Il concetto di Sviluppo Sostenibile è stato introdotto e definito ufficialmente
nel 1987 dal rapporto “Our Common Future” della Commissione Mondiale
sull’Ambiente e lo Sviluppo (WCED) noto come rapporto Brundtland che dichiara:
“Lo Sviluppo Sostenibile è uno sviluppo in grado di soddisfare
i bisogni delle generazioni attuali senza compromettere le capacità delle
generazioni future di soddisfare i propri bisogni. Un processo nel quale lo
sfruttamento delle risorse, la direzione degli investimenti, l’orientamento
dello sviluppo tecnologico ed i cambiamenti istituzionali sono tutti in armonia
ed accrescono le potenzialità presenti e future per il soddisfacimento
delle aspirazioni e dei bisogni umani.”
In seguito, il Programma Ambiente dell’ONU (Unep), la World Conservation
Union (IUCN) e il Fondo Mondiale per la Natura (WWF) hanno ulteriormente specificato
il concetto di Sviluppo Sostenibile come: “Il soddisfacimento della qualità
della vita mantenendosi entro i limiti della capacità di carico (carrying
capacity) degli ecosistemi che ci sostengono.”
La formula dello Sviluppo Sostenibile è stata rilanciata nel 1992 a margine
del vertice di Rio de Janeiro e avrebbe dovuto trovare la sua maturazione nell’Earth
Summit di Johannesburg dell’agosto scorso. Tale summit ha invece evidenziato
i profondi contrasti tra i paesi ricchi e quelli in via di sviluppo.
Sebbene in questo decennio alcune situazioni siano migliorate, in particolare
in Asia e in alcune zone dell’Africa, la stagnazione della produzione
alimentare, la siccità e le previsioni di crescita demografica inducono
a pianificare interventi più efficaci in grado promuovere piani di sviluppo
rurale compatibili con il patrimonio ambientale.
Per essere efficaci, però, tali interventi devono coinvolgere non solo
gli aspetti agricoli ma anche quelli culturali, in modo da sviluppare le risorse
interne ai paesi.
A tale scopo, 180 capi di governo di tutto il mondo hanno sottoscritto il programma
Agenda 21, un documento di principi, obiettivi e azioni per la promozione di
uno sviluppo più equilibrato che sappia coniugare lo sviluppo economico,
la salvaguardia dell’ambiente e la tutela della salute per il XXI secolo.
Tuttavia il rapporto diffuso dal Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi
Annan immediatamente prima del vertice di Johannesburg 2002, definisce l’Agenda
21 e lo Sviluppo Sostenibile “un piano valido, un’attuazione debole”.
L’ambiente mondiale è ancora troppo fragile e le attuali misure
di conservazione sono ben lungi dall’essere sufficienti. I tentativi di
ridurre la povertà nel mondo e la globalizzazione non hanno dato i risultati
sperati. Gli sforzi per favorire lo sviluppo umano e contrastare il degrado
ambientale non sono stati efficaci. Risorse troppo limitate, mancanza di volontà
politica, un approccio frammentario e non coordinato sono solo alcuni dei motivi
che hanno ostacolato la realizzazione dello Sviluppo Sostenibile. Nei 10 anni
trascorsi dal vertice di Rio, il mondo è cambiato, con nuove esigenze
e sfide create dalla globalizzazione, dalla rivoluzione dell’informazione
e della comunicazione, dalla diffusione dell’HIV,ecc..
Occorre, pertanto, che i soggetti attori della realizzazione del piano d’azione
dello Sviluppo Sostenibile acquistino una maggiore consapevolezza del compito
da svolgere.
Poiché molto dipende da ciò che faranno le nuove generazioni,
il Liceo Majorana, con due indirizzi (Scientifico e Scientifico Tecnologico)
fortemente orientati allo studio delle Scienze, non poteva rimanere indifferente
a tali progetti di sviluppo né sottrarsi al compito di sensibilizzare
gli studenti in merito alle problematiche ambientali ed alla cultura con esse
connessa.
A partire dall’anno scolastico 2002/03 è stato introdotto un nuovo
ambito d’azione detto Area Scientifico Tecnologica che, oltre a farsi
carico del Progetto SeT (attualmente in fase di conclusione per quanto concerne
il lavoro avviato al termine dello scorso anno scolastico) si occupa di promuovere
la conoscenza delle problematiche connesse con lo Sviluppo Sostenibile.
Attualmente sono in svolgimento cinque Aree di Progetto che riguardano:
· Scienza e tecnologia nei paesi in via di sviluppo
· Le emergenze sanitarie nei paesi in via di sviluppo
· Le variazioni climatiche e inquinamento ambientale con conseguenze
globali
· Agenda 21: protezione del suolo
· Acqua: emergenza planetaria del III millennio
Oltre alle finalità proprie dell’Area di Progetto, con tali tematiche
si vuole promuovere la consapevolezza della valutazione dei rischi nella gestione
del territorio, delle variazioni ambientali, dell’eccessivo sfruttamento
del suolo e delle acque e sviluppare la conoscenza delle politiche di difesa
ecologica volte alla mitigazione dell’impatto provocato sull’ambiente
dai vari tipi di intervento dell’uomo per la conservazione delle potenzialità
naturali. I problemi sono analizzati nei loro principali aspetti in ambito scientifico,
economico, politico e sociale realizzando, così, quella pluridisciplinarietà
che ormai caratterizza la programmazione didattica del Liceo.
Tale lavoro di ricerca si avvale anche della collaborazione di soggetti esterni.
Da citare: Telespazio i cui esperti hanno già iniziato a tenere le proprie
lezioni presso il Liceo.