I CONFINI MOBILI DELL' EUROPA
L'idea di confine mobile parte da questo assunto: a fronte di confini politici, e più ancora fisici, che vanno a costituire elemento identitario di un popolo, esistono forme di "spostamento sostanziale" dovute alle migrazioni. Esemplificando: l'Italia post unitaria vide da subito un forte processo migratorio verso le Americhe, tale fenomeno in qualche modo allargò i confini italiani nel nuovo mondo, in termini culturali, sociologici, economici. I contraccolpi in madrepatria, oltre che di tipo economico (l'importanza delle rimesse) provocheranno effetti di lungo periodo nella collocazione politica internazionale (la scelta di fronte a favore del Patto Atlantico, ad esempio). A distanza di poco più di cento anni gli stessi confini sono andati a coincidere, in una logica dinamica dei rapporti Europa Mediterraneo, con la nuova frontiera a sud e ad est del vecchio continente, con conseguenze ancora tutte da definire. L'idea di confine mobile si legittima, oltre che per le fluttuazioni di fatto imposte dai recenti flussi migratori, almeno per altri due macro fenomeni. Il primo è costituito dalle rivoluzioni, che hanno reso flessibili i confini geopolitici travaricandoli con l'irruenza delle idee; il secondo dalla sovranazionalità della scienza.
Dino Renato Nardelli
Giovanni Codovini
MODULO DIDATTICO
I confini mobili dell'Europa. 1875-1975
Il presente modulo è articolato in tre Unità didattiche (UD)
U.D La
geopolitica
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II U.D. Le migrazioni. 1875-1975
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III U.D. I chierici 1980-2000
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Al termine dell'Unità didattica sviluppata sarebbe opportuno inserire la costruzione di un "caso" locale, pertinente ad una delle periodizzazioni individuate, sulla base della mappa che alleghiamo a fine U.D.
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Le ragioni della scelta Le tre unità didattiche delineano un approccio sostanzialmente geostorico, tale da ricomprendere nella logica dello spazio, ancor prima del tempo, il "paradigma europa". Nella prima si dovrebbe dar conto del filo rosso ideale che ha originato la modernità politica europea; la seconda riguarda lo scardinamento sostanziale degli spazi; la terza volge il punto di osservazione sulla scienza come fattore che buca i confini delle nazioni, ma che ha originato il luogo dell'Occidente europeo.
Come indicazione metodologica e base di Laboratorio finalizzata a condividere linguaggi didattici e modelli, sviluppiamo la II U.D. "Le migrazioni. 1875-1975" lasciando come sfondo le altre due U.D.
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I° SEQUENZA
La lunga durata: il contesto nel XIX secolo
Carta 1: Le direzioni dell'emigrazione europea nel mondo (XIX sec.)
Operazioni sulla carta:
Dati statistici della tua regione. Indica la quantità numerica dei flussi in uscita per ogni singola destinazione
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Carta 2: Panorama delle aree industriali europee (1875)
Operazioni sulla carta:
Osservando la carta, rispondi ai seguenti problemi:
* Esiste una Europa fuori dagli Stati nazionali ?
* L'Europa ottocentesca ha al suo interno poli d'attrazione identificabili con le aree industriali ?
* Queste sono comprese all'interno degli odierni confini statuali ? Quali emigrazioni attivano ?
* Che relazione esiste tra i flussi migratori transoceanici europei e mobilità interna ?
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Commento. Ragioni della scelta L'obiettivo didattico, ma anche storiografico, è di mostrare come la mobilità negli spazi europei vada oltre i confini degli Stati. L'Europa è anche il prodotto di mobilità, di flussi e meccanismi economici-sociali che hanno origine in una logica diversa dalle istituzioni politiche.
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II° SEQUENZA
I flussi migratori nel novecento.
La frattura 1944-1952
I FATTORI DI ESPULSIONE
Documento storiografico 1: Klaus J. Badie, L'Europa in movimento. Le migrazioni dal settecento ad oggi, Laterza, Roma-Bari, 2001, PP. 342-353
Operazioni sul documento:
Dopo aver analizzato il testo secondo una lettura di tipo didattico, elenca i fattori di espulsione che determinano quella frattura
| La frattura 1944-1952 | |
| I fattori di espulsione
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Commento
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Carta 3: Spostamenti di popoli in Europa tra 1944 e 1952
Operazioni sulla carta:
Dall'osservazione della carta emergono le direzioni, le quantità e i protagonisti degli spostamenti di popolazione nel periodo dato.
a) Dai veste narrativa alle informazioni attinenti alla tua regione
b) Compila una scheda nella quale descrivere i fattori di espulsione dalla tua regione, facendo riferimento anche a fonti locali e/o a storiografia. (Cita le fonti)
| SCHEDA
DI DESCRIZIONE
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Commento. Ragioni della scelta Il documento proposto ha
un orizzonte d'indagine di tipo europeo, in cui i campi regionali sono
finalmente messi in relazione nel superamento di una storiografia
localistica. La carta 3 congiunge due ordini di problemi che meritano di
essere districati: gli spostamenti dovuti al riposizionamento di
popolazione legato alla guerra e la nuova emigrazione di tipo economico. |
III° SEQUENZA
I flussi migratori nel novecento.
La frattura 1944-1952
I FATTORI DI ATTRAZIONE
Documento storiografico 1: Klaus J. Badie, L'Europa in movimento. Le migrazioni dal settecento ad oggi, Laterza, Roma-Bari, 2001, PP. 342-353
Operazioni sul documento:
Dopo aver analizzato il testo secondo una lettura di tipo didattico, elenca i fattori di attrazione che determinano quella frattura
| La frattura 1944-1952 | |
| I fattori di attrazione
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Commento
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Carta 3: Spostamenti di popoli in Europa tra 1944 e 1952
Operazioni sulla carta:
Dall'osservazione della carta emergono le direzioni, le quantità e i protagonisti degli spostamenti di popolazione nel periodo dato.
a) Dai veste narrativa alle informazioni attinenti alla tua regione
b) Compila una scheda nella quale descrivere i fattori di attrazione dalla tua regione, facendo riferimento anche a fonti locali e/o a storiografia. (Cita le fonti)
| SCHEDA
DI DESCRIZIONE
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Commento. Ragioni della scelta L'operazione didattica sulle fonti agisce su due livelli: quello della messa a fuoco del nodo storiografico e l'altro fondamentale del contributo alla ricerca da un osservatorio locale. Quest'ultimo risulta decisivo per il rilancio di nuove ipotesi da sviluppare autonomamente in classe.
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IV° SEQUENZA
I flussi migratori nel novecento.
La frattura 1973-1974
LE NUOVE MIGRAZIONI: CAMBIAMENTI E CONTINUITÀ
Documento storiografico 2: Saskia Sassen, Migrazioni, coloni, rifugiati. Dall'emigrazione di massa alla fortezza Europa, Feltrinelli,Milano, 1999, pp.95-101.
Operazioni sul documento:
Dopo aver analizzato il testo secondo una lettura di tipo didattico, elenca gli Stati di provenienza degli immigrati nella tua regione nel periodo 1954-1973.
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SCHEDA RILEVAZIONE DEI DATI
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Carta 4: Utilizzando la cartina, visualizza graficamente con frecce i dati che hai raccolto dal documento 2
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Le ragioni della scelta. La tesi di fondo del libro della storica olandese è che non si deve pensare che i movimenti migratori siano motivati dal desiderio di vivere in condizioni migliori; i processi migratori invece sono estremamente selettivi poiché vedono protagonisti solo determinati gruppi e sono strettamente connessi alle relazioni tra paese di partenza e di arrivo, oltre che alle modificazioni del mercato del lavoro su scala globale. La frattura degli inizi degli anni settanta, individuata nello shock energetico, diviene fondamentale per disegnare il fenomeno quale si va delineando nell'economia globale.
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U.D.II La Lunga durata: il contesto nel XIX secolo

Atlante delle carte storiche SEI (carta n°1)
U.D.II La Lunga durata: il contesto nel XIX secolo

Atlante delle carte storiche SEI (carta n°2)
U.D.II La Lunga durata: il contesto nel XIX secolo

Atlante delle carte storiche SEI (carta n°3)
Informazioni raccolte durante l'Euroseminario
COUNTRY |
DESTINATION | PUSH FACTORS | PULL FACTORS | NOTES/COMMENTS | |
Finland |
From Karelia to the rest of Finland (300.000) |
Political: v War with Russia v Loss of Karelia to Russia |
Cultural: v Finland as homeland |
Migration within | |
France |
From Italy to France |
Economic: v Poor living conditions
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Economic: v Reconstruction after W.W. II: acute shortage of labour force |
Migration outside | |
England |
British Colonies, South Africa, USA |
Social: v Difficult conditions after the war (rationing, lack of housing) Economic: v Skills not valued highly enough Climate |
Prospect of a better life
Higher wages
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Migration outside | |
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Europe |
Cultural: v Introduction to different lifestyles(experencied during the war) |
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Germany |
From the Ruhr to rural parts of Germany |
Political: v War (bombing)
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Political v Free from war dangers |
1944-1945. Migration within (evacuation) | |
Germany (Ruhr) |
From Germany to North and Latin America |
Economic: v Bad living conditions after the war |
Economic: v Economic chance in America
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Migration outside 1945-1952 | |
Germany (Ruhr) |
From other parts of Germany to the Ruhr |
Economic: v Lack of employment
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Economic: v High wages in mining and steel industry during reconstruction period |
Migration within 1945-1952 | |
Germany (Ruhr) |
From Soviet Occupation Zone (later German Democratic Republic) to West Germany |
Political: v Refugees from Stalinist system Economic: v Low standard of living
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Political: v Democratic system in West Economic: v Higher standard of living because of faster development |
Migration within 1945-1952 | |
Germany (Ruhr) |
From Poland, Czechoslovakia and eastern provinces of the German Reich |
Political: v Expulsion of German population at the end of the war |
Political: v People flee to the rest of Germany
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Migration outside/within 1945-1952 | |
Italy (Umbria) |
Within Umbria to Perugia 50% |
Economic: v Poor living conditions of rural zones (sharecropper, day labourer)
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Economic: v Seeking employment in areas of : mining, construction, service industries |
Migration within/outside 1944-1952 | |
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From Umbria to Rome (50%) |
Economic: v Delay in industrial development and/or difficulty in industrial restructure |
Migration within/outside 1944-1952 | ||
Italy (Umbria) |
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Social: v Joining of families
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Social: v Reuniting of Family
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Migration outside |