Storia è finalizzato a promuovere e a sviluppare:
1. la capacità di recuperare la memoria del passato in quantotale;
2. la capacità di orientarsi nella complessità del presente;
3. l'apertura verso le problematiche della pacifica convivenza tra
4. i popoli, della solidarietà e del rispetto reciproco;
5.l'ampliamento del proprio orizzonte culturale, attraverso la conoscenzadi
culture diverse;
6. la capacità di riflettere, alla luce dell'esperienza acquisita con
7. lo studio di società del passato, sulla trama di relazioni sociali,politiche
ecc. nella quale si è inseriti;
8.la capacità di razionalizzare il senso del tempo e dello spazio;
9. la consapevolezza della necessità di selezionare e valutare criticamentele
testimonianze.
vedi: Obiettivi di contenuti
Indicazioni 2Il corso di Diritto e di Economia promuove e sviluppa:
1. la comprensione della realtà sociale attraverso la conoscenza
dei principali aspetti giuridici ed economici dei rapporti sociali
e delle regole che li organizzano;
2. l'acquisizione di competenze nell'uso del linguaggio giuridico
e di quello economico, anche come parte della competenza
linguistica complessiva;
3. la consapevolezza della dimensione storica della norma giuridica
e delle teorie economiche per capire le costanti e gli elementi
di relatività e di dipendenza rispetto al contesto socioculturale
in cui si è inseriti;
4. l'educazione civile, civica e socio-politica attraverso l'esperienza,
fatta anche nella scuola, di vivere in relazione con gli altri'
in una prospettiva di rispetto, di tolleranza, di responsabilità e
di solidarietà.
di Diritto ed Economia nei
due anni della secondaria superiore risponde una esigenza
di del cittadino in quanto e non ha fun-
propedeutica a studi triennali di
indirizzo, anche di quelli orientati in senso
L'insieme elencate caratterizza il non come
giustapposizione di due ma come integrazione di esse
in una serie di tematiche da vicine agli
e si sviluppano senza la logica di ciascuna
-fino ad a problematiche istituzionali,
L'insegnamento di matematica e di informatica promuove:
lo sviluppo di capacità intuitive e logiche;
la capacità di utilizzare procedimenti euristici;
la maturazione dei processi di astrazione e di formazione dei
concetti.
la capacità di ragionare induttivamente e deduttivamente;
lo sviluppo delle attitudini analitiche e sintetiche;
l'abitudine alla precisione di linguaggio:
Ia capaciti di ragionamento coerente ed argomentato;
la consapevolezza degli aspetti culturali e tecnologici emergenti
dei nuovi mezzi informatici;
l'interesse per il rilievo storico di alcuni importanti eventi nello
sviluppo del pensiero matematico.
La matematica, part e rilevante del pensiero umano ed elemento
motore dello stesso pensiero filosofico, ha in ogni tempo
operato su due fronti: da una parte si è rivolta a risolvere problemi
ed a rispo ndere ai grandi interrogati vi che via via l'uomo si
poneva sul signi ficato della realtà che lo circonda; dall'altra,
sviluppandosi autonomamente, ha posto affascinanti interrogativi
sulla portata, il significato e la consistenza delle sue stesse
costruzioni culturali.
Oggi queste due attività si sono ancor più accentuate e caratterizzate.
La prima per la maggiore capacità di interpretazione e
di previsione che la matematica ha acquistato nei riguardi dei
fenomeni non solo naturali, ma anche economici e della vita
sociale in genere, e che l'ha portata ad accogliere e a valorizzare,
accanto ai tradizionali processi deduttivi, anche i processi
induttivi. La seconda per lo sviluppo del processo di formalizzazione
che ha trovato nella logica e nell'informatica un riscontro
significativo.
Sono due spinte divergenti, ma che determinano, con il loro
mutuo influenzarsi, il progresso del pensiero matematico.
Coerentemente con questo processo, l'insegnamento della matematica
si è sempre orientato, e continua ad orientarsi, in due
distinte direzioni: da una parte 'leggere il libro della natura' e
matematizzare la realtà esterna; dall'altra simboleggiare e
formalizzare i propri strumenti di lettura attraverso la costruzione
di modelli interpretativi. Queste due direzioni confluiscono,
intrecciandosi ed integrandosi con reciproco vantaggio, in un
unico risultato: la formazione e la crescita dell'intelligenza dei
giovani.
