L'ARTE COME MOMENTO DI PROTESTA CONTRO L'INTELLETTUALISMO BORGHESE.
| Forse in nessun altro campo come quello delle arti figurative appare eclatante la crisi del realismo e del naturalismo, perché l'evidenza rappresentativa di queste arti esalta la rinuncia alla figuratività. Certo l'invenzione della macchina fotografica ha contribuito molto alla crisi, assumendosi il compito della riproducibilità del reale, nel ritratto come nella veduta. L'arte diventa campo d'indagine, di ricerca, di sperimentazione, nella consapevolezza di essere una realtà a sé stante, con una sua autonomia rispetto alla realtà tutta da sperimentare. |
| Il primo Novecento vede un ricco proliferare d'avanguardie artistiche, che ricercano in vario modo la ristrutturazione del linguaggio pittorico e plastico. Già l'IMPRESSIONISMO aveva introdotto modalità espressive nuove, giocando sugli effetti di luce e la scomposizione dei colori, tanto da meritare l'incomprensione del pubblico e della critica accademica. Nel 1863 al Saloon des Refusés, l'esposizione eccezionalmente autorizzata da Napoleone III che raccoglieva le opere bocciate dalla giuria del Saloon ufficiale, un dipinto dava scandalo: era la "Colazione sull'erba" di Edouard Manet. |
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Colazione suul' erba |
Quello che disturbava e alimentava le polemiche era il soggetto del quadro, considerato lascivo: un nudo di donna, posto accanto a figure maschili vestite, in un bosco. In realtà il modello iconografico era antico, addirittura classico: Manet l'aveva ripreso da Giorgione e da Raffaello. Ma al tradizionale significato della composizione che aveva sempre simboleggiato il rapporto tra uomo e l'armonia della natura, il pittore parigino toglie ogni dimensione trascendente. La donna non è più una ninfa, ed il suo corpo, privo di sacralità, è reso con lo stesso distacco della natura morta rovesciata con noncuranza in primo piano. I due giovani uomini vestiti di tutto punto, uno disteso, con il bastone in mano e in testa un berretto nero con nappa, l'altro con la cravatta nera, conversano tranquillamente in compagnia di una delle due ragazze. . |
| Al di là della rivoluzionaria quotidianità dei soggetti, quella che Manet compie è soprattutto una rivoluzione pittorica: elimina il chiaroscuro, le mezze tinte, la costruzione plastica; dipinge sulla tela con colori piatti, sottolineati dall'accentuarsi dei contorni, modella i volumi attraverso i contrasti dei colori |
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Un'altra opera che evidenzia l'innovazione impressionista è "Il mulino della Galette" di Renoir. Vi è rappresentato un locale da ballo all'aperto a Parigi, frequentato da artisti, studenti e ragazze disposte a posare per i pittori, dove Renoir ritrae con immediatezza figure e gruppi di persone animando i loro atteggiamenti attraverso lo scintillio intermittente della luce. Ma è soprattutto con Cézanne che si ha l'abbandono del realismo pittorico. Ne "Le grandi bagnanti" infatti, non rappresenta la realtà, ma il nostro modo di conoscerla, l'atto della coscienza che ordina le percezioni e giunge a formare la visione. |
Le grandi bagnanti |
| La scena si svolge in una radura, dove un gruppo di donne, delimitato a destra e a sinistra da tronchi d'albero non rappresentati secondo le regole prospettiche, si concede un momento di svago dopo il bagno. Cézanne non rappresenta però un paesaggio idilliaco, ma soggetti reali presi dal quotidiano. Le pennellate sono costruttive, dense, materiche, per dare la sensazione della sostanza del pittorico come un altro reale, con la visione simultanea del sopra e sotto, o davanti e dietro, e dei piani tra gli oggetti separati. E' così che insegna a dare una sintesi di ciò che si vede, non ad imitarlo. |
| L'analisi dei soggetti reali presi dal quotidiano e dai costumi non è stata propria solo di Cézanne, ma anche di Van Gogh che nelle sue opere ha espresso una denuncia sociale dei mali della società borghese. Quest'ultimo vedeva nell'arte non una ricerca linguistica, ma un mezzo espressivo che doveva essere insieme un insegnamento e un esercizio etico. In questo senso la pittura di Van Gogh, nella sua volontà di espressione, nella sua capacità di riflettere sul significato drammatico dell'esistenza, si pose alle origini dell'ESPRESSIONISMO. Tale movimento ha messo a fondamento dell'arte l'espressione del vissuto profondo dell'angoscia, del dramma esistenziale dell'uomo contemporaneo, attraverso l'accentuazione violenta delle gamme cromatiche, il segno incisivo e graffiante, la deformazione delle figure e degli oggetti. |
| Cronologicamente il primo gruppo espressionista è quello dei francesi Fauves, che espose a Parigi al Saloon d'Automne del 1905.Il colore acceso, il rifiuto delle leggi prospettiche, del volume e del chiaroscuro tradizionali, l'utopia di una natura febbrile e pulsante, luogo dell'istinto e della felicità, sono i principali aspetti espressionistici comuni ai Fauves. Alla punteggiatura fitta e regolare del pointillisme, nel nuovo gruppo s'impose un segno più denso e costruttivo, più marcato e indocile: un segmento, più che un punto, che accentuava il dinamismo inquieto della composizione. |
