Questa volta Appunti è quasi interamente un numero di documentazione, seppure incompleta, delle iniziative, delle attività didattiche e dei prodotti culturali di un anno di scuola. Non ci sono ancora le riflessioni, quelle sul nostro stesso lavoro e quelle sul contesto generale e locale. Le stiamo facendo e ne daremo conto. Tuttavia, possiamo dire già ora che i risultati dal nostro punto di vista sono molto soddisfacenti, soprattutto sul piano qualitativo. Ci sembra infatti che emergano con forza le caratterizzazioni di fondo della nostra scuola: il tentativo concreto di avviare la costruzione di "uno spazio europeo dell'educazione e della cittadinanza"; il legame forte con il territorio e il contributo ai processi di innovazione in sintonia con le politiche degli enti locali; la trasformazione della scuola da semplice luogo di istruzione a centro di servizi educativi e culturali per la comunità; la volontà e la capacità di misurarsi con le nuove frontiere del sapere e delle professioni; l'attenzione alla diversità dei bisogni, delle sensibilità e degli interessi. E crediamo di poter sostenere che alcuni progetti aprono davvero piste fortemente innovative nel modo di intendere e di fare scuola, come NEOS e Idea Europa, ARGISO, Orienteering, Una scuola per amare, Pillole culturali, Il Paglia, L'area di progetto. Si possono immaginare la gran mole di lavoro e le difficoltà. In realtà la nostra è stata e continua ad essere una navigazione complicata, fondamentalmente per aver deciso parecchi anni fa di porci sul terreno di un'autoriforma progressiva, e faticosa, perché proprio per questo ci scontriamo spesso e inevitabilmente sia con la persistenza di un quadro normativo vecchio, rigido e schizofrenico, sia con nuove insensibilità e stupidità burocratiche. L'autonomia continua ad essere un guscio vuoto. Il processo di riforma, indispensabile per sbloccare il sistema, è sostanzialmente fermo. Eppure siamo andati avanti, abbiamo ampliato e qualificato l'offerta formativa, abbiamo migliorato la didattica e l'organizzazione, abbiamo promosso iniziative per rispondere a nuove domande sociali e culturali. Il nostro liceo ha trent'anni (li festeggeremo nel prossimo anno scolastico), e quando leggiamo le discussioni, non solo italiane ma anche inglesi o francesi o americane, su come deve essere la scuola di domani ci rendiamo conto che lo sforzo innovativo compiuto in questi anni ci ha permesso spesso di anticipare i processi e di dare risposte realmente competitive. Abbiamo accettato la sfida dei nuovi saperi: le scienze, la matematica, l'informatica, le tecnologie. Abbiamo puntato più sulla qualità che sulla quantità, curando la capacità di apprendere, il metodo di studio, lo spirito critico. Cerchiamo di aiutare gli studenti a rifiutare il pensiero semplificato e contemporaneamente ad essere capaci di dialogare con popoli di religioni e culture diverse. Cerchiamo di mettere in condizione tutti di misurarsi con il mondo che cambia e con un mercato del lavoro in continua evoluzione. Il bilancio di quest'anno ci conforta. Quello più complessivo lo faremo quando esamineremo più approfonditamente i nostri trent'anni di storia. Ci sembra comunque di avere le carte in regola per aprire una fase ancora più avanzata del servizio scolastico per la parte che ci spetta. Naturalmente nel quadro degli indirizzi programmatici generali, regionali e locali, in sintonia, come sempre abbiamo fatto, con le istituzioni e, soprattutto, con i bisogni reali del territorio.
P.S.
Leggiamo ora il rapporto Censis sui giovani dai 15 ai 35 anni, una generazione
che, come scrive il Messaggero, "vive nel presente, evita il futuro",
vuole "tutto e subito, senza impegni". Si potrebbe dire: fuga dalle
responsabilità. Ma viene da chiedersi: generalmente gli adulti sono un
esempio di assunzione di responsabilità? Il segno della società
contemporanea è la consapevolezza dei doveri verso il futuro e la capacità
di scelte coerenti o piuttosto proprio lo schiacciamento sul presente, di cui
ciascuno cerca di succhiare tutto il nettare che può lasciando tutto
l'amaro al suo vicino? Di questo ragioneremo con calma nel prossimo numero di
Appunti. Per intanto facciamo nostre le parole del Presidente Ciampi: "Occorre
promuovere la maturazione dei giovani valorizzandone aspirazioni e potenzialità
che possano renderli protagonisti della realtà sociale e del mondo del
lavoro".