Le finalità indicate sopra sono comuni a tutti gli indirizzi di
studio perché concorrono, in armonia con l'insegnamento delle
altre discipline, alla promozione culturale ed alla formazione
umana di tutti i giovani, anche di coloro che non intendono
intraprendere studi scientifici e di quelli che decidono di orientarsi
più direttamente verso il mondo del lavoro.
In un corso di studi ad indirizzo tecnico-scientifico (per i
quali è previsto il programma B) l'insegnamento deve inoltre
confermare l'orientamento dei giovani per questo tipo di studi,
potenziare e sviluppare le loro attitudini e dare le necessarie conoscenze
per seguire proficuamente e senza traumi gli studi
scientifici o tecnici a livello superiore.
vedi: Obiettivi di apprendimento e contenuti a pag. 1Indicazioni didattiche
a pag. 2L'insegnamento di Scienze della Terra si propone di far acquisire:
1. la consapevolezza dell'importanza che le conoscenze di base
delle scienze della Terra rivestono per la comprensione della
realtà che ci circonda. con particolare riguardo al rapporto tra
salvaguardia degli equilibri naturali e qualità della vita;
2. la comprensione degli ambiti di competenza e dei processi di
costruzione delle conoscenze specifici delle scienze della Terra,
anche nel contesto di problematiche pluridisciplinari:
la comprensione delle relazioni che intercorrono tra le scienze
della Terra e le altre discipline scientifiche , anche in riferimento
alle attività umane;
la consapevolezza del carattere sistemico della realtà geologica
ai diversi livelli di scala:
il consolidamento e lo sviluppo della capacità di lettura del
territorio nei suoi aspetti naturali ed antropici, attraverso l'applicazione
consapevole dei processi di indagine caratteristici
delle scienze della Terra;
la comprensione dell'importanza delle risorse che l'uomo trae
dalla Terra. anche in rapporto ai problemi conseguenti all'utilizzazione
di quelle esauribili e di quelle rinnovabili:
la consapevolezza della necessità di assumere atteggiamenti
razionali e lungimiranti per interventi di previsione, prevenzione
e difesa dai rischi geologici, nell'ambito della programmazione
e pianificazione del territorio:
un atteggiamento di riflessione critica sull'attendilbilità dell'informazione
diffusa dai mezzi di comunicazione di massa nell'ambito
delle scienze della Terra con particolare discriminazione
tra fatti , ipotesi e teorie scientifiche consolidate.
Finalità del corso di Biologia sono le seguenti:
la comprensione graduale, secondo il punto di visti scientifico,
dei problemi di fondo, metodologici e culturali, posti dalle
caratteristiche peculiari del fenomeno vita;
l'acquisizione di alcune conoscenze essenziali ed aggiornate
in vari campi della biologia, che vanno dalla biochimica e
dalla genetica alla fisiologia, alla patologia e alla ecologia;
l'acquisizione di determinate conoscenze sulla specie umana,
in salute e in malattia;
la strutturazione, in un quadro di rigorosa scientificità, delle
informazioni di tipo biologico possedute dagli studenti;
l'introduzione all'uso delle espressioni scientifiche proprie della
biologia, chiarendo il significato dei singoli termini e stimolando
l'arricchimento linguistico.
Riferimenti generali
Dato costitutivo della struttura del corso è che la biologia possiede,
su basi metodologiche e storiche, una caratterizzazione
scientifica propria e distinta, che deve la sua ragione fondamentale
alla peculiarità del fenomeno vita.
In molti campi della biologia si è avuto recentemente un
grande sviluppo. Innovazioni biotecnologiche interessano la medicina,
l'agricoltura, l'alimentazione e la produzione industriale,
con effetti di profondo cambiamento sulla vita umana e sull'ambiente.
