L'eredità di Etty Hillesium al Liceo Majorana

A cura delle alunne Lia Bellini ed Erika Lattanzi Classe 5L

Il valore più importante: la vita

Il giorno 13 Dicembre alle ore 09.30 nell’aula audiovisivi del Liceo Scientifico E. Majorana, alcuni alunni delle classi V hanno partecipato ad un incontro - dibattito sull’opera e l’eredità di Etty Hillesum.
Sono intervenute Wanda Tommasi filosofa e Nadia Neri psicologa, autrici di due libri su Etty Hillesum, per illustrare il “Diario di Etty Hillesum”, quindi Etty stessa, sul piano filosofico, morale nonché umano. Hanno spiegato come nella Hillesum la vita sia cambiata grazie alla conoscenza e alla relazione con Julius Spier.
Etty Hillesum, una giovane donna ebrea, descrive il suo mondo interiore, in un continuo stato di crisi e maturazioni; ciò che annota sul diario può essere interpretato come un suo prepararsi ad andare in un campo di concentramento e a vivere bene anche in quei tempi difficili.
Il messaggio più importante che si percepisce, leggendo le sue pagine, è la sincera convinzione della bellezza della vita. Una bellezza che Etty riesce a vedere anche in mezzo a tante difficoltà e restrizioni.
Sono passati sessanta anni ma nelle parole di Etty è possibile ritrovare concetti sempre validi, soprattutto per una generazione in continua ricerca di valori e ideali. Infatti ciò che Etty vuole “ricordare a se stessa” e ciò che si può prendere da queste sue pagine è l’ideale della vita, in quanto dono di ogni giorno, che va vissuta in ogni momento, sapendo apprendere il più possibile da ogni occasione e incontro.
I temi della conferenza vertevano sui punti principali del diario: il rapporto che Etty, a poco a poco, stabilisce con la sua parte più interiore; la sua religiosità, che è fuori da qualsiasi chiesa; il suo non odiare i tedeschi e il suo opporre all’odio l’indignazione; ma soprattutto, il suo desiderio di esserci, di essere lì tra le migliaia di persone che, ogni giorno, soffrivano e morivano nei campi di concentramento.
Etty, una normalissima donna di 27 anni, che ammette le sue paure e le contrasta con delle certezze più grandi e forti.
Questa è l’immagine di Etty che aleggiava nella stanza della conferenza.
I ragazzi, che hanno partecipato, avevano letto il diario o le lettere scritte da Westherbork (un campo olandese di smistamento); durante il dibattito hanno espresso le loro idee e hanno trovato risposta a molte delle domande che si erano posti.

L.B.

Spettacolo teatrale

Etty Hillesum: giovane intellettuale ebrea olandese negli anni ’40. Oggi un frammento di storia. Molto si è detto su lei e sui suoi diari. La sua filosofia si è confrontata con il moralismo collegandosi anche alla religione. Ma qual’ era realmente la sua voce? Quale chiave interpreta correttamente il suo messaggio? Jobel Teatro con lo spettacolo “Viaggio al Centro del Cuore” fornisce una risposta verosimile ed appassionante. Quest’incontro tra la storia e la scena è senza dubbio un connubio vincente. Si tratta di un interessante mediazione tra presente e passato. Lo spettatore appare catapultato emotivamente nel mondo, nel cuore di Etty. La scenografia è ridotta. Poche sedie fanno da cornice ai due personaggi Etty Hillesum e Julius Spier. Tuttavia tali oggetti “utilizzati sulla scena e nelle mani degli attori esistono come gli attori” avrebbe detto Kantor. Nel loro lento, conturbante movimento, sapientemente guidato dai personaggi, creano un sorprendente effetto mistico. Ciò è dovuto anche alla complicità di inquietanti giochi di luci e di ombre. Grande rilievo meritano le musiche. A volte richiamano la forza dirompente di Wagner. Sulla scena Etty. Accanto a lei un sibilante Spier che la scaraventa tra le atrocità della seconda guerra mondiale. Attraverso citazioni estratte dal diario e dalle lettere la voce calda e cristallina di Mariella Montanari contrappone il messaggio di Etty. “Un altro mondo è possibile”. Quello che emerge è un inno alla speranza dunque, all’amore per gli altri, all’impossibilità di circoscrivere la libertà. Questa voce, in una vibrante commozione, ha condotto gli spettatori di quella mattina, il 14 dicembre, ad unirsi in uno scrosciante applauso. A quanto pare tale spettacolo non è stato gradito solo al liceo Majorana. L’iter di “Viaggio al Centro del Cuore” ha toccato molti altre città sul territorio nazionale. Le rappresentazioni stesse hanno avuto luogo negli ambienti più vari. Scuole, sale, biblioteche, perfino carceri. Luoghi questi ultimi che forse più di altri hanno a?ccolto quelle parole di speranza, conforto, volontà di non giudicare. Tutto ciò che ha fatto di Etty “una voce nel silenzio, un silenzio tra le voci”.

E.L.