Siamo partiti il 28 Aprile dalla stazione di Orvieto e siamo
arrivati il giorno seguente alla stazione ferroviaria di Chartres dove ci aspettavano
i nostri corrispondenti. Il gemellaggio, oltre ad avere un'importanza per l'apprendimento
della lingua francese, è stato un modo per socializzare e imparare a
convivere con persone diverse. Altro elemento che ha reso importante questa
esperienza è stata sicuramente la possibilità di fare nuove amicizie
e coltivarle anche al di fuori del contesto scolastico. Il primo approccio con
i corrispondenti è avvenuto alla stazione. Eravamo tutti emozionati e
preoccupati del confronto con questa nuova realtà. Le famiglie sono state
molto accoglienti fin dall'inizio e molto disponibili nei nostri confronti.
Inizialmente eravamo un po' chiusi e timidi, ma è bastato entrare nelle
loro abitazioni per sentirci subito a nostro agio. Al contrario, l'impatto con
la scuola è risultato deludente a causa della scarsa organizzazione a
cui abbiamo dovuto far fronte per tutta la settimana. Per questo abbiamo visitato
i monumenti più importanti della città da soli, come ad esempio
la cattedrale di Chartres. Questo edificio è uno dei più importanti
esempi dell'architettura gotica della Francia Settentrionale. Costruito nell'undicesimo
secolo, fu riedificato nel dodicesimo dalla ricca diocesi locale. Intorno alla
cattedrale e sotto di essa si sviluppa la cittadina. Dalla piazza principale
si snodano le stradine sulle quali si affacciano le costruzioni con i tetti
spioventi. Fra esse le più antiche sono quelle a "Colombage"
dove sono ancora presenti le strutture in legno. Parte del paese, vicino al
liceo, si affaccia sulle sponde del fiume Eure dando ulteriore fascino a Chartres.
La cittadina dista solo 80 Km da Parigi e già si respira un'aria differente
dalla metropoli. La mentalità francese è diversa dalla nostra
sia nei modi di vita che nelle tradizioni e nell'arte, pur essendo la Francia
un paese molto vicino al nostro. E' soprattutto vivendo insieme alle famiglie
che abbiamo potuto cogliere i loro modi di pensare e di vivere. Amano stare
insieme e parlare
ma anche il loro "parlare" è diverso
dal nostro indipendentemente dalla lingua. Molto aperti e socievoli, i francesi
amano l'Italia e la musica italiana, le cose pregiate e l'eleganza, in generale
con naturalezza e profondità.

