Il Teatro Mancinelli

CLASSE 5 L

di Francesco Agati

La ricerca e lo studio sul "Teatro Mancinelli" in un'epoca dominata dai linguaggi multimediali e televisivi ha suscitato curiosità negli studenti che hanno voluto costruirvi un progetto iniziato nel 2000.
La riapertura del Teatro Mancinelli dopo i restauri iniziati negli anni '80 e pubblicati in un libro edito dalla regione e dal comune ha messo in evidenza l'incuria e l'abbandono con cui la città di Orvieto l'aveva lasciato per tanti anni.
Le nostre ricerche non sono state facili, data la scarsa disponibilità del materiale bibliografico: da un atto reperito nell'archivio del Teatro risulta che la maggior parte dei documenti sono andati distrutti. La deplorevole incuria con la quale il teatro è stato condotto ci ha privato di tutta una serie di atti che avrebbero testimoniato la vita culturale, artistica, e teatrale della città di Orvieto dal 1878 fino 1975.
Per ironia della sorte, colui che ha dato il nome al teatro, Luigi Mancinelli, uomo di grande talento musicale conosciuto in tutta Europa come compositore e direttore di orchestra, non ebbe mai l'onore di essere rappresentato nel "suo" teatro.
Un'altra scoperta interessante è che fin dal 1500 esisteva nella città un teatro in cui avvenivano occasionali rappresentazioni, ma solo dal 1700 il teatro ha rivestito quel ruolo di istituzione culturale che persiste tuttora.
Nel 1838 venne costituito il "Consorzio Teatrale" che incaricò il Santini per il primo progetto, sostituito in seguito da Vespignani e da Annibale Angelini che curò le decorazioni pittoriche. Il restauro ha ripristinato l'acustica restaurando le casse armoniche, il palcoscenico, i lampadari e i sipari storici.
Questo progetto, basato sia sulla ricerca dei documenti del passato che su testimonianze attuali, ha dimostrato il valore culturale ed umano del teatro, che risulta ancora attivo nel nostro territorio.
Dalle nostre interviste è emerso che il teatro ha retto con successo all'ascesa dei nuovi mezzi di comunicazione come cinema e televisione, mantenendo il suo prestigio e adattandosi alle nuove richieste del pubblico giovane e non più giovane.