Il luogo della memoria

A cura di Daniele Lanzillotto

Il giorno Venerdì 24 Gennaio la classe 3 ST1 si è recata all’ archivio di stato di Orvieto, luogo della memoria cittadina, per prendere contatto direttamente con testi e documenti risalenti alla storia più nobile e significativa di questa città: "Il Medioevo".
Ogni capoluogo di provincia d’Italia ha a propria disposizione un ufficio dove poter conservare gli antichi documenti rinvenuti nel proprio territorio; l’archivio di Orvieto è infatti una diramazione di quello principale, situato a Terni e tutti i documenti presenti raccontano una parte della storia orvietana.
Per essere conservati in archivio però, i documenti devono aver perso un’ utilità pratica. Infatti, dopo lunghi periodi di tempo, a seconda dei cambiamenti che avvengono anche a livello politico, un documento emanato con un determinato scopo, perde la sua funzione originaria, diventando così una testimonianza della storia passata.
Nell'archivio di Orvieto sono conservati testi di ordinanze pubbliche, sentenze e dati di censimenti avvenuti in passato e soprattutto i registri con le Riformagioni, cioè i verbali dei consigli comunali dal 1295 al 1860.
Molto interessante è l’ enorme volume del catasto che riporta accuratamente tutti i possedimenti terrieri con i nomi dei relativi proprietari ed il valore del patrimonio sul quale venivano calcolate le tasse che ogni cittadino era tenuto a pagare.
Molti di questi documenti risalgono a centinaia di anni fa, il più antico che abbiamo potuto vedere è addirittura del 1088.
Grazie a molti di questi atti si può essere in grado di stabilire, per esempio, l’andamento demografico della popolazione nelle diverse epoche e risalire quindi alle cause di un aumento o di un calo.
Le opere di restauro sono state molto utili per rendere decifrabili i documenti deteriorati dal tempo e, dato che i fogli venivano realizzati con pelli di animale, non eccessivamente resistenti all’usura, è stata data molta importanza alla conservazione del loro stato.
Tutti i reperti risalenti al medioevo sono scritti in latino, ma a fornirci documentazioni non sono solo i testi, infatti le iconografie, se interpretate in modo corretto, mettono in evidenza le usanze e le credenze passate.
Un esempio di iconografia molto ricorrente era la decorazione della lettera “I” con la quale erano soliti iniziare tutti i documenti (In nomine Domini).
Molti atti risalenti alla metà del 1300 documentano l’ epidemia di peste diffusasi in tutta Europa proprio in quel periodo. I dati però riguardano unicamente le ordinanze ed i provvedimenti pubblici relativi a quel grave avvenimento, trascritti in modo totalmente oggettivo, senza lasciar trasparire quelle che potevano essere le emozioni o la paura della gente.
Per rendere più facile la consultazione o la semplice individuazione di un documento, l’ archivio dispone di un inventario, cioè una catalogazione completa di tutti gli atti a disposizione.
Molto importante in un archivio è la libreria, dove potersi informare su un argomento facendo riferimento a più testi.
Non è stato possibile esplorare completamente l’ archivio per ovvi motivi di sicurezza ma la visita è stata ugualmente molto interessante e ci ha restituito, almeno a grandi linee, un’idea del costante lavoro che un luogo come questo richiede per mantenere non solo l'unicità di un documento ma anche la memoria materiale e culturale della città che lo ha prodotto.
Ci è stato utile capire che le notizie e le informazioni che studiamo sui nostri manuali di storia non sono altro che il prodotto di una lunga ricerca degli storici svolta su documenti e fonti di vario tipo.