L'acquisizione di conoscenze biologiche aggiornate
stimola la partecipazione a tali processi di cambiamento e favorisce
la formazione di coscienze vigili ed attente agli equilibri
1biologici ed in vista di un miglioramento
della della
Le conoscenze sulla specie umana inoltre il processo
di della propria e di un
rapporto con gli altri e con
Non trascurarsi il molti risultati della ricerca
biologica vengono da parte dei giovani, spesso in
modo disordinato, attraverso mezzi di comunicazione di massa
e i discorsi sono quindi rischi di
cialità e di manipolazioni ed acritiche. La
il compito di intervenire per assicurare
della e carattere di
scientificità anche linguistica.
L'insegnamento di Educazione fisica si propone le seguentifinalità:
l'armonico sviluppo corporeo e motorio dell'adolescente, attraverso
il miglioramento delle qualità fisiche e neuromuscolari;
la maturazione della coscienza relativa alla propria corporeità.
sia come disponibilità e padronanza motoria sia come capacità
relazionale, per superare le difficoltà e le contraddizioni tipiche
dell'età adolescenziale;
l'acquisizione di una cultura delle attività di moto e sportive
che tenda a promuovere la pratica motoria come costume di
vita e la coerente coscienza e conoscenza dei diversi significati
1che 10 sport assume nell'attuale società;
4. la scoperta e l'orientamento delle attitudini personali nei confronti
di attività sportive specifiche e di attività motorie che
possano tradursi in capaciti trasferibili al campo lavorativo e del
tempo libero;
5. l'evoluzione e il consolidamento di una equilibrata coscienza
sociale. basata sulla consapevolezza di sé e sulla capacità di
integrarsi e differenziarsi nel e dal gruppo, tramite l'esperienza
concreta di contatti socio-relazionali soddisfacenti.
Riferimenti generali
L'educazione mediante il movimento contribuisce allo sviluppo
integrale della personalità e si avvale sia dell'educazione del
corpo intesa come sviluppo e conservazione ottimale del medesimo
sia dell'educazione aI corpo intesa come atteggiamento positivo
verso il corpo stesso.
L'insegnamento dell'Educazione fisica nei primi due anni
della secondaria superiore, cioé nel periodo iniziale dell'adolescenza,
deve tener conto dei rapidi ed intensi cambiamenti psicofisici
che avvengono in questa età, della grande disomogeneità di
situazioni personali, delle signficative differenze esistenti fra i
due sessi e della variabilità del processo evolutivo individuale.
È comunque essenziale che ogni studente sia guidato ad
ottenere un significativo miglioramento delle conoscenze, delle capacità
e delle competenze motorie rispetto alla propria situazione
iniziale.
vedi: di apprendimento contenuti a pag.
Indicazioni didattiche a pag.
L'insegnamento di Latino rafforza e sviluppa:
1. l'acquisizione di competenza linguistica in vari campi del sapere
e in particolare nel 'linguaggio intellettuale';
2. la consapevolezza storica nello studio delle realtà culturali e
linguistiche europee nonché di quelle derivanti dall'Europa;
3. l'oggettivazione e la formalizzazione delle strutture linguistiche,
sostenendo i processi astrattivi in una età che richiede
l'avvio ad una sistematicita del sapere;
4. l'accesso diretto e concreto, attraverso i testi, a un patrimonio
di civiltà e pensiero che è parte fondamentale della nostra cultura;
5. il possesso di strumenti e di concetti utili a comprendere il
trasformarsi delle forme letterarie, sia nell'antichità sia in età
moderna;
6. il senso storico, nel recupero del rapporto di continuità e di
alterità con il passato;
7. la consapevolezza critica del rapporto fra italiano (e lingue
romanze) e latino per quanto riguarda il lessico, la sintassi e la
morfologia;
8. la capacita di riflessione linguistico-teorica, sia perché lingua
storicamente 'conclusa' sia perché lingua 'non esaurita';
9. l'esercizio dell'abilità esegetica e traduttiva, che favorisce anche
la produzione in italiano soprattutto per quanto riguarda l'organizzazione
e la strutturazione del discorso.
Il latino rappresenta lo strumento linguistico che, con altri
elementi di civiltà, ha contribuito in modo preminente al formarsi della
cultura di cui portatori insieme ad altri popoli europei e ai popoli di altri
continenti che dall'Europa hanno derivatola loro cultura. Il latino infatti
è la lingua da cui, attraverso una lunga evoluzione della cultura popolare,
sono nate le lingue nazionali ed i dialetti moderni e da cui, attraverso la
tradizione
scritta della cultura medievale e umanistico-rinascimentale, sono
derivati, oltre a forme elementi costitutivi del linguaggio
della cultura europea anche moderna e contemporanea.
