L'eredità di Etty Hillesium al Liceo Majorana

A cura della Professoressa Ecle Cinti

Etty Hillesum, giovane intellettuale ebrea olandese, nacque nel 1914 a Middleburg e morì nel campo di concentramento di Auschwitz a soli 29 anni. Di lei ci rimangono un diario e delle lettere che testimoniano il suo cammino spirituale ed il suo impegno nel periodo1941-1943. La sua formazione fu influenzata da molti autori, tra cui Rilke, e la sua scrittura fu ispirata da Julius Spier, psicologo e psicochirologo, una personalità fondamentale nella vita di Etty, appoggio morale ed affettivo. Dopo un primo incontro ad una serata musicale dapprima Etty fu in terapia da lui, successivamente ne divenne assistente e amante. Il diario di Etty Hillesum, prezioso documento storico e concettuale, ha riscontrato grande successo presso il pubblico internazionale

Un documento spirituale, un messaggio educativo.
Nell'ambito delle iniziative, svoltesi ad Orvieto nel periodo 10-18 dicembre, per ricordare la vita e l'opera di Etty Hillesum, si sono tenuti al liceo scientifico "E.Majorana" due incontri diversi e complementari.
Il primo, la mattina del 13 dicembre, è stato un dibattito sull'opera e il pensiero della Hillesum, con l'intervento di Nadia Neri, psicoanalista e autrice del libro "Un'estrema compassione - Etty Hillesum testimone e vittima del lager", e di Wanda Tommasi, autrice del libro "Etty Hillesum. L'intelligenza del cuore".
Il giorno seguente si è tenuto uno spettacolo teatrale ispirato al Diario della Hillesum "Viaggio al centro del cuore", racconto- storia di Jobel Teatro.
Ha partecipato agli incontri un gruppo di alunni delle classi quinte. I ragazzi hanno scelto di leggere il Diario e le Lettere della giovane scrittrice e di confrontarsi su alcuni temi sempre molto sentiti e attuali.
Si è parlato del problema del male, del dolore, dell'ingiustizia, dell'impegno. Nadia Neri definisce "indignazione, semplicità, compassione" le virtù che Etty ci ha tramandato. Si è discusso del rapporto ragione - sentimento, della razionalità della scrittura e della fin troppo consapevole lucidità di certe scelte operate dalla giovane scrittrice, "un cuore pensante", così l'ha definita la Tommasi.
Niente di più vero di quanto afferma questa studiosa "i testi che nutrono, come quelli di Etty, si ha l’impressione di tradirli se, anziché esprimere gratitudine per la ricchezza che ci hanno donato, li si sottopone al filtro dell’interpretazione, del commento, della critica.”
Si è capito benissimo assistendo allo spettacolo teatrale. Si è creata una atmosfera magica. Etty è entrata in ogni spettatore. Lo spettacolo ha creato una empatia forte. La catarsi è stata completa.
"C'era una volta la guerra, e c'era la persecuzione degli ebrei e c'era ad Amsterdam una donna…". Così ha esordito l'attore. Sarà stato per la musica o per le luci o per le capacità gestuali e recitative ma come per incanto quella realtà è tornata a rivivere in tutta la sua tragicità, ha scosso i cuori. E' crollato il muro della scrittura, scomparsa l'oggettivazione, è rimasta la giovane donna nella sua autenticità: fragile e forte nello stesso tempo, semplice e complessa, peccatrice e santa.
Tutte le domande, tutte le interpretazioni e tutte le valutazioni espresse il giorno prima come d'incanto hanno trovato chiarezza.
Questo il messaggio: ogni situazione, per quanto deplorevole sia, è un assoluto che riunisce in sé il bene e il male e noi dobbiamo sempre esserci.

La voce degli alunni