| Parallelamente ai Fauves si è sviluppata un'altra branca dell'espressionismo che va sotto il nome di "Die Brucke" (il ponte). Rispetto ai francesi, con cui pure dimostravano affinità e punti di contatto, i pittori tedeschi rivelavano una derivazione romantica che si sarebbe sviluppata in senso più accentuatamente tragico e talvolta mistico. Più profonda, inoltre, era l'attenzione per le tecniche grafiche, che permettevano una linearità angolosa e tormentata, con forti contrasti tra luce ed ombra; i problemi riguardanti la risonanza psicologica del colore e la sua autonomia espressiva sono al centro degli interessi del gruppo espressionista tedesco del "Cavaliere Azzurro". |
| Gli sviluppi di tale ricerca, svincolata da ogni riferimento oggettivo, sono alla base della PITTURA ASTRATTA di Kandiskij. L’abbandono di forme reali, che diventano in tal modo cifre misteriose e progressivamente sempre più` astratte, non avviene in base a leggi di costruzione programmata dell’immagine, ma in base a un criterio soggettivo che Kandiskij chiama "principio di necessita` interiore". Con l’arte astratta si crea così un mondo puramente artistico che non mostra nel quadro alcun riferimento visibile al reale; l’opera d’arte vive di un’autonoma esistenza. Colori e linee, ogni elemento grafico e pittorico agiscono come entità` autonome, che non rispondono a una finalità rappresentativa. |
| La corrente artistica che ha maggiormente evidenziato il rinnovamento nelle arti figurative è stata senza dubbio quella cubista. Gli artisti aderenti a tale movimento, e soprattutto Braque, Picasso e inizialmente Derain, cercavano di seguire le regole che Cézanne aveva indicato. Un tale procedimento rispondeva soprattutto all'esigenza di mostrare la realtà non come appariva, ma come la mente ne percepiva l'apparenza: alla realtà vista si sostituì così la realtà pensata e la realtà creata. In questo senso, il CUBISMO aspirava ad una purezza delle forme, ad una visione sintetica che si può interpretare anche come reazione all'atteggiamento descrittivistico e all'inclinazione naturalistica. |
| Il Cubismo ripropose così la
centralità degli elementi formali essenziali della pittura, così come il
fauvismo ne aveva rivelato i ritmi e i contrasti lineari e
cromatici.Dipingere ciò che è noto dell'oggetto coincideva col mostrarne i
molteplici lati; l'oggetto cubista, proprio perché è un oggetto conosciuto
e non semplicemente visto, finisce così per dissolversi in quanto la
descrizione nei suoi vari aspetti ne impedisce l'unità, la compattezza che
era invece propria della visione rinascimentale.
Nell'estate del 1907 Picasso terminò un quadro a cui da tempo stava lavorando: "Les demoiselles d'Avignon", che esprime una violenta rottura delle forme e passerà per questo motivo alla storia come l'opera più sconcertante del '900 per lo sconvolgimento delle regole della pittura e della tradizione stilistica. |
Les deimoselles d ' Avignon |
| Il colore è steso in larghe zone piatte la cui espansione viene contrastata da linee dure, taglienti, angolose, in modo che le superfici diventino piani solidi, formino spigoli vivi, assumano una consistenza volumetrica. Il fondo si avvicina, s'incastra a forza tra le figure, si spezza in tanti piani duri e appuntiti. Lo spazio non è più il fattore comune che armonizza all'infinito tutti gli elementi del quadro; è un elemento come tutti gli altri, presente e completo, si deforma e scompone come le figure. |
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A sinistra la composizione è impostata su una successione di figure ritte, che impegnano lo spazio in una ritmica tesa; a destra la composizione si sconvolge, i volti delle ultime due donne diventano maschere orride e assurde, che riecheggiano l’arte negra. |
| La scelta della scultura negra è da attribuirsi alla crisi della cultura europea, costretta a cercare al di fuori del proprio ambito i propri modelli di valore. Secondo Picasso il valore di tale arte consiste in un’unità, in un’integrità, in un’assolutezza formale che quella occidentale ignora perché la sua concezione del mondo è dualistica: materia e spirito, cose e spazio, particolare ed universale.Capolavoro di Picasso è considerata la grande tela di "Guernica", dedicata alla cittadina spagnola distrutta dalla guerra civile, in cui la scomposizione drammatica delle figure umane, paesistiche e animali, è in rapporto al senso di violenza distruttiva del sanguinoso conflitto.Visi stravolti, corpi sfatti, il nitrito di un cavallo agonizzante, una donna in fuga dalla casa in fiamme, l’ambigua immagine di un toro si intersecano nella composizione, che interpreta con visionaria potenza il tema eterno della violenza |