Il contributo rilevante che può dare il latino alla riflessione teorica
generale sulla lingua è dovuto al suo duplice aspetto:
quello di lingua storicamente 'conclusa', che permette una riflessione su fenomeni
linguistici consolidati e quello di lingua 'non esaurita' ( si pensi alla sua
presenza nella semantica e nella sintassi delle lingue moderne) che offre la
possibilità di rilevarne la continuità e la trasformazione
Le finalità dell'insegnamento di Arte sono:
l'acquisizione di strumenti e di metodi per l'analisi, la comprensione
e la valutazione di prodotti artistico-visuali particolarmente
rappresentativi di una determinata civiltà;
lo sviluppo di un atteggiamento consapevole e critico nei confronti
di ogni forma di comunicazione visiva, anche di quella
divulgativa e di massa;
il potenziamento della sensibilità estetica nei confronti degli
aspetti visivi della realtà e dell'ambiente;
l'avvio alla comprensione della significatività culturale del pro-
15.
dotto artistico, sia come recupero della propria identità che
come riconoscimento delle diversità;
l'attivazione di un interesse profondo e responsabile verso il
patrimonio artistico locale e nazionale, fondato sulla consapevolezza
del suo valore estetico, storico e culturale,
vedi: Obiettivi di apprendimento e contenuti a pag. 1Indicazioni didattiche
a pag. 2L'insegnamento di Geografia concorre a promuovere:
Ia comprensione della realtà contemporanea attraverso le forme
dell'organizzazione territoriale. intimamente connesse con
Ie strutture economiche, sociali e culturali;
la capacità di cogliere le dinamiche globali delle società umane,
la pluralità dei loro esiti possibili, le responsabilità delle
scelte necessarie;
la comprensione del ruolo delle società umane nell'organizzazione
dell'ambiente, la comprensione del significato dell'ambiente
naturale e della complessivi di quello artificiale;
la responsabilità, la partecipazione, la creativi tà la consapevolezza
e l'autonomia di giudizio di fronte ai grandi temi della
gestione dell'ecosistema. dei rapporti tra i popoli e le regioni,
dell'organizzazione del territorio;
l'accettazione della varietà delle condizioni locali (naturali, tecnologiche.
culturali ed economiche) e la consapevolezza della
loro interdipendenza in sistemi planetari;
l'identità personale e collettiva, la solidarietà con gli altri
gruppi,
la comunicazione intercuIturale con la consapevolezza della
particolarità della propria condizione ambientale:
la padronanza del linguaggio cartografico e della geo-graficità
come parte della competenza linguistica generale.
Le finalità(*) del corso sono:
l'attitudine a cogliere e ad apprezzare l'utilità del confronto di idee
e dell'organizzazione del lavoro; l'abitudine ad un lavoro organizzato come
mezzo per ottenere risultati significativi; l'atteggiamento critico nei confronti
delle informazioni incontrollate e delle immagini della scienza che ci vengono
presentate; la capacità di analizzare un fenomeno complesso, scomponendolo
in elementi più semplici, e la capacità di ricomporre gli elementi,
sapendone vedere le interazioni; la capacità progettuale di fronte ai
problemi; la capacita di osservare in modo sistematico, di raccogliere dati
e di esaminarli criticamente; la capacità operativa manuale utile non
solo in laboratorio, ma anche nella vita quotidiana; la consapevolezza della
possibilità di descrivere in termini di trasformazioni fisiche e chimiche
molti eventi osservabili anche al di fuori dei laboratori scolastici; la comprensione
dell'utilità di formulare una legge empirica oppure un'ipotesi e della
necessità di valutarne il grado di attendibilità attraverso una
verifica; 10. la comprensione del rapporto tra fatti empirici e foro interpretazione
modellistica e dell'utilità operativa e dei limiti dei modelli interpretativi.
(*) Le finalità da 1 a 3 riguardano la promozione di atteggiamenti e
di comportamenti. le finalità da 4 a 7 lo sviluppo di capaciti operative
mentali e manuali, le finalità da 8 a 10 l'acquisizione di conoscenze.
Riferimenti generali
La Fisica e la Chimica sono scienze sperimentali che hanno
in comune l'approccio ai problemi, la metodologia sperimentale,
il fondarsi su misure quantitative e un 'impostazione teorica formale:
inoltre hanno in comune alcuni oggetti fondamentali di
indagine come la strutturara della materia e gli scambi energetici.
Differiscono invece, oltre che per vari contenuti per la storia del
loro costituirsi in discipline e per le peculiarità metodologiche. Le
due discipline hanno ciascuna un proprio modo di interrogare il
mondo materiale, un proprio modello esplicativo della natura
delle sostanze e dei fenomeni che le coinvolgono.
Queste differenze sono tanto profonde che a livello di sistemazione
delle conoscenze le due discipline devono essere insegnate
separatamente, da insegnanti specialisti. Prima di giungere
ad una sistemazione complessiva è però opportuno che lo studente
prenda contatto concretamente con i problemi e i temi tipici
delle discipline, ad evitare il pericolo sempre presente che una
trattazione teorica perda - nella mente degli studenti - il contatto
col mondo reale che quella teoria cerca di interpretare.
A livello di biennio, quindi, è indispensabile che l'insegnamento
di alcuni temi portanti delle due discipline sia condotto in
modo strettamente sperimentale, e in questo spirito una separazione
disciplinare non è necessaria. Va anzi notato che il giovane
di 14-16 anni è ancora portato a vedere la realtà in modo globale,
al di là delle barriere disciplinari, e anzi ha difficoltà a cogliere
il processo astratto di analisi della stessa realtà da punti di vista
diversi; per questa ragione un insegnamento sperimentale integrato
delle due discipline può essere opportuno per evidenziarne
gli aspetti comuni e le differenze di impostazione, per preparare
all'insegnamento diversificato che avverrà nel triennio.
L'approccio alle scienze sperimentali fatto in laboratorio, oltre
che consentirne una prima visione in termini concreti e quindi
adatti all'età degli studenti, favorisce la comprensione dei rapporti
tra sapere e fare, tra scienza e tecnologia.
Coerentemente con l'impostazione precedente, non si pensa
di poter dare nel biennio, e in un corso integrato, una formazione
scientifica che copra tutti i grandi temi delle due discipline e
consenta un'analisi critica di problemi - anche molto rilevanti
sul piano sociale - in cui interviene una importante componente
scientifica. Si ritiene invece possibile e necessario dare degli strument
i per avviar e alla comprensione della rilevanza e delle
potenzialità della scienza, per introdurre ai suoi metodi di indagine,
per riconoscere il suo rapporto col mondo reale e la sua
capacità previsionale. per vedere all'opera un modo razionale di
affrontare i problemi e per acquisire competenze operative indispensabili
per una corretta comprensione dei corsi successivi.
In quest'ottica alcune delle finalità elencate sono raggiungibili
solo in modo limitato e parziale a livello di biennio, e devono
essere intese come linea di tendenza, per indicare la logica verso
cui deve orientarsi il processo didattico che naturalmente procede
in tutto il quinquennio per approssimazioni successive.
Le finalità dell'insegnamento di Tecnologia e Disegno 1 sono le seguenti:
1.l'avvio alla comprensione delle strutture concettuali e sintattiche del sapere
tecnologico. con una adeguata contestualizzazione storica, scientifica, culturale,
sociale ed economica;
2. la capacità di formalizzare graficamente. secondo convenzioni date,
la rappresentazione sul piano di oggetti spaziali e, viceversa, la capaciti
di figurarsi la visione spaziale degli oggetti a 1partire dalle loro rappresentazioni
simboliche piane;
3. la capacità di operare su e all'interno di processi finalizzati e
verificabili, anche attraverso l'acquisizione di competenze operative;
4. la capaciti di utilizzare alcune procedure di analisi tecnica: individuazione
di forme, di elementi strutturali, di funzioni e di interrelazioni;
5. la capacità di utilizzare alcune procedure di progettazione) utilizzando
razionalmente le risorse culturali, strumentali e materiali;
6. l'acquisizione di alcune procedure di strutturazione e di organizzazione
delle conoscenze con strumenti informatici.