Il giorno Venerdì 24 Gennaio la classe 3 ST1 si è
recata all’ archivio di stato di Orvieto, luogo della memoria cittadina,
per prendere contatto direttamente con testi e documenti risalenti alla storia
più nobile e significativa di questa città: "Il Medioevo".
Ogni capoluogo di provincia d’Italia ha a propria disposizione un ufficio
dove poter conservare gli antichi documenti rinvenuti nel proprio territorio;
l’archivio di Orvieto è infatti una diramazione di quello principale,
situato a Terni e tutti i documenti presenti raccontano una parte della storia
orvietana.
Per essere conservati in archivio però, i documenti devono aver perso
un’ utilità pratica. Infatti, dopo lunghi periodi di tempo, a seconda
dei cambiamenti che avvengono anche a livello politico, un documento emanato
con un determinato scopo, perde la sua funzione originaria, diventando così
una testimonianza della storia passata.
Nell'archivio di Orvieto sono conservati testi di ordinanze pubbliche, sentenze
e dati di censimenti avvenuti in passato e soprattutto i registri con le Riformagioni,
cioè i verbali dei consigli comunali dal 1295 al 1860.
Molto interessante è l’ enorme volume del catasto che riporta accuratamente
tutti i possedimenti terrieri con i nomi dei relativi proprietari ed il valore
del patrimonio sul quale venivano calcolate le tasse che ogni cittadino era
tenuto a pagare.
Molti di questi documenti risalgono a centinaia di anni fa, il più antico
che abbiamo potuto vedere è addirittura del 1088.
Grazie a molti di questi atti si può essere in grado di stabilire, per
esempio, l’andamento demografico della popolazione nelle diverse epoche
e risalire quindi alle cause di un aumento o di un calo.
Le opere di restauro sono state molto utili per rendere decifrabili i documenti
deteriorati dal tempo e, dato che i fogli venivano realizzati con pelli di animale,
non eccessivamente resistenti all’usura, è stata data molta importanza
alla conservazione del loro stato.
Tutti i reperti risalenti al medioevo sono scritti in latino, ma a fornirci
documentazioni non sono solo i testi, infatti le iconografie, se interpretate
in modo corretto, mettono in evidenza le usanze e le credenze passate.
Un esempio di iconografia molto ricorrente era la decorazione della lettera
“I” con la quale erano soliti iniziare tutti i documenti (In nomine
Domini).
Molti atti risalenti alla metà del 1300 documentano l’ epidemia
di peste diffusasi in tutta Europa proprio in quel periodo. I dati però
riguardano unicamente le ordinanze ed i provvedimenti pubblici relativi a quel
grave avvenimento, trascritti in modo totalmente oggettivo, senza lasciar trasparire
quelle che potevano essere le emozioni o la paura della gente.
Per rendere più facile la consultazione o la semplice individuazione
di un documento, l’ archivio dispone di un inventario, cioè una
catalogazione completa di tutti gli atti a disposizione.
Molto importante in un archivio è la libreria, dove potersi informare
su un argomento facendo riferimento a più testi.
Non è stato possibile esplorare completamente l’ archivio per ovvi
motivi di sicurezza ma la visita è stata ugualmente molto interessante
e ci ha restituito, almeno a grandi linee, un’idea del costante lavoro
che un luogo come questo richiede per mantenere non solo l'unicità di
un documento ma anche la memoria materiale e culturale della città che
lo ha prodotto.
Ci è stato utile capire che le notizie e le informazioni che studiamo
sui nostri manuali di storia non sono altro che il prodotto di una lunga ricerca
degli storici svolta su documenti e fonti di vario tipo.