CONTRO LA VELOCITA' ODIERNA UN LIBRO PER FERMARE IL TEMPO

di Mirco Buonuomo

Alle soglie del terzo millennio l'uomo contemporaneo legge poco, molto poco. Quello italiano pochissimo. Perché?
Non è più cosa valida leggere un libro? Certo che è validissima, purtroppo la lettura rallenta l'uomo, le sue azioni. L'uomo contemporaneo invece è veloce, molto veloce, irrequietamente veloce. Questa velocità frenetica, questo continuo spostarsi, l'essere sempre indaffarati, hanno allontanato l'uomo contemporaneo dalla lettura. La velocità, figlia impertinente di quest'era folle, accelera i corpi ma annichilisce il pensiero.
Per quel che mi riguarda io vado veloce, più veloce degli altri, ma col pensiero; in parte proprio grazie ai libri. Il libro ha la forza di trascinare il corpo e la mente in un limbo senza tempo…etereo quasi. Allora uno si lascia risucchiare dalla lettura, si perde nelle righe…oltre le righe. Scoprendo così nuove dimensioni, sicuramente migliori di quella considerata "reale". Così il pensiero scorre, veloce, vola. I libri sono come degli specchi; leggendo rivediamo noi stessi, ritroviamo ricordi e riscopriamo emozioni che sembravano perdute. Ma quanti condividono queste considerazioni? Non c'è tempo per fermarsi a leggere, bisogna correre, inseguire un giorno dietro l'altro e l'altro ancora. Spesso poi si legge ma superficialmente; per noia, per ingannare il tempo. Fondamentalmente l'uomo contemporaneo non si sa scandalizzare né emozionare, non ha un briciolo di curiosità. Però bisogna riconoscere che oltre ai lettori stanno diventando rari anche gli scrittori. O meglio gli scrittori di qualità. L'omologazione incessante di questa società fa si che a scrivere siano i politici, i giornalisti o addirittura i comici, le pop - star e gli attori/attrici. Libri vuoti e noiosi come le persone che li leggono. Ma non siamo pessimisti, apriamoci un bel libro, tuffiamoci in esso… e lasciamo tutto alle nostre spalle.