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.Le proposte formali elaborate dai cubisti sono alla base delle ricerche dei FUTURISTI, i quali, però, sviluppano in particolare il concetto di movimento, di compenetrazione tra spazio e ambiente. I futuristi, che propongono un’arte espressiva di " stati d’animo", fortemente emotiva, per restituire la sensazione dinamica e la complessità della nozione di movimento giungono, in certi casi, a scomporre in sequenza il moto di un corpo e di un oggetto, in altri a compenetrare, tramite piani incastrati o sovrapposti gli uni agli altri, figure e ambiente. Il loro linguaggio esprime attraverso colori forti e brillanti, di derivazione espressionista, e attraverso forme sintetiche un idea vitalistica della realtà in cui la velocità e la definizione plastica di una nuova spazialità sono ricollegabili al ruolo della macchina e della tecnica nella società moderna. Il problema centrale del futurismo è la rappresentazione del movimento, l’espressione della dimensione temporale e della durata; particolarmente importante a questo proposito è la scelta delle tematiche da rappresentare, che sono sempre collegate alla realtà contemporanea e spesso legate a situazioni e ambienti urbani. Un esempio di arte futurista è "Materia" di Umberto Boccioni, in cui sono risolti e integrati il tema della madre e il rapporto tra figura ed esterno. |
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| Al centro del quadro è rappresentata la madre dell’artista: tutto ruota intorno alla sua figura. Le mani con le dita intrecciate e le braccia ingrandite con un effetto da obbiettivo fotografico costituiscono il centro focale delle immagini. Esse disegnano un cerchio che si conclude all’attaccatura delle spalle: qui si collega il volto, che risulta cubisticamente sconvolto in un taglio che simultaneamente mostra elementi di profilo, frontali e di tre quarti. La madre è di spalle ad un balcone mentre la zona superiore della tela è dominata da un paesaggio urbano che disegna un semicerchio intorno al busto della madre, riprendendo l’andamento circolare delle braccia; ai lati della figura si trovano rispettivamente un cavallo e un uomo. |
| Un contributo fondamentale al linguaggio delle avanguardie è dato dai DADAISTI. L’uso di materiali eterogenei in scultura e pittura, già introdotto dai cubisti, è per i dadaisti un punto di partenza linguistico. Nelle loro operazioni artistiche, però, essi tendono soprattutto ad accentuare la volontà polemica nei confronti della società e dell’arte stessa con una carica dissacratoria e con un forte gusto per il paradosso. La tecnica più adatta è per i dadaisti il collage in tutte le sue forme anche se il più delle volte nelle loro opere l’uso di materiali di rifiuto e di scarto, quindi "non artistici", è inteso come un segno di anti-arte. La trascrizione pittorica "automatica" è insieme ai gesti dissacranti e provocatori dei dadaisti è ereditata e programmaticamente sviluppata dal movimento surrealista. |
| La produzione surrealista recupera il linguaggio pittorico legato a un fare "tradizionale" in cui il dipingere ritrova i caratteri di disciplina formale.Il metodo della pittura e della scrittura automatici, fortemente influenzati dalle teorie di Freud, utilizzano gli stessi procedimenti della psicoanalisi: l’arte deve far emergere in superficie i contenuti dell’inconscio e liberare l’immaginazione dal controllo logico, razionale e del senso comune. La materia diviene così la fonte stessa dell’immagine e l’artista non è tanto creatore, quanto spettatore egli stesso del farsi dell’opera. |
| L'artista in realtà rappresenta spesso la parte dell'inventore o dello scopritore scientifico: tutti e tre cercano nuovi rapporti fra l'uomo e il suo mondo. I rapporti scoperti dall'artista sono emotivi invece di pratici o conoscitivi. L'artista creativo non vuol, per un verso, copiare quanto lo circonda, e neppure, dall'altro, mostrarcelo attraverso i suoi occhi. Egli è uno specialista che ci permette di scorgere nella sua opera, come in uno specchio, ciò che per nostro conto non siamo stati capaci di afferrare: la condizione della nostra anima. |
Egli trova i simboli esteriori per i sentimenti che nel reale ci dominano, ma che in realtà restano per noi soltanto stimoli caotici, e quindi inquietanti ed ossessivi. Questo è il motivo per cui gli artisti ci sono tuttora necessari; nonostante le difficoltà che mettono in pericolo il loro posto nel mondo moderno; il fatto che l'arte moderna disorienti il pubblico non è affatto strano: per un intero secolo il pubblico ha ignorato i movimenti che hanno portato a questa forma espressiva.
Ci sarebbe da meravigliarsi se il pubblico potesse leggere a prima vista un linguaggio artistico elaborato mentre la sua attenzione era altrove, assorbita dalla pseudoarte dei Saloons.