La Commissione invita il Consiglio ad adottare i seguenti criteri:
1. Da qui al 2010 tutti gli Stati membri dovranno almeno dimezzare la percentuale
di abbandono precoce della scuola rispetto al 2000, così da raggiungere
una media europea non superiore al 9 %. La media attuale europea del tasso di
abbandono precoce è del 19 %, mentre i tre paesi dell’UE con i migliori
risultati (Svezia, Finlandia e Austria) hanno una media del 10,3 %. Questo tasso
è attualmente del 45 % in Portogallo, del 29 % in Spagna e del 26 % in
Italia.
2. Da qui al 2010 tutti gli Stati membri dovranno almeno dimezzare lo squilibrio
maschi-femmine tra i laureati in matematica, scienze e tecnologia, assicurando
nel contempo un significativo incremento del numero totale di laureati in questo
ambito rispetto all’anno 2000. Gli scarti fra gli Stati membri sono enormi
per quanto concerne la proporzione dei laureati in tali settori. I tre paesi con
i migliori risultati sono l’Irlanda, il Portogallo e l’Italia, dove
il rapporto uomini/donne è di 1,6 per i laureati in matematica, in scienze
e in tecnologia, contro il 4,7 dei Paesi Bassi e il 4 dell’Austria.
3. Da qui al 2010 tutti gli Stati membri dovranno porre attenzione a che la percentuale
media di popolazione di età tra 25 e 59 anni con almeno un livello di studi
secondari superiori raggiunga l’80 % o più nell’ambito dell’UE.
Raggiungere un diploma di studi secondari superiori è una necessità
sempre più impellente nella società della conoscenza. La media della
popolazione compresa nella fascia d’età 25-64 anni che ha un diploma
di studi secondari superiori è passata da circa il 50 % degli anni ’90
a circa il 66 % del 2000. Attualmente i tre paesi dell’UE con i migliori
risultati (Germania, Danimarca e Svezia) hanno una media dell’83 %, contro
il 21 % del Portogallo, il 42 % della Spagna e il 46 % dell’Italia.
4. Da qui al 2010 dovrà essere almeno dimezzata la percentuale dei giovani
di 15 anni in possesso di scarse competenze linguistiche, matematiche e scientifiche
in ciascuno degli Stati membri. Resta ancora da lavorare molto per migliorare
i risultati e accrescere la qualità dell’educazione e della formazione
in Europa in modo da eguagliare i migliori livelli mondiali (Giappone e Finlandia).
Le nostre scuole registrano un numero troppo elevato di allievi con risultati
mediocri, ciò che ha conseguenze in termini di impiego, di integrazione
sociale, di sviluppo personale e di apprendimento ulteriore. Sforzi particolari
andranno fatti per ridurre il loro numero almeno della metà da qui al 2010.
Secondo la recente indagine PISA dell’OCSE, i livelli attuali di capacità
di lettura dei quindicenni raggiunge un punteggio medio di 498 nell’UE,
di 504 negli Stati Uniti e di 522 in Giappone. La media dei tre Stati membri con
i migliori risultati (Finlandia, Irlanda, Regno Unito) è di 535 punti.
5. Da qui al 2010 il tasso medio di partecipazione all’educazione e alla
formazione permanente nell’ambito dell’UE dovrà riguardare
almeno il 15 % della popolazione adulta in età di lavoro (classe d’età
da 25 a 64 anni) e ciascun paese non dovrà avere un tasso di partecipazione
inferiore al 10 %. L’educazione e la formazione permanente sono un obiettivo
primario di tutte le nostre azioni nell’ambito dell’educazione e della
formazione. La media attuale dell’UE è dell’8,4 % (il che significa
che in un mese l’8,4 % della popolazione ha partecipato ad attività
di educazione e di formazione), contro una media del 19,6 % dei tre Stati membri
che hanno i migliori risultati (Regno Unito, Finlandia e Danimarca).
La Commissione invita poi gli Stati membri a continuare l’impegno per realizzare
l’obiettivo di Lisbona consistente nell’aumentare ogni anno in modo
sostanziale gli investimenti per abitante sulle risorse umane, sulla base di criteri
precisi da comunicare al Consiglio e alla Commissione. Attualmente la media europea
della spesa pubblica per l’educazione, espressa in percentuale rispetto
al PIL, è del 5 %, mentre i tre paesi dell’UE con i migliori risultati
(Svezia, Finlandia e Francia) raggiungono una media del 7,4 %”.
Un breve commento s’impone. La proposta della Commissione europea rappresenta
una vera e propria svolta nella politica di settore dell’UE in quanto per
la prima volta vengono fissati obiettivi precisi che tutti gli Stati membri debbono
raggiungere in un determinato periodo, in questo caso entro il 2010. Si tratta
di obiettivi importanti e ambiziosi che rappresentano una sfida parecchio impegnativa
per tutti gli Stati. L’Italia, eccettuata la buona posizione per ciò
che concerne il rapporto femmine-maschi nelle lauree dei settori tecnici e scientifici,
parte in grave svantaggio. C’è da chiedersi se per il nostro paese
i traguardi fissati dalla Commissione sono effettivamente raggiungibili entro
il 2010. E’ vero che altre volte sfide che parevano impossibili per noi
sono state accettate e vinte, ma questa volta, visto quanto sta succedendo da
anni (molte buone intenzioni dichiarate e molto pochi investimenti) c’è
purtroppo da avere seri dubbi.