Europa, spazio di migrazione di popoli

Di Orietta Moretti

Nel mese di aprile, in occasione dell'incontro annuale, che quest'anno si è tenuto ad Orvieto, tra gli studenti delle scuole europee iscritte all'associazione Neos, e a conclusione di un percorso di ricerca iniziato da più di un anno, trenta insegnanti di storia provenienti da più di venti scuole di otto nazioni si sono riuniti ad Orvieto per il primo Euroseminario Neos.
Il confronto è ruotato intorno al tema "Europa, spazio di migrazione di popoli".
Le migrazioni, infatti, in quanto fenomeno che si trova, in una forma o nell'altra, in tutti i paesi europei, costituiscono un problema europeo; delineano uno spazio entro cui collocarci in quanto europei, per sviluppare un nuovo senso di appartenenza e trovare una identità comune.
Allo stesso tempo le migrazioni sono un fenomeno complesso che prende molte forme diverse in diverse nazioni e anche in diverse regioni di una stessa nazione e, pertanto, costituiscono quella complessità da cui scaturisce uno dei "legami" che ci consentono di parlare di EUROPA.
Per tre giorni i docenti dei vari paesi hanno discusso dei processi di migrazione nella storia europea moderna e si sono confrontati per definire, sul piano didattico, un modello condiviso da utilizzare ognuno nella propria scuola.
Come punto di partenza il seminario ha usato un modulo che è stato guidato dagli esperti dell'Istituto di Storia Contemporanea dell'Umbria.
Questo modulo ha aiutato ad inserire il fenomeno della migrazione nel contesto generale della storia moderna europea.
Prendendo questo come punto di partenza, gli insegnanti hanno presentato i documenti e i materiali, frutto di ricerche fatte da loro stessi nelle varie scuole delle diverse regioni europee, li hanno messi a confronto ed hanno rilevato che sebbene le forme e le ragioni delle migrazioni varino, esistono fattori e schemi comuni che si applicano ovunque.
Per questo hanno sviluppato un sistema di classificazione che potesse rendere possibile analizzare
i vari processi di migrazione nei diversi periodi e confrontarli e lo hanno verificato applicando il sistema al periodo di tempo che intercorre tra il 1944 e il 1952 e a quelle migrazioni che hanno avuto luogo all'interno di questo periodo e che hanno interessato le nostre regioni e le nostre nazioni.
Al di là dei risultati, che hanno sicuramente una loro rilevanza sul piano storico, i docenti hanno condiviso il fatto che questa classificazione può anche servire a gettare le basi delle unità di insegnamento che dovranno sviluppare nel loro lavoro nelle rispettive classi, indipendentemente dalla complessità o meno del percorso che, ovviamente, dipende dall'età dei discenti.
La certezza dei partecipanti è stata quella di aver mosso il primo passo verso un concetto europeo di storia entro cui collocare la formazione del CITTADINO EUROPEO.