La ricerca e lo studio sul "Teatro Mancinelli" in un'epoca dominata
dai linguaggi multimediali e televisivi ha suscitato curiosità negli
studenti che hanno voluto costruirvi un progetto iniziato nel 2000.
La riapertura del Teatro Mancinelli dopo i restauri iniziati negli anni '80
e pubblicati in un libro edito dalla regione e dal comune ha messo in evidenza
l'incuria e l'abbandono con cui la città di Orvieto l'aveva lasciato
per tanti anni.
Le nostre ricerche non sono state facili, data la scarsa disponibilità
del materiale bibliografico: da un atto reperito nell'archivio del Teatro risulta
che la maggior parte dei documenti sono andati distrutti. La deplorevole incuria
con la quale il teatro è stato condotto ci ha privato di tutta una serie
di atti che avrebbero testimoniato la vita culturale, artistica, e teatrale
della città di Orvieto dal 1878 fino 1975.
Per ironia della sorte, colui che ha dato il nome al teatro, Luigi Mancinelli,
uomo di grande talento musicale conosciuto in tutta Europa come compositore
e direttore di orchestra, non ebbe mai l'onore di essere rappresentato nel "suo"
teatro.
Un'altra scoperta interessante è che fin dal 1500 esisteva nella città
un teatro in cui avvenivano occasionali rappresentazioni, ma solo dal 1700 il
teatro ha rivestito quel ruolo di istituzione culturale che persiste tuttora.
Nel 1838 venne costituito il "Consorzio Teatrale" che incaricò
il Santini per il primo progetto, sostituito in seguito da Vespignani e da Annibale
Angelini che curò le decorazioni pittoriche. Il restauro ha ripristinato
l'acustica restaurando le casse armoniche, il palcoscenico, i lampadari e i
sipari storici.
Questo progetto, basato sia sulla ricerca dei documenti del passato che su testimonianze
attuali, ha dimostrato il valore culturale ed umano del teatro, che risulta
ancora attivo nel nostro territorio.
Dalle nostre interviste è emerso che il teatro ha retto con successo
all'ascesa dei nuovi mezzi di comunicazione come cinema e televisione, mantenendo
il suo prestigio e adattandosi alle nuove richieste del pubblico giovane e non
più giovane.