A conclusione dell'indagine conoscitiva, la VIII Commissione ha convenuto sull'esigenza
che l'attenzione di tutte le istituzioni competenti, nonché dei vari
soggetti coinvolti, si concentri sulle seguenti priorità:
I. è necessario prendere atto che la situazione sul territorio nazionale,
in materia di gestione dei rifiuti radioattivi, costituisce una priorità
per la sicurezza ambientale del nostro Paese. Il succedersi di episodi di rischio
e la possibilità di eventi esterni, di qualsiasi natura, con frequenza
superiore a tutte le precedenti previsioni (e sulle cui cause la Commissione
ha inteso svolgere specifici approfondimenti), devono indurre a riconsiderare
in termini nuovi il rischio nucleare e la sua collocazione al vertice della
scala delle priorità;
II. riveste pertanto carattere di assoluta urgenza la realizzazione di un deposito
unico nazionale, all'interno del quale allocare i rifiuti radioattivi. Al riguardo,
si evidenzia che l'articolo 27 del disegno di legge di delega per la riforma
e il riordino del sistema energetico (C.3279), attualmente all'esame della Camera
dei deputati, prevede l'istituzione di tale deposito per allocare e gestire
in via definitiva i rifiuti di seconda categoria e, in via temporanea, quelli
di terza categoria e il combustibile irraggiato. Tale previsione normativa appare
migliorabile, soprattutto dal punto di vista dei tempi previsti per la realizzazione
del deposito;
III. in merito alla scelta del sito che dovrà ospitare il deposito unico
nazionale, scelta che deve necessariamente essere rimessa ai competenti organi
tecnici e politici, appare tuttavia essenziale che si proceda all'individuazione
di modalità operative che contemperino le diverse esigenze, prevedendo
- comunque - che una decisione definitiva sia assunta nel più breve tempo
possibile;
IV. appare, in questo quadro, evidente che le strutture nucleari esistenti e
i depositi di rifiuti radioattivi attualmente presenti sul territorio non potranno
divenire «cimiteri di sé stessi», essendo naturale che il
futuro deposito unico non sia allocato in nessuna delle aree dove attualmente
insistono installazioni contenenti scorie nucleari;
V. nelle more della realizzazione del deposito unico nazionale, è necessario
provvedere alla costituzione di un deposito provvisorio per la raccolta e lo
stoccaggio dei rifiuti radioattivi, eventualmente utilizzando anche edifici
e strutture del demanio militare e, comunque, escludendo le aree su cui insistono
installazioni contenenti scorie nucleari;
VI. è necessario adottare idonee misure di sicurezza, anche in relazione
ai rischi provenienti da fattori esterni; appare dunque fondamentale che, in
data 17 febbraio 2003, il Consiglio dei ministri abbia adottato lo «stato
di emergenza» in diverse zone del Paese ospitanti siti nucleari e che,
con specifiche ordinanze, possa disciplinare l'attività di messa in sicurezza
dei materiali radioattivi;
VII. in particolare, appare significativo che tutti i rifiuti radioattivi interessati
dalla dichiarazione di «stato di emergenza», soprattutto quelli
maggiormente sprovvisti di protezione (combustibile irraggiato e simili), siano
collocati in condizioni di massima sicurezza, anche attraverso la loro allocazione
in appositi «casks», ossia in contenitori di scorie radioattive
predisposti per resistere ad ogni forma di evento catastrofico o calamitoso,
anche di origine umana (attentati o simili);
VIII. deve essere data contestualmente certezza alla tempistica delle operazioni
di decommissioning delle centrali e degli impianti esistenti, anche qualora
ciò comporti un piano di scadenze di medio-lungo periodo;
IX. occorre adottare, per il futuro, tutte le misure di sicurezza necessarie
a far si che il trasporto dei rifiuti radioattivi al deposito unico nazionale
avvenga nel modo più sicuro possibile;
X. occorre infine incentivare, in un contesto di maggiore attenzione nei confronti
di detti problemi, la formazione di giovani laureati specializzati nella materia
dell'ingegneria nucleare, per contribuire ad incrementare le competenze e non
disperdere, soprattutto in una delicata fase di gestione dell'emergenza e di
transizione, le esperienze maturate e le professionalità.