Consiglio Regionale Umbria
ISUC

Progetto
Per un cittadino consapevole: Crescere/Comunicare europeo

LAVORI IN CORSO DEGLI STUDENTI DEL LICEO SCIENTIFICO

Conseguenze del Referendum Italiano del 1987

A conclusione dell'indagine conoscitiva, la VIII Commissione ha convenuto sull'esigenza che l'attenzione di tutte le istituzioni competenti, nonché dei vari soggetti coinvolti, si concentri sulle seguenti priorità:
I. è necessario prendere atto che la situazione sul territorio nazionale, in materia di gestione dei rifiuti radioattivi, costituisce una priorità per la sicurezza ambientale del nostro Paese. Il succedersi di episodi di rischio e la possibilità di eventi esterni, di qualsiasi natura, con frequenza superiore a tutte le precedenti previsioni (e sulle cui cause la Commissione ha inteso svolgere specifici approfondimenti), devono indurre a riconsiderare in termini nuovi il rischio nucleare e la sua collocazione al vertice della scala delle priorità;
II. riveste pertanto carattere di assoluta urgenza la realizzazione di un deposito unico nazionale, all'interno del quale allocare i rifiuti radioattivi. Al riguardo, si evidenzia che l'articolo 27 del disegno di legge di delega per la riforma e il riordino del sistema energetico (C.3279), attualmente all'esame della Camera dei deputati, prevede l'istituzione di tale deposito per allocare e gestire in via definitiva i rifiuti di seconda categoria e, in via temporanea, quelli di terza categoria e il combustibile irraggiato. Tale previsione normativa appare migliorabile, soprattutto dal punto di vista dei tempi previsti per la realizzazione del deposito;
III. in merito alla scelta del sito che dovrà ospitare il deposito unico nazionale, scelta che deve necessariamente essere rimessa ai competenti organi tecnici e politici, appare tuttavia essenziale che si proceda all'individuazione di modalità operative che contemperino le diverse esigenze, prevedendo - comunque - che una decisione definitiva sia assunta nel più breve tempo possibile;
IV. appare, in questo quadro, evidente che le strutture nucleari esistenti e i depositi di rifiuti radioattivi attualmente presenti sul territorio non potranno divenire «cimiteri di sé stessi», essendo naturale che il futuro deposito unico non sia allocato in nessuna delle aree dove attualmente insistono installazioni contenenti scorie nucleari;
V. nelle more della realizzazione del deposito unico nazionale, è necessario provvedere alla costituzione di un deposito provvisorio per la raccolta e lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, eventualmente utilizzando anche edifici e strutture del demanio militare e, comunque, escludendo le aree su cui insistono installazioni contenenti scorie nucleari;
VI. è necessario adottare idonee misure di sicurezza, anche in relazione ai rischi provenienti da fattori esterni; appare dunque fondamentale che, in data 17 febbraio 2003, il Consiglio dei ministri abbia adottato lo «stato di emergenza» in diverse zone del Paese ospitanti siti nucleari e che, con specifiche ordinanze, possa disciplinare l'attività di messa in sicurezza dei materiali radioattivi;
VII. in particolare, appare significativo che tutti i rifiuti radioattivi interessati dalla dichiarazione di «stato di emergenza», soprattutto quelli maggiormente sprovvisti di protezione (combustibile irraggiato e simili), siano collocati in condizioni di massima sicurezza, anche attraverso la loro allocazione in appositi «casks», ossia in contenitori di scorie radioattive predisposti per resistere ad ogni forma di evento catastrofico o calamitoso, anche di origine umana (attentati o simili);
VIII. deve essere data contestualmente certezza alla tempistica delle operazioni di decommissioning delle centrali e degli impianti esistenti, anche qualora ciò comporti un piano di scadenze di medio-lungo periodo;
IX. occorre adottare, per il futuro, tutte le misure di sicurezza necessarie a far si che il trasporto dei rifiuti radioattivi al deposito unico nazionale avvenga nel modo più sicuro possibile;
X. occorre infine incentivare, in un contesto di maggiore attenzione nei confronti di detti problemi, la formazione di giovani laureati specializzati nella materia dell'ingegneria nucleare, per contribuire ad incrementare le competenze e non disperdere, soprattutto in una delicata fase di gestione dell'emergenza e di transizione, le esperienze maturate e le professionalità.

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