Etnologia ed antropologia: discipline del '900

L’etnologia e l’antropologia culturale sono discipline giovani, dagli sviluppi maturatisi nella 2° metà del secolo, in relazione ai mutamenti vorticosi verificatisi nel panorama mondiale della storia dei popoli e delle loro interrelazioni politiche, sociali ed economiche . Un avvicinamento ad esse è utile per farci riflettere sui problemi dei rapporti tra culture differenti, proprio in un'epoca, come la nostra, in cui tornano chiusure scioviniste e xenofobe, favorite dalla scarsa conoscenza delle varie realtà.
L’etnologo studia popoli e culture diverse da quella in cui, nella maggior parte dei casi, egli appartiene: quella occidentale. Suo oggetto d’indagine è il Terzo Mondo o quei gruppi etnici che hanno conservato caratteristiche legate ai modi di vita tradizionale. Questa ricerca utilizza il principio del confronto che comporta la messa in discussione della stessa cultura dell’osservatore, in quanto esso viene ripensato con mente aperta alla cultura dell’osservato, allo scopo di portare alla luce i valori e disvalori relativi, dell’una e dell’altra cultura.
La nascita delle scienze antropologiche ha permesso una svolta rivoluzionaria al pensiero e alla civiltà dell' in’ero Occidente, imponendo un nuovo significato la parola "cultura". Essa passa dalla sua vecchia accezione individualista ,alla nuova accezione antropologica universalista, che accoglie in sé tutte le manifestazioni locali, etniche, popolari, di ogni ordine e genere,che formano la tradizione propria di ogni gruppo e con essa la sua "identità". Per capire appieno la misura di questa svolta del pensiero e del costume Occidentale, promossa dall’antropologia, riportiamo un passo di Hegel da "Lezioni sulla filosofia della storia (1831).
Scrive Hegel: "L’Africa vera e propria non interessa dal punto di vista della sua propria storia, ma per il fatto che vi vediamo l’uomo in quello stato di barbarie e di selvaticità, in cui esso non costituisce ancora un principio integrante per la genesi della civiltà". Ed in Benedetto Croce ritroviamo il medesimo giudizio di Hegel, assegnato estensivamente ai "popoli di natura". Per Croce infatti i popoli illetterati del Terzo Mondo sono "esseri che zoologicamente e non storicamente sono uomini
Le società "primitive" diventano oggetto intellettuale di conoscenza nel periodo della formazione dei grandi imperi coloniali, per la necessità di amministrare i vasti territori coltivati. Nel quadro di questi rapporti di dominazione l’etnocentrismo spontaneo, che universalmente fa ritenere la propria cultura più valida in assoluto, viene teorizzata ed assume la veste di un'ideologia.

L’ antropologia distingue due tipi di etnocentrismo:

 

quello spontaneo o "espressivo" per cui l’affidarsi della comunità alla propria cultura tradizionale porta a percepire ed esprimere la propria identità in termini spontaneamente fantasiosi e senza implicazioni aggressive o di avversione contro gruppi o società "altre"

 

quello "dogmatico", del quale vediamo ancora oggi le manifestazioni allarmanti e socialmente "patologiche", che vuole imporre la propria cultura, anche facendo uso della violenza, sulle altre. Sulla base di questo etnocentrismo "dogmatico" le società umane vengono poste in un ordine gerarchico alla cui sommità, in ossequio alla teoria dell’evoluzione biologica della specie, della selezione naturale e della sopravvivenza del più adatta, sono poste le società europee, in particolare quello inglese (patria dei maggiori teorici dell’evoluzionismo), mentre a quelli inferiori, le società non europee.

In quegli stessi anni si teorizzarono l'ineguaglianza della razza umana e la superiorità di quella bianca sulle altre; con le teorie razziali l'alterità culturale diventa biologica e il ritardo nel cammino del progresso viene attribuito a caratteristiche proprie di ogni razza. In questo modo dominanza dei bianchi, diventa legge universale.

LE   TEORIE  RAZZISTE

RAZZISMO : ANCORA UN PERICOLO
 

LA CONOSCIENZA  DELL' ALTRO ATTRAVERSO LA MUSICA

 

LA CONOSCIENZA DELL' ALTRO ATTRAVERSO IL CINEMA

L ' EUROPA ODIERNA