Il pensar, straziato da tetri contrasti,
si annebbia e si spande d'intorno,
e fisso, mi trovo a mirare;
quel verde, d'un tratto è svanito,
lo sguardo ora posa su un punto,
su un candido fiore appassito,
sul bruno suolo già secco,
sull'arido gracile stecco.
Mi assale un sentore di vuoto
che cresce, che monta, mi perdo.
Il silenzio è d'intorno,
in lui io mi cullo.
Così assorto quasi io volo,
cosi' assorto quasi m'anniento.
D'un tratto una luce leggera,
simile a un debole fuoco
m'appare laggiù all'orizzonte.
O Sole, quasi dormiente,
sembri me questa sera,
distratto dal pungente pensare
ora fisso te col tuo cielo,
che tutto è sfumato, velato!
Poi lentamente svanisci,
e porti con te i tuoi colori,
la luce si spegne, il cielo s'oscura.
La notte è calata oramai,
col buio si fonde e confonde
il pensier mio. Che pace stasera!
Rimiro le stelle e le luci
e le ombre del cielo.
Percorro le vie del silenzio.
Nel buio ora scavo,
lungi nel mio passato:
ciò che fu ritorna a galla
e il ricordo risale schiumoso,
sul mare impetuoso dell'ego.
O Luna, compagna del mio errare,
di questo vagabondare che m'acquieta,
non tramontare domani,
fissa questo momento
di forti rimpianti e passioni,
fissalo nel tuo firmamento.
Dove sei, Luna mia?
Dove sei, O assorta candida luce?
E' la notte dei pensieri, la notte dei sospiri,
è la notte delle effimere illusioni.
Lo sguardo ferisce una stella.
Io vedo cadere una stella.
Sento cadere una lacrima.
Istanti perduti, che mai rivivrò.
Enrico Sabatini frequenta la classe 1 S2 del Liceo Scientifico Statale "Ettore
Majorana".
La sua composizione ha vinto il secondo premio ex aequo con la poesia "Percezione"
nel Keats-Shelley Premio 2002 in Roma, Piazza di Spagna, il 7 Giugno